«Il rischio sismico: cos’è, come si misura, quanto vale in Italia»: così si intitolava uno degli incontri di venerdì 16 ottobre a Roma. Era in programma al villaggio «Percorsi di protezione civile», durante la Settimana nazionale della Protezione Civile. Le tre domande valgono anche per chi abita a Genzano. Qui proviamo a rispondere con i dati del Dipartimento della Protezione Civile, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Regione Lazio.
Tre fattori che si moltiplicano
Per il Dipartimento della Protezione Civile il rischio sismico è la misura dei danni attesi in un certo intervallo di tempo. Dipende da tre fattori:
- la pericolosità: quanto spesso e quanto forte trema la terra in un luogo;
- la vulnerabilità: quanto facilmente un edificio si danneggia;
- l’esposizione: quante persone, case e beni culturali possono essere colpiti.
Per semplicità lo si scrive come una moltiplicazione: rischio = pericolosità × vulnerabilità × esposizione. Lo stesso terremoto fa danni molto diversi a seconda di come sono costruite le case e di quante persone ci vivono. Se uno dei tre fattori è vicino a zero, lo è anche il rischio. Una scossa forte in un deserto non fa vittime.
Secondo il Dipartimento, l’Italia ha una pericolosità medio-alta, una vulnerabilità molto elevata e un’esposizione altissima. Pesano la fragilità di molti edifici, la densità di popolazione e un patrimonio storico e artistico senza uguali.
Come si misura la pericolosità
La pericolosità non dice quando arriverà un terremoto: nessuno oggi lo sa prevedere. Dice quanto forte può essere lo scuotimento in un luogo, con una certa probabilità.
La mappa di riferimento nazionale l’ha elaborata l’INGV nel 2004 e si chiama MPS04. È stata adottata con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006. Per ogni punto del territorio indica l’accelerazione massima del suolo che ha il 10% di probabilità di essere superata in 50 anni. Il valore è riferito a un terreno rigido. Si esprime come frazione di g, l’accelerazione di gravità: 0,25 g è un quarto di g.
Nel 2021 i ricercatori dell’INGV hanno pubblicato un nuovo modello, MPS19, costruito con i dati raccolti dopo il 2004. Per la classificazione dei Comuni il Dipartimento continua a indicare lo studio di pericolosità allegato all’ordinanza del 2006.
Attenzione a non confondere la pericolosità con la magnitudo. La magnitudo misura l’energia liberata da un singolo terremoto, ed è calcolata dai sismografi. L’intensità, invece, descrive gli effetti osservati su persone ed edifici in un luogo, in gradi della scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS). Sono grandezze diverse e non si confrontano fra loro. L’accelerazione al suolo, infine, è un terzo dato: misura lo scuotimento atteso e serve a progettare le costruzioni. Ne parliamo nella scheda Il rischio sismico in Italia.
Le zone sismiche dei Comuni
Dalla mappa di pericolosità nasce la classificazione sismica. L’Ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003 ha diviso l’Italia in quattro zone, dalla 1 (la più pericolosa) alla 4. Da allora nessun Comune è più «non classificato».
Ogni zona corrisponde a un intervallo di accelerazione:
| Zona | Accelerazione con il 10% di probabilità di essere superata in 50 anni |
|---|---|
| 1 | oltre 0,25 g e fino a 0,35 g |
| 2 | oltre 0,15 g e fino a 0,25 g |
| 3 | oltre 0,05 g e fino a 0,15 g |
| 4 | fino a 0,05 g |
Gli elenchi dei Comuni li approvano le Regioni, che possono aggiungere sottozone. Il Lazio lo ha fatto con la delibera di Giunta n. 387 del 22 maggio 2009. La zona 2 è divisa nelle sottozone 2A e 2B, la zona 3 nelle sottozone 3A e 3B.
Genzano di Roma è in zona 2, sottozona 2B: sismicità media, con un’accelerazione attesa fra 0,15 e 0,20 g. Perché i Castelli Romani si trovano in questa classe lo spieghiamo nell’articolo Sismicità dei Castelli Romani: perché siamo in zona 2B.
Per progettare un edificio, oggi, la zona non basta. Dal 1° luglio 2009 l’accelerazione di riferimento si ricava dalle coordinate del sito, su una griglia di 5 chilometri. I confini comunali non contano. Lo prevedono le Norme tecniche per le costruzioni, oggi quelle del 2018. La classificazione resta uno strumento per la pianificazione e il controllo del territorio.
La vulnerabilità: quanto resiste una casa
Sulla pericolosità non si può agire: dipende dalla geologia. Sulla vulnerabilità sì. Il Dipartimento la definisce come la propensione di una struttura a subire un danno di un certo livello.
Una casa costruita prima delle norme antisismiche, o modificata senza progetto, può resistere molto meno di una casa recente. Per sapere come si comporta la propria abitazione serve un tecnico abilitato iscritto all’albo, per esempio un ingegnere o un architetto, che opera nei limiti delle sue competenze. Nessuna mappa sostituisce una verifica sul singolo edificio.
Contano anche le condizioni del terreno sotto le case. Le studia la microzonazione sismica, che individua le aree dove lo scuotimento può amplificarsi.
Quanto vale il rischio sismico
Il Dipartimento, con la Fondazione EUCENTRE e il Consorzio ReLUIS, stima il rischio di ogni Comune sulla piattaforma SicuroPiù. Sono valutazioni probabilistiche, basate sui dati INGV e, per la vulnerabilità, sul censimento ISTAT del 2011. Il portale avverte che indicano i danni che si possono avere in media in 50 anni, non danni che si ripetono ogni 50 anni. I terremoti dannosi sono lontani nel tempo, a volte secoli, e le perdite si concentrano in pochi eventi.
Per Genzano, alla consultazione del 15 ottobre 2026, il portale indica:
- un valore medio atteso di scuotimento pari al 16,3% dell’accelerazione di gravità;
- in media circa il 5% degli edifici residenziali ad alta vulnerabilità, cioè circa 1 su 20;
- in 50 anni gli edifici inagibili potrebbero essere circa il 10%, cioè circa 1 su 10;
- in 50 anni le perdite economiche potrebbero essere circa il 5% del valore dell’edificato, pari a circa 53,6 milioni di euro.
Il portale confronta anche Genzano con il resto d’Italia: il 35% dei Comuni ha un rischio più alto per gli edifici inagibili e il 27% per le perdite economiche. Altri dati sul nostro territorio sono nella pagina Rischio sismico.
Per la prevenzione, lo Stato ha previsto un fondo nazionale dopo il terremoto dell’Abruzzo del 2009 (articolo 11 del decreto-legge 39/2009). Dal 2010 al 2016 la spesa autorizzata è stata di 965 milioni di euro. Per il Dipartimento è forse meno dell'1% di quanto servirebbe per adeguare tutte le costruzioni, pubbliche e private, e le infrastrutture strategiche. La legge di bilancio 145/2018 ha poi rifinanziato il fondo con 50 milioni di euro, a partire dal 2019. Il fondo paga studi di microzonazione, contributi per rafforzare le case private e interventi sugli edifici pubblici.
Cosa puoi fare tu
- Scopri quando è stata costruita la tua casa e, se hai dubbi, chiedi una verifica a un tecnico abilitato.
- Fissa alle pareti librerie, pensili e mobili alti, e allontana gli oggetti pesanti dai letti.
- Ripassa i comportamenti da tenere prima, durante e dopo un terremoto.
- Prepara il kit di emergenza e il piano familiare, e scopri dove sono le aree di attesa di Genzano.
In emergenza si chiama il 112. Il Gruppo Comunale non può essere attivato direttamente dai cittadini.
Per approfondire
Sul nostro sito
- Rischio sismico: cosa fare prima, durante e dopo
- Il rischio sismico in Italia: capire i terremoti
- Sismicità dei Castelli Romani: perché siamo in zona 2B
- Microzonazione sismica dei Castelli Romani: cos’è e perché conta
- Cos’è davvero un rischio? ISO 31000 spiegato a chi non è tecnico
- Vulcani italiani, online la mappa dei livelli di allerta: il caso dei Colli Albani
- Manuale di Protezione Civile — Il rischio sismico
Fonti istituzionali
- Dipartimento della Protezione Civile — Rischio sismico: descrizione del rischio
- Dipartimento della Protezione Civile — Classificazione sismica
- Dipartimento della Protezione Civile — Vulnerabilità sismica
- Dipartimento della Protezione Civile — Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico
- INGV — Mappa di pericolosità sismica di riferimento (Ordinanza PCM 3519/2006)
- INGV, Annals of Geophysics — Il modello di pericolosità sismica MPS19 (2021)
- Regione Lazio — DGR n. 387 del 22 maggio 2009, Allegato 1: nuova classificazione sismica (PDF)
- Gazzetta Ufficiale — Norme tecniche per le costruzioni, decreto 17 gennaio 2018
- SicuroPiù — il rischio sismico di Genzano di Roma
- Dipartimento della Protezione Civile — Percorsi di protezione civile: un villaggio per conoscere il Servizio Nazionale




