Il mare più vicino a Genzano è a una ventina di chilometri, sul litorale fra Torvaianica e Anzio. Molti di noi ci vanno per lavoro, per una passeggiata o per una giornata in spiaggia. Per il rischio idrogeologico, Anzio e Nettuno sono anche nella nostra zona di allerta: la F, «Bacini costieri sud». Per questo conviene sapere che cos’è una mareggiata e come comportarsi quando arriva l’avviso.
Al tema era dedicato uno degli incontri della Settimana nazionale della Protezione Civile. Giovedì 15 ottobre, a Piazza di Siena, il programma del Dipartimento prevedeva un talk sul rischio da allagamento marino-costiero. Il titolo annunciava osservazioni, modelli numerici e scenari di cambiamento climatico.
Che cos’è una mareggiata
Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, in certe situazioni meteo si formano correnti d’aria intense vicino al suolo. Possono durare anche 24 o 48 ore e portano vento forte sulla terraferma e onde più alte sul mare. Sulla costa questo vuol dire mareggiata. Il rischio cresce quando il vento soffia perpendicolare alla riva.
Alle onde si può aggiungere un’altra cosa: il livello del mare che sale per qualche ora. Lo spingono il vento che accumula acqua contro la costa, la bassa pressione e la marea. Quando questi fattori si sommano, l’acqua supera la spiaggia ed entra in strade, piazze e piani terra. È l’allagamento marino-costiero. Un esempio è l’acqua alta eccezionale di Venezia del 12 novembre 2019. L’ISPRA l’ha spiegata con quattro fenomeni insieme: la marea al suo massimo, un mare già più alto del solito, lo scirocco forte e un nucleo di bassa pressione.
Per la legge italiana anche questa è un’alluvione. Il decreto legislativo 49 del 2010 comprende fra le alluvioni anche «le inondazioni marine delle zone costiere».
Una mareggiata non va confusa con il maremoto. Il maremoto non nasce dal vento: lo provocano soprattutto i terremoti in mare, e richiede comportamenti diversi.
Il litorale del Lazio e l’erosione
Il litorale del Lazio passa per Civitavecchia, Fiumicino, Ostia, Anzio, Nettuno e Gaeta, con lunghi tratti di spiaggia. Le spiagge sono i tratti di costa che cambiano di più. Lo spiega l’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
L’ISPRA misura da anni come si sposta la linea di riva, confrontando foto aeree di anni diversi. Fra il 2006 e il 2020, in Italia, 943 chilometri di costa bassa sono arretrati e 970 sono avanzati. Il bilancio nazionale è quasi in pari, ma non dappertutto. Nel Lazio, come in Sardegna e in Puglia, l’erosione supera nettamente l’avanzamento. In tutta Italia l’arretramento più marcato si vede vicino alle foci dei fiumi.
Il Dipartimento spiega che le mareggiate cambiano la forma della costa e aggravano l’erosione. C’è anche una causa a monte. Negli ultimi decenni si sono prelevate ghiaia e sabbia dal letto di molti fiumi: oggi ne arriva meno alle spiagge. Secondo l’ISPRA, in molti casi l’erosione mette in crisi la sicurezza di abitazioni, strade e ferrovie, soprattutto durante le mareggiate.
Come si prevede e come arriva l’avviso
Quando prevede fenomeni intensi, il Dipartimento della Protezione Civile emette un «Avviso di condizioni meteorologiche avverse». Il Centro Funzionale della Regione Lazio lo riporta nel documento di allertamento, che informa i Comuni e le strutture operative. Lo prevedono le direttive regionali sull’allertamento approvate nel 2019.
Nel testo le mareggiate compaiono spesso con la stessa formula. Il documento della Regione del 17 marzo 2026, per esempio, annunciava venti da forti a burrasca sul Lazio centro-settentrionale. E aggiungeva: «Mareggiate lungo le coste esposte». Fra novembre 2025 e marzo 2026 le mareggiate sono comparse in almeno sette documenti di allertamento. I documenti sono pubblicati nella pagina Bollettini e allertamenti del Centro Funzionale.
Quando c’è un avviso meteo per il Lazio, il nostro sito lo riporta in homepage, nella barra delle allerte. Come leggere bollettini e codici colore lo spiega la pagina Allerte meteo.
Il livello del mare in diretta
Sul litorale laziale ci sono tre mareografi, gli strumenti che misurano il livello del mare: ad Anzio, a Civitavecchia e a Gaeta. Sono stazioni dell’ISPRA e misurano l’acqua con un radar. I dati arrivano con pochi minuti di ritardo sul servizio di monitoraggio della Commissione oceanografica intergovernativa dell’UNESCO.
La Sala situazioni del nostro sito, uno strumento sperimentale, li mostra nella vista ARIA·MARE. Il valore è riferito allo zero della stazione, non è un’altezza assoluta: conta di quanto cambia nell’ultima ora. Nel cruscotto, invece, la scheda Mare indica altezza e direzione delle onde al largo di Anzio e Nettuno. Quelle sono stime di un modello, non misure. Come funzionano i mareografi italiani lo raccontiamo nel dossier I sensi dello Stato.
Il mare che sale
Il clima conta anche qui, ma va detto con precisione. La fonte è il sesto rapporto dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Fra il 1901 e il 2018 il livello medio dei mari è salito di circa 20 centimetri. È praticamente certo che continuerà a salire per tutto questo secolo.
Proprio perché il mare sale, crescono anche i livelli estremi. Pensiamo a un livello che finora si vedeva una volta per secolo. Secondo le proiezioni, entro il 2100 tornerà almeno una volta l’anno in oltre metà dei mareografi del mondo. Per il rapporto, il mare più alto rende più frequenti e gravi gli allagamenti delle coste basse. E contribuisce all’erosione della maggior parte delle spiagge sabbiose.
Sono proiezioni su scala globale. Una singola mareggiata non si attribuisce al cambiamento climatico senza uno studio dedicato. Del rapporto fra clima e rischi parliamo nell’articolo su come il cambiamento climatico cambia il lavoro della Protezione Civile.
Che cosa fare
Le indicazioni che seguono vengono dalla pagina del Dipartimento della Protezione Civile sul rischio meteo-idro. Se il mare entra nelle strade, valgono anche le regole per le alluvioni.
Prima
- Segui gli avvisi meteo della Regione e le comunicazioni del Comune in cui ti trovi.
- Evita di programmare bagni o uscite in barca se l’avviso riguarda la costa.
- Metti in sicurezza in anticipo barche e strutture in spiaggia, se ne hai.
Durante, sulla costa
- Usa la massima cautela se devi avvicinarti al litorale o percorrere le strade costiere.
- Non sostare sulle strade lungo il mare, e ancora meno su moli e pontili.
- Non fare il bagno e non uscire in barca.
- Allontanati se l’acqua entra in strada e raggiungi un punto più alto o i piani superiori di un edificio.
- Non scendere in cantine, seminterrati o garage per mettere al sicuro oggetti o l’auto.
Dopo
- Segui le indicazioni delle autorità prima di rientrare in casa o di liberare i locali dall’acqua.
- Non passare per le strade allagate: possono nascondere buche, tombini aperti o cavi elettrici.
- Fai attenzione anche dove l’acqua si è ritirata: il fondo della strada può essere indebolito.
Chi chiamare
Per qualunque emergenza, a terra o in mare, chiama il 112. Per le emergenze in mare c’è anche il 1530, il numero blu gratuito della Guardia Costiera. Gli altri recapiti sono nella pagina Numeri utili.
Il Gruppo Comunale non può essere attivato direttamente dai cittadini.
Per approfondire
Sul nostro sito
- Settimana nazionale della Protezione Civile 2026: il calendario degli eventi
- Medicanes: i cicloni mediterranei simili agli uragani
- Vento forte
- Temporali intensi
- Rischio idrogeologico
- Maremoto: cosa fare al mare
- Cambiamento climatico: come cambia il lavoro della Protezione Civile
- Dossier: Il clima che cambia i rischi
- Dossier: I sensi dello Stato
- Allerte meteo e Numeri utili
Fonti istituzionali
- Dipartimento della Protezione Civile — Rischio meteo-idro: i fenomeni
- Dipartimento della Protezione Civile — Rischio meteo-idro: sei preparato?
- Regione Lazio, Centro Funzionale Regionale — Bollettini e allertamenti
- Regione Lazio — Allertamento del 17 marzo 2026 (PDF)
- Regione Lazio — Direttive sul sistema di allertamento, DGR 865/2019 (PDF)
- Normattiva — Decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, articolo 2
- ISPRA — Indicatore «Dinamica litoranea»
- ISPRA, Centro maree di Venezia e CNR — Le maree eccezionali di novembre 2019 (PDF)
- IOC-UNESCO — Mareografo di Anzio
- IPCC — Sesto rapporto di valutazione, Gruppo di lavoro I, Sintesi per i decisori (PDF, in inglese)
- Dipartimento della Protezione Civile — Programma dei talk di «Percorsi di protezione civile» 2026 (PDF)
- Guardia Costiera




