Non tutti i rischi riguardano la natura. In Italia sono presenti diversi stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante regolati dalla Direttiva Seveso (oggi Seveso-III, D.Lgs. 105/2015). Conoscerne l’esistenza e i piani di emergenza fa parte della cultura della sicurezza del territorio.
Cos’è la direttiva Seveso
La Direttiva Seveso (dal nome del comune lombardo colpito nel 1976 dall’incidente dell’ICMESA) è una direttiva europea che:
- identifica gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante;
- impone obblighi di sicurezza agli operatori;
- richiede la redazione di piani di emergenza interni (PEI);
- richiede la redazione di piani di emergenza esterni (PEE);
- obbliga all’informazione della popolazione circostante;
- istituisce un registro pubblico degli stabilimenti.
In Italia è recepita con il D.Lgs. 105/2015.
Due livelli di rischio
Gli stabilimenti Seveso si distinguono in:
- soglia inferiore: obblighi di sicurezza minimi;
- soglia superiore: obblighi più stringenti, compreso il piano di emergenza esterno.
La differenza si basa su quantità e tipologia di sostanze pericolose presenti.
Chi fa cosa
- Gestore dello stabilimento: piano di emergenza interno, informazione alla popolazione, misure di sicurezza;
- Prefetto: piano di emergenza esterno;
- Comuni: informazione dei residenti e integrazione nel Piano Comunale;
- Regione: vigilanza e coordinamento;
- ARPA: controlli ambientali;
- Vigili del Fuoco: soccorso tecnico urgente;
- ASL: effetti sanitari;
- Protezione Civile: coordinamento in caso di incidente esterno.
Il piano di emergenza esterno (PEE)
Il PEE, redatto dal Prefetto con il supporto dei VVF e degli enti locali, contiene:
- scenari di incidente;
- zone di pianificazione (sicuro impatto, danno, attenzione);
- procedure di allertamento;
- istruzioni di autoprotezione per la popolazione;
- vie di evacuazione;
- punti di raccolta;
- mezzi di soccorso coinvolti.
Informazione alla popolazione
Chi vive in aree prossime a uno stabilimento Seveso ha diritto a ricevere:
- scheda informativa semplice (rischi, comportamenti, contatti);
- aggiornamenti periodici;
- esercitazioni con coinvolgimento dei cittadini;
- contatti del Comune e della Prefettura.
Chiedete al vostro Comune se il territorio è interessato. Genzano non ospita stabilimenti Seveso, ma alcuni comuni vicini hanno situazioni diverse.
Cosa fare in caso di incidente
Se l’allarme viene dato (sirena, SMS IT-alert, auto di Polizia):
- rientrare in casa;
- chiudere porte e finestre;
- spegnere impianti di climatizzazione;
- ascoltare la radio o i canali ufficiali;
- non usare il telefono se non strettamente necessario (tenere libere le linee);
- attendere il cessato allarme.
In alcuni casi può essere disposta evacuazione: seguire le indicazioni delle forze dell’ordine.
Esercitazioni Seveso
La normativa richiede esercitazioni periodiche:
- piano interno: almeno una volta l’anno;
- piano esterno: almeno una volta ogni 3 anni;
- prove di allarme e di comunicazione alla popolazione.
In Italia
In Italia ci sono oltre 1.000 stabilimenti Seveso (aggiornato al 2025):
- principalmente raffinerie, depositi chimici, aziende farmaceutiche;
- concentrati in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Campania;
- l’elenco è pubblico e consultabile sul sito del Ministero dell’Ambiente.
Una cultura da coltivare
Il rischio industriale non deve spaventare, ma essere conosciuto. I piani funzionano se:
- i cittadini sanno dell’esistenza del rischio;
- conoscono i comportamenti corretti;
- partecipano alle esercitazioni;
- fanno domande e ottengono risposte.
Per approfondire
In emergenza: 112.




