Ogni anno in Italia muoiono sul lavoro oltre 1.000 persone. Un dato che non accenna a diminuire e che richiede una cultura della sicurezza diffusa. Il principale riferimento normativo è il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro): una legge che riguarda tutti, lavoratori e datori, dipendenti e autonomi.

Cosa dice in sintesi

Il Testo Unico disciplina:

  • obblighi del datore di lavoro;
  • diritti e doveri del lavoratore;
  • valutazione del rischio aziendale;
  • formazione obbligatoria del personale;
  • sorveglianza sanitaria;
  • DPI (Dispositivi di Protezione Individuale);
  • gestione delle emergenze in azienda;
  • sanzioni per inadempienze.

I pilastri

Valutazione del rischio (DVR)

Ogni datore di lavoro è tenuto a redigere un Documento di Valutazione dei Rischi che identifica tutti i rischi presenti in azienda, li valuta e indica le misure di prevenzione.

Formazione

Ogni lavoratore ha diritto a formazione adeguata:

  • formazione generale (4 ore) su concetti base;
  • formazione specifica (4/8/12 ore a seconda del rischio);
  • aggiornamento periodico (ogni 5 anni);
  • formazione specifica per preposti, dirigenti, RLS.

DPI

Il datore deve fornire gratuitamente i dispositivi di protezione individuale adeguati al rischio (caschi, guanti, occhiali, scarpe, imbracature, tute).

Sorveglianza sanitaria

Per alcune categorie di rischio, il medico competente effettua visite mediche periodiche.

Emergenze

Ogni azienda deve avere:

  • piano di emergenza;
  • addetti antincendio formati;
  • addetti primo soccorso formati;
  • prove di evacuazione periodiche;
  • estintori e vie di fuga segnalate.

Figure aziendali

  • Datore di Lavoro (DL);
  • Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP);
  • Medico Competente;
  • Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS);
  • Addetti antincendio e primo soccorso;
  • Preposti e dirigenti.

Cosa può fare il lavoratore

Il lavoratore ha il diritto (e il dovere) di:

  • partecipare alla formazione;
  • usare correttamente i DPI;
  • segnalare criticità al datore o all’RLS;
  • rifiutare attività in condizioni di grave e immediato pericolo;
  • cooperare con medico competente, RSPP, RLS;
  • conoscere il proprio DVR e il piano di emergenza.

Tipologie di infortuni più frequenti

  • cadute dall’alto;
  • incidenti con macchine;
  • cadute a livello (inciampi, scivolate);
  • urti da oggetti;
  • incidenti stradali in itinere o in missione;
  • esposizione a sostanze;
  • stress lavoro-correlato.

Come si riducono gli infortuni

Gli studi mostrano che più della metà degli infortuni sono evitabili con:

  • formazione effettiva, non di facciata;
  • cultura della sicurezza diffusa;
  • coinvolgimento attivo dei lavoratori;
  • misure preventive tecniche;
  • DPI adeguati e usati;
  • supervisione continua.

Il ruolo della Protezione Civile

Anche il volontariato di Protezione Civile rientra nel campo del D.Lgs. 81/2008, con le modalità stabilite dal D.M. 13 aprile 2011: formazione e informazione dei volontari sui rischi degli scenari operativi, dispositivi di protezione individuale forniti dall’organizzazione, controllo sanitario secondo le attività svolte. Il Gruppo Comunale di Genzano di Roma applica queste regole come ogni organizzazione del sistema.

Il volontariato non può rappresentare una scappatoia alle regole di sicurezza.

Cultura della sicurezza in famiglia

Molti concetti del Testo Unico possono essere tradotti in casa:

  • valutare i rischi domestici;
  • organizzare vie di fuga in caso di incendio;
  • formare i familiari su comportamenti base;
  • usare dispositivi di sicurezza (rilevatore di fumo, CO);
  • controllare estintori (se presenti).

Per approfondire

In emergenza: 112.