La divisa del volontario di Protezione Civile non è un’uniforme scelta per estetica. È un insieme di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) normati, che garantiscono sicurezza, visibilità, identificazione. Un volontario correttamente vestito è un volontario protetto e riconoscibile.
I colori della PC italiana
- giallo alta visibilità con bande catarifrangenti argento: divisa operativa del volontariato;
- blu scuro / nero: divisa dei funzionari istituzionali (DPC, Regione);
- rosso arancio: Vigili del Fuoco e squadre AIB regionali;
- verde: Corpo Forestale (oggi assorbito nei Carabinieri Forestali);
- azzurro: Polizia di Stato.
Il volontariato di PC usa il giallo HV: un colore nato per essere visibile a distanza, anche di notte.
La divisa operativa tipica
Per attività sul campo:
- pantaloni tecnici HV con bande;
- polo o t-shirt HV con stemma;
- giubbotto o gilet HV;
- giacca tecnica impermeabile per intemperie;
- scarponcini S3 antinfortunistici;
- casco di sicurezza (per attività in cantiere);
- guanti da lavoro;
- zaino tecnico da campo.
I DPI specifici per attività
Attività AIB
- tuta ignifuga omologata;
- casco con visiera;
- guanti ignifughi;
- stivali da boschivo;
- zaino con riserva d’acqua.
Lavoro in altezza
- imbragatura omologata;
- elmetto con sottogola;
- corda dinamica o statica;
- dispositivi anticaduta.
Intervento in acqua
- giubbotto di galleggiamento;
- muta tecnica;
- elmetto da acqua;
- corda di sicurezza.
Primo soccorso / sanitario
- guanti monouso;
- mascherina FFP2/FFP3 se indicata;
- occhiali protettivi;
- kit di primo soccorso.
Lavoro notturno / emergenza stradale
- giubbotto HV (classe 3 sulla viabilità);
- lampada frontale;
- triangolo di segnalazione.
Le norme di riferimento
I DPI devono rispettare norme tecniche specifiche (EN ISO, UNI). Il Regolamento UE 2016/425 ne stabilisce i requisiti; il D.Lgs. 81/2008 ne disciplina l’uso obbligatorio. Non ci si improvvisa volontario senza DPI adeguati.
Manutenzione e cura
Ogni volontario è responsabile della cura della propria divisa:
- lavare secondo istruzioni del produttore (alcuni capi ignifughi hanno regole specifiche);
- controllare bande catarifrangenti (se sbiadite vanno sostituite);
- segnalare danni al Responsabile Logistica;
- non modificare i DPI (cuciture, tagli, aggiunte);
- sostituire alla scadenza dichiarata dal produttore;
- conservare in luogo asciutto.
L’identificazione
La divisa deve permettere di identificare:
- appartenenza al Gruppo Comunale di Genzano di Roma;
- logo PC Genzano;
- eventuale ruolo (squadra specifica, responsabile);
- eventuale tesserino di riconoscimento previsto dall’organizzazione.
Un volontario non identificato rischia di essere confuso con personale non autorizzato, soprattutto durante emergenze.
Vestire in modo adeguato al contesto
Un volontario in divisa ufficiale:
- rappresenta l’istituzione;
- deve comportarsi in modo irreprensibile;
- evita comportamenti non consoni (fumare in zona di operazioni, linguaggio scurrile);
- riconosce che la divisa richiede serietà e disciplina.
Il volontario fuori servizio non indossa la divisa in contesti privati: porterebbe a confusione tra ruolo pubblico e vita privata.
Chi fornisce i DPI
Per legge (D.M. 13 aprile 2011) i dispositivi di protezione individuale sono forniti dall’organizzazione di appartenenza, che ne cura anche sostituzione e manutenzione: il volontario non deve acquistarli da sé. Per un gruppo comunale la dotazione è a carico del Comune, con eventuali contributi regionali.
Per approfondire
In emergenza: 112.




