Con l’avvicinarsi dell’inverno e l’accensione degli impianti termici, ricordiamo che la manutenzione della caldaia e del circuito di riscaldamento non è una scelta. È un obbligo normativo e, soprattutto, una questione di sicurezza.

La normativa

Il riferimento è il D.P.R. 74/2013, che disciplina:

  • manutenzione ordinaria annuale o biennale (a seconda del tipo);
  • controllo dei fumi (efficienza energetica) con cadenza da 2 a 4 anni secondo potenza;
  • libretto di impianto (compilato e aggiornato);
  • bollino o targa di avvenuto controllo;
  • sanzioni per chi non effettua i controlli (multe e, in caso di incidente, responsabilità penale).

Il controllo deve essere effettuato da tecnico abilitato, iscritto al registro regionale installatori e manutentori.

Perché si fa

Una caldaia non manutenuta:

  • consuma di più (fino al 10-15% in più di gas);
  • inquina di più (emissioni fuori limite);
  • si rompe prima;
  • aumenta il rischio di fughe di gas;
  • aumenta il rischio di intossicazione da monossido;
  • può generare rischio di incendio;
  • non è coperta da garanzie contro malfunzionamenti.

Cosa controlla il tecnico

Durante la manutenzione:

  • pulizia bruciatore e scambiatore;
  • controllo pressione circuito acqua;
  • verifica tenuta del gas;
  • controllo tiraggio fumi;
  • analisi combustione (efficienza energetica);
  • verifica dispositivi di sicurezza (valvole, termostati);
  • controllo dei tubi flessibili e dei raccordi;
  • rilascio di dichiarazione di conformità e aggiornamento del libretto.

Chi è il responsabile

La responsabilità è:

  • del proprietario dell’immobile (se vi risiede);
  • del conduttore dell’immobile (se in locazione) per la manutenzione ordinaria annuale;
  • del proprietario per interventi straordinari e rinnovi di parti rilevanti;
  • dell’amministratore per caldaie centralizzate condominiali.

Tutti devono conservare ricevute e libretto aggiornato.

Anche i termosifoni richiedono attenzione

Oltre alla caldaia:

  • sfiatare i termosifoni (rimuove aria e migliora resa);
  • controllare perdite di acqua;
  • verificare che le valvole termostatiche funzionino;
  • pulire superficie esterna (polvere riduce efficienza);
  • controllare che le pareti dietro i termosifoni siano sane (macchie possono indicare perdite).

Sicurezza quotidiana

Anche con caldaia in regola:

  • non ostruire prese d’aria del locale caldaia;
  • non usare gli sfiati caldaia come appendiabiti;
  • non coprire bocchette dei condotti fumo;
  • installare rilevatore di monossido di carbonio (vedi articolo specifico);
  • chiudere il rubinetto del gas se si parte per periodi lunghi;
  • mai riparazioni fai-da-te su impianti gas.

Segnali di problemi

Fermarsi e chiamare subito un tecnico se:

  • rumori insoliti dalla caldaia;
  • acqua che esce da tubature;
  • fiamme di colore strano (non blu pulito);
  • puzza di gas (attenzione, chiamare 800 900 999 del distributore e 112);
  • emicrania, nausea, sonnolenza anomala (sintomi di intossicazione CO);
  • caldaia che si spegne frequentemente.

Il ruolo del Comune

Il Comune attraverso il Catasto Unico Regionale Impianti Termici (CURIT in Lombardia, altre Regioni hanno nomi diversi) verifica:

  • presenza del rapporto di controllo di efficienza energetica;
  • conformità dei controlli nei tempi previsti;
  • adempimenti da parte di proprietari e manutentori.

Anche il Lazio ha il proprio catasto regionale degli impianti termici, gestito dalla Regione: il manutentore vi registra il rapporto di controllo.

Stagione e buone pratiche

Per chi sta per accendere:

  • prima accensione graduale (non massima da subito);
  • verificare temperatura ambiente intorno ai 19-20 °C;
  • sfiatare i termosifoni;
  • non lasciare caldaia al massimo durante assenze;
  • programmare accensione/spegnimento in base alle fasce orarie.

Per approfondire

In emergenza: 112.