Alle 7:40 del 30 ottobre 2016 la scossa più forte registrata in Italia dopo l’Irpinia 1980 colpì la valle del Nera. Magnitudo 6.5, ipocentro a 9 chilometri di profondità, epicentro pochi chilometri a nord di Norcia. Crollò la Basilica di San Benedetto, simbolo della città.

Nessuna vittima, molte persone già fuori casa

A differenza del 24 agosto, questa volta non ci furono vittime, come riporta il Dipartimento della Protezione Civile.

Dopo le scosse del 26 ottobre (M 5.4 e M 5.9) migliaia di persone avevano lasciato le case. Dormivano nei centri di accoglienza, da amici o in auto. Secondo le cronache, è soprattutto per questo che la scossa del 30 ottobre non provocò morti.

Il bilancio della sequenza

La sequenza del Centro Italia (24 agosto 2016 — 18 gennaio 2017) ha colpito complessivamente:

  • 140 comuni in 4 regioni (Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo)
  • 41.000 sfollati al picco
  • Oltre 70.000 scosse strumentali registrate
  • Danni stimati in oltre 23 miliardi di euro
Rudere della chiesa di Sant'Agostino a Norcia dopo il terremoto: le mura sopravvissute sono puntellate da un'imponente struttura di tavole di legno incrociate e sovrastate da un'ampia tettoia di protezione su ponteggi metallici; auto parcheggiate sulla strada in primo piano
I resti della chiesa di Sant’Agostino a Norcia, messi in sicurezza con puntellature e tettoia provvisoria dopo il crollo parziale nella sequenza sismica del Centro Italia iniziata il 24 agosto 2016. Foto: Sailko — CC BY 3.0 — via Wikimedia Commons. Fonte originale.

E ha lasciato in eredità il Sismabonus, il Fondo per la ricostruzione, e l’esperienza più recente di gestione di emergenze sismiche complesse.

Cosa ci insegna oggi

L’evento del 30 ottobre 2016 mostra quanto conta restare fuori dagli edifici danneggiati dopo una forte scossa. Molte persone lo avevano fatto dopo il 26 ottobre, e la scossa più forte non fece vittime.

Visso (Macerata), comune colpito dalla sequenza sismica del Centro Italia 2016
Visso (Macerata): il borgo medievale fu danneggiato dalle scosse di ottobre 2016 (M 5.9 e 6.5), con il centro storico ancora oggi in fase di ricostruzione. Foto: Wikimedia Commons. Fonte originale.

Le tre lezioni:

  1. Prima della scossa: pianificazione. Sapere dove sono i punti di raccolta, le strutture sicure, le aree di attesa. A Genzano di Roma questa informazione è raccolta nella sezione Piano di Emergenza.

  2. Durante la sequenza sismica: ascolto delle istituzioni. Se la casa è danneggiata, non si rientra finché non lo dicono le autorità: è il margine di sicurezza che salva le vite.

  3. Dopo la scossa: ricostruzione che riduce il rischio. La ricostruzione del Centro Italia è guidata dal principio del building back better: si ricostruisce con criteri antisismici aggiornati, non si rimette tutto come prima.

Il legame con l’Italia centrale

Genzano si trova in zona sismica 2B, parte dello stesso sistema appenninico. La sequenza del Centro Italia ha mostrato come, anche per noi, sia importante:

  • Conoscere la classificazione sismica della propria abitazione
  • Aderire alle eventuali campagne di adeguamento (Sismabonus)
  • Educare i bambini al “Drop, Cover, Hold On” (vedi Cosa Fare Adesso e Facile da Leggere)

Per saperne di più