Il 2 novembre è, nel calendario civile e religioso italiano, la commemorazione dei defunti. Una giornata in cui famiglie, comunità e istituzioni si fermano a ricordare chi non c’è più. Anche il sistema di Protezione Civile, che opera quotidianamente a tutela della vita, riconosce il valore di questa ricorrenza.
Il significato della giornata
La commemorazione:
- ricorda familiari scomparsi;
- ricorda vittime di grandi tragedie;
- unisce la comunità in un momento condiviso;
- trasmette memoria alle nuove generazioni;
- richiama al senso del limite e della finitezza.
Non si tratta di una festa, ma di un tempo di raccoglimento.
La memoria delle vittime di emergenze
Anche la Protezione Civile ha le sue memorie:
- le vittime di terremoti (Irpinia 1980, Friuli 1976, Centro Italia 2016, L’Aquila 2009);
- le vittime di alluvioni (Firenze 1966, Salerno 1954, Sarno 1998, Genova 2011, Romagna 2023);
- le vittime di frane e colate (Vajont 1963, Stava 1985);
- le vittime degli incendi;
- i soccorritori caduti in servizio.
Ricordare le vittime di eventi catastrofici è parte integrante della cultura del rischio: permette di non dimenticare perché si lavora in prevenzione.
Cittadini, istituzioni, tradizioni
In molti Comuni italiani il 2 novembre:
- l’amministrazione depone corone presso monumenti o cippi;
- le parrocchie celebrano messe al cimitero;
- le scuole propongono momenti di riflessione;
- le associazioni curano tombe abbandonate;
- i volontari assistono famiglie anziane nelle visite.
Un’attenzione specifica alle persone fragili
Per alcune persone la giornata è gravosa:
- anziani soli che ricordano il coniuge scomparso;
- persone con lutto recente;
- bambini che affrontano per la prima volta il tema della morte;
- famiglie con perdite dovute a eventi traumatici.
Un pensiero, una visita, una telefonata fanno differenza.
Sicurezza al cimitero
Molte delle indicazioni date per il 1° novembre restano valide oggi. In particolare:
- viabilità ancora elevata;
- attenzione a pedoni, specie anziani;
- parcheggio negli spazi autorizzati;
- rispetto del silenzio e del raccoglimento altrui;
- lumini posizionati con attenzione.
Il ruolo dei volontari
Nelle giornate di commemorazione, i volontari di PC possono essere presenti, in coordinamento con il Comune e la Polizia Locale, per:
- informazione ai visitatori su percorsi pedonali, accessi e parcheggi deliberati dalle autorità;
- assistenza a persone anziane o con difficoltà di mobilità;
- primo soccorso in caso di necessità;
- presenza discreta in punti strategici di prossimità.
La regolazione del traffico nei pressi dei cimiteri resta compito esclusivo della Polizia Locale e delle Forze dell’Ordine, come ribadito dalla Circolare DPC del 6 agosto 2018 sull’impiego del volontariato di Protezione Civile.
Si opera senza invadenza, riconoscendo che il momento appartiene ai cittadini.
Una riflessione più ampia
Questa giornata porta a riflettere su:
- il tempo limitato che ciascuno ha;
- l’importanza delle relazioni;
- il valore del servizio pubblico;
- la responsabilità verso le generazioni che verranno;
- il rispetto per la memoria collettiva.
Cultura dei luoghi colpiti
Alcune comunità italiane hanno convissuto con grandi tragedie e ne hanno fatto memoria:
- Longarone (Vajont) — paese ricostruito che conserva la memoria;
- Amatrice — ricostruzione in corso con spirito comunitario;
- Sant’Angelo dei Lombardi — dopo Irpinia 1980, centro simbolico;
- Stava — museo della memoria dopo il disastro del 1985.
Visitare questi luoghi è un gesto di cultura civile.
Un pensiero per tutti
A chi oggi ricorda una persona cara: un pensiero solidale dal Gruppo. A chi ha perso qualcuno per un evento di emergenza: non dimentichiamo. A chi si impegna nel servizio pubblico per prevenire future tragedie: grazie.
Per approfondire
In emergenza: 112.




