La Regione Lazio vuole aggiornare le mappe del vincolo idrogeologico, che oggi poggiano su perimetri tracciati un secolo fa. Lo prevede la proposta di deliberazione consiliare n. 64 del 25 agosto 2026, che il 3 novembre 2026 ha iniziato il suo percorso nella VI Commissione del Consiglio regionale.
Non è ancora approvata. Il testo può cambiare prima del voto. Lo raccontiamo perché riguarda il rischio di frane ed esondazioni in tutto il Lazio, Castelli Romani compresi.
Che cos’è il vincolo idrogeologico
È un vincolo sul territorio previsto dal regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267. Come ha spiegato in Commissione l’assessora ai Lavori pubblici Manuela Rinaldi, non vieta di costruire. Ha un valore conoscitivo e prescrittivo: serve a verificare la stabilità dei terreni prima di intervenire e a guidare uno sviluppo sostenibile.
Finora la Regione ha lavorato su perimetrazioni basate su mappe del 1923.
Che cosa cambia con la proposta
Il provvedimento nasce dalla deliberazione di Giunta n. 708 del 6 agosto 2026 e si richiama all’articolo 42 della legge regionale n. 53 del 1998. Secondo la dirigente regionale Maria Cristina Vecchi, il lavoro comprende:
- 538 cartografie vettoriali ad alta precisione, che coprono tutti i 378 Comuni del Lazio;
- la pubblicazione sul Geoportale regionale, consultabile da cittadini e amministrazioni;
- l’uso di dati satellitari interferometrici, che misurano le deformazioni del suolo.
Lo studio è stato svolto con il Centro di ricerca CERI dell’Università Sapienza di Roma e, per le esondazioni, con l’Università Roma Tre. Il professor Carlo Esposito, responsabile scientifico del CERI, ha spiegato che la nuova perimetrazione distingue:
- frane esistenti e potenziali (aree RI-A e RI-B);
- zone esposte a erosione (RI-C);
- zone esposte a esondazione (aree E-A ed E-B).
Secondo il professor Esposito l’estensione complessiva del territorio vincolato resta simile a quella attuale. Cambia la precisione: non più grandi poligoni indifferenziati, ma perimetri calibrati sulla forma reale dei versanti, per evitare differenze arbitrarie tra Comuni confinanti. L’assessora ha aggiunto che, per le opere di mitigazione del rischio nelle aree di esondazione, la proposta prevede procedure più rapide, con varianti approvate dalla Giunta regionale.
I prossimi passi
I consiglieri regionali possono chiedere audizioni sulla proposta entro le 12 di mercoledì 11 novembre 2026. Dopo l’esame in Commissione la deliberazione passerà al voto del Consiglio regionale. Finché non è approvata, restano in vigore i perimetri attuali. Aggiorneremo questa pagina quando l’iter proseguirà.
Che cosa significa per chi vive nei Castelli
Questa proposta non cambia da sola il livello di rischio di una zona e non è un’allerta. Aggiorna la cartografia con cui gli enti valutano gli interventi sul territorio. Per sapere come comportarsi prima, durante e dopo frane e alluvioni, vale la pagina sul rischio idrogeologico. Per i pericoli immediati si chiama il 112.
Questo articolo riferisce un iter regionale: non descrive atti del Comune di Genzano di Roma.
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