Il 4 novembre 2011 — esattamente 45 anni dopo l’alluvione di Firenze — Genova fu colpita da un evento meteo eccezionale. Le stazioni dell’ARPAL misurarono fino a 180 millimetri di pioggia in un’ora e 400 in 12 ore (Vicomorasso, Sant’Olcese), con intensità orarie superiori a 100 mm in più zone di Genova. Il rio Fereggiano, un piccolo torrente in parte tombato sotto la città, esondò in via Fereggiano, trasformando le strade in fiumi.

Bilancio: 6 morti, fra cui due bambine (di 1 e 8 anni) e donne adulte travolte dall’acqua in via Fereggiano. Esercizi commerciali devastati e automobili trascinate via dal flusso.

I rii tombati: una bomba a orologeria urbana

Genova, come molte città italiane (Roma, Napoli, Firenze, Torino), si è sviluppata nel corso dei secoli coprendo torrenti e fossi con tombinature, per ricavare strade, piazze, edifici. I rii continuano a esistere sotto l’asfalto, e in caso di piogge intense la loro portata supera la capacità del tombamento: l’acqua esce con violenza, allagando strade in pochi minuti.

Immagine satellitare MODIS di un vasto sistema depressionario a spirale sul Mar Mediterraneo occidentale, tra le coste di Spagna, Francia e Nord Africa
Immagine satellitare NASA MODIS del sistema depressionario mediterraneo dei primi giorni di novembre 2011 (ciclone Rolf), lo stesso che portò le piogge intense sulla Liguria: il 4 novembre a Genova il Fereggiano esondò, 6 morti. Foto: MODIS Rapid Response Team at NASA GSFC — Public domain — via Wikimedia Commons. Fonte originale.

Il rio Fereggiano è uno dei tanti rii tombati di Genova. Il 4 novembre 2011 la pioggia eccezionale fece sì che la portata del rio, in parte ostacolata dalla piena contemporanea del Bisagno, superasse la capacità del suo alveo. L’acqua esondò con violenza in via Fereggiano e travolse quanto incontrava.

Cosa cambiò dopo

Genova 2011 ha aperto una stagione di interventi strutturali sui rii tombati italiani:

La Lanterna di Genova, faro storico simbolo della città
La Lanterna di Genova, faro del 1543 e simbolo della città: dopo le alluvioni del 1970 e del 2011 sono partiti grandi lavori sui rii tombati e sugli scolmatori. Foto: Wikimedia Commons. Fonte originale.
  • Mappatura sistematica dei rii tombati nelle principali città italiane
  • Ispezioni regolari dello stato dei tombini, con monitoraggio idraulico in tempo reale dove possibile
  • Sistemi di allerta locale per piogge intense con notifica immediata alla popolazione (sirene, app, SMS)
  • Progetti di scolmatori e raddoppi per i rii più critici (a Genova lo scolmatore del Fereggiano è stato completato nel 2019; quello del Bisagno è ancora in costruzione)

Cosa ci insegna oggi

Tre lezioni operative dalla tragedia di Genova:

  1. Le città storiche italiane hanno rii nascosti che vanno mappati e gestiti. Non basta sapere dove passa il fiume principale: bisogna conoscere anche i corsi d’acqua minori tombati, perché in caso di piena improvvisa possono uccidere proprio loro.

  2. I piccoli rii urbani rispondono alla pioggia in pochi minuti. Per i valori massimi di quell’evento i tempi di ritorno stimati vanno da 200 a 500 anni, ma l’allerta da sola non basta: servono pianificazione di Protezione Civile, informazione e comportamenti corretti.

  3. Camminare in strada durante un evento intenso è pericoloso. Le vittime di via Fereggiano furono sorprese in strada o al piano terra mentre il livello dell’acqua saliva in pochi minuti. Se piove molto forte, restare in casa e ai piani alti è la prima regola di autoprotezione (vedi pagina Cosa Fare Adesso).

A Genzano di Roma

Anche Genzano è una città storica con fossi tombati sotto strade e piazze, retaggio dell’urbanizzazione del Novecento. Gli scenari di allagamento in caso di temporali intensi sono descritti nel Piano di Emergenza Comunale.

In caso di allerta arancione o rossa sul nostro Comune (vedi sempre la barra di stato in cima alla homepage):

  • Non camminare vicino a tombini né nei sottopassaggi
  • Non attraversare strade allagate, anche se sembrano poca acqua: il flusso rapido può trascinare via
  • Sali ai piani alti se l’acqua entra in casa
  • Allontana i bambini da finestre e porte d’ingresso durante l’evento intenso

Sul nostro sito

  • Rischio idrogeologico — Alluvioni e piene improvvise: il rischio nel territorio dei Castelli Romani e le regole di autoprotezione.
  • Allerte meteo — Come funziona il sistema di allertamento: codici colore, cosa significano e come ricevere le notifiche.

Per saperne di più