Le ondate di freddo non sono solo un disagio climatico: sono un rischio concreto per la salute pubblica, specialmente per anziani, persone fragili e senza dimora. Secondo l’ISS, ogni anno in Italia l’ondata di freddo contribuisce a migliaia di decessi “in eccesso” tra la popolazione più vulnerabile.
Cosa si intende per ondata di freddo
Un’ondata di freddo è definita come:
- temperatura significativamente inferiore alla media stagionale;
- persistenza di almeno 3 giorni;
- ampiezza territoriale estesa;
- vento che amplifica la sensazione di freddo (wind-chill);
- umidità alta che accelera la dispersione di calore corporeo.
Nel Lazio e a Genzano di Roma, un’ondata di freddo tipica porta temperature sotto i -5 °C durante la notte.
I rischi sanitari
Ipotermia
- abbassamento pericoloso della temperatura corporea sotto i 35 °C;
- sintomi: tremori, confusione mentale, lentezza, sonnolenza;
- grave se la persona sembra stare meglio quando in realtà peggiora (fase apparente);
- emergenza da 32 °C in giù;
- chiamare il 112 al primo sospetto.
Congelamento
- alle estremità (dita, naso, orecchie);
- dolore iniziale seguito da insensibilità;
- aspetto bianco-grigio-cianotico della pelle;
- rischio permanente se non trattato.
Infarto e ictus
- vasocostrizione da freddo aumenta pressione;
- sforzo (spalare neve, camminare veloce) accresce rischio cardiovascolare;
- anziani con patologie pregresse sono i più a rischio.
Malattie respiratorie
- influenza e polmoniti più frequenti;
- broncopneumopatie peggiorate;
- aria fredda irrita vie respiratorie.
Categorie a maggior rischio
- anziani oltre i 75 anni;
- bambini piccoli;
- persone con malattie croniche (cuore, diabete, broncopatia);
- persone senza dimora;
- disabili e persone non autosufficienti;
- chi assume farmaci che alterano la termoregolazione.
Prevenzione in casa
Riscaldamento
- temperatura ambiente: 19-20 °C;
- camera da letto: 17-18 °C;
- stanze non usate: chiudere termosifoni (risparmio);
- umidificare per evitare aria troppo secca;
- monitorare funzionamento caldaia (vedi articolo specifico).
Attenzione alle stufe
- no stufe catalitiche in ambienti chiusi senza ventilazione;
- no bracieri o forni a gas aperti per riscaldamento;
- rilevatore di monossido di carbonio consigliato;
- ventilare brevemente ogni tanto.
Alimenti
- pasti caldi regolari;
- bevande calde ma non alcoliche (l’alcol disperde calore);
- idratazione anche se non si avverte sete;
- frutta e verdura anche in inverno.
Abbigliamento
- a strati (più efficace di un solo capo pesante);
- testa coperta (da lì si disperde molto calore);
- mani e piedi protetti;
- scarpe asciutte (piedi bagnati = rischio ipotermia).
Prevenzione per gli anziani soli
Chi ha un familiare anziano solo nel quartiere:
- telefono quotidiano in fase di freddo intenso;
- visita almeno due volte a settimana;
- verifica che la caldaia funzioni;
- spesa accompagnata o consegnata;
- parlare con medico di famiglia se emergono problemi.
Se si abita vicino a un anziano conosciuto, un saluto alla porta può salvare la vita.
Il ruolo del Comune
In periodi di freddo intenso il Comune, attraverso i servizi sociali, è il riferimento per le persone non autosufficienti e per chi vive per strada, in raccordo con la ASL. Le misure attivate di volta in volta sono pubblicate sul sito del Comune.
L’allerta ondata di freddo
Il Centro Funzionale Regionale Lazio emette avvisi di condizioni meteorologiche avverse anche per neve, gelate e temperature rigide: quando ne esce uno per il nostro territorio, questo sito lo riporta nella pagina Allerte meteo. Per le ondate di freddo non esiste un sistema a livelli come quello del caldo estivo: contano l’avviso regionale e il buon senso.
Persone senza dimora
Nelle notti più fredde:
- Caritas e associazioni attivano posti letto di emergenza;
- Comune coordina con Centro Accoglienza Notturno;
- volontariato distribuisce coperte e pasti caldi;
- numero verde dedicato (consultare sito comunale).
Se vedete una persona senza dimora in difficoltà, chiamare il 112: la segnalazione è un dovere civile.
In sintesi
- tenere in caldo ma senza esagerare;
- non usare dispositivi pericolosi;
- muoversi regolarmente in casa;
- mangiare cibi caldi;
- controllare anziani vicini;
- seguire i bollettini;
- 112 in caso di emergenza.
Per approfondire
In emergenza: 112.




