Il piano di emergenza familiare è ormai un concetto noto. Ma un altro livello spesso trascurato è quello condominiale: il palazzo, come sistema abitato da più famiglie, è un’entità complessa in caso di emergenza. Un piano condominiale, anche sobrio, può fare la differenza.
Perché il condominio è complesso
Un palazzo tipico presenta:
- più famiglie con esigenze diverse;
- anziani, bambini, disabili nei vari appartamenti;
- scale come via di fuga principale (l’ascensore va evitato);
- impianti comuni (gas, acqua, elettricità);
- spazi condivisi (cortile, androne, tetto);
- accesso esterno limitato (cancello principale);
- comunicazione tra condomini non sempre fluida.
Gli eventi da considerare
Un piano condominiale considera:
- incendio in un appartamento;
- incendio in spazi comuni (cantine, contatori);
- allagamento (rottura tubazioni);
- terremoto;
- black-out prolungato;
- fuga di gas;
- intrusione di emergenza (eventi fuori condominio ma con impatto);
- malori in persone sole.
I contenuti di un piano condominiale
Identificazione del rischio
- tipologia di rischi maggiori per l’edificio;
- punti critici (colonne montanti, box auto, cantine);
- posizione delle valvole generali gas e acqua;
- posizione del quadro elettrico generale;
- vie di fuga principali e alternative.
Persone di riferimento
- amministratore del condominio e suo recapito;
- un referente condominiale per le emergenze (volontario);
- portiere (se presente);
- elenco degli anziani e disabili del palazzo (con loro consenso, nel rispetto della privacy);
- contatti della famiglia dei non autosufficienti.
Procedure base
- in caso di incendio: avvisare gli altri, chiamare 112, scendere per le scale, non usare l’ascensore;
- in caso di fuga di gas: chiudere il contatore generale, non accendere fiamme, non azionare interruttori, chiamare il 112 e il distributore del gas;
- in caso di allagamento: chiudere acqua generale, avvisare amministratore;
- in caso di black-out: verificare contatore, avvisare amministratore;
- in caso di terremoto: uscire dopo la scossa dalla scala principale, raggiungere l’area di attesa.
Aree di attesa
- cortile del condominio (se sicuro);
- piazzetta o giardino vicino (se il cortile non è adeguato);
- punto di raggruppamento stabilito per verificare che tutti siano usciti;
- procedura per avvisare chi manca ancora.
Come si redige
Chi lo fa
- iniziativa di uno o più condomini volenterosi;
- approvazione in assemblea (non obbligatoria ma consigliata);
- supporto dell’amministratore per elenchi e dati tecnici;
- eventuale consulenza di un tecnico abilitato per gli aspetti impiantistici.
In quanto tempo
- da zero: 2-3 riunioni nell’arco di 1-2 mesi;
- mantenimento: un aggiornamento annuale;
- prova: una simulazione ogni 2-3 anni.
Quanti fogli
- un documento di 2-4 pagine è sufficiente;
- schematico, con mappe e numeri di emergenza;
- affisso in bacheca condominiale;
- distribuito in copia a ogni famiglia.
Prova di evacuazione
Una prova di evacuazione condominiale:
- non è obbligatoria per legge;
- è un gesto di civiltà e buon senso;
- può essere svolta in 15-20 minuti con buon coordinamento;
- permette di verificare vie di fuga e comportamenti;
- coinvolge anche i bambini in modo pedagogico.
Dotazioni consigliate
Il condominio potrebbe dotarsi di:
- estintori nei pianerottoli (obbligatori solo per certi edifici, consigliati per tutti);
- rilevatori di fumo negli spazi comuni;
- illuminazione di emergenza sulle scale;
- cassetta di primo soccorso in portineria o spazio comune;
- segnaletica di via di fuga;
- pianta dell’edificio affissa.
Gli amministratori
L’amministratore di condominio ha:
- obblighi di sicurezza sugli spazi comuni (D.Lgs. 81/2008 se ci sono lavoratori);
- responsabilità per impianti e manutenzioni;
- documentazione antincendio (D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151) per gli edifici che rientrano nelle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, di norma i condomini più grandi;
- sensibilità su tematiche di Protezione Civile variabile.
Un amministratore collaborativo è un alleato prezioso.
Il ruolo dei condomini
Ogni condomino può:
- conoscere la pianta del proprio edificio;
- sapere dove sono le valvole generali;
- contribuire al piano condominiale;
- partecipare alle prove;
- segnalare criticità all’amministratore;
- conoscere i vicini di casa (utile in emergenza).
Da dove partire
Il piano condominiale funziona meglio se ogni famiglia ha già il proprio piano familiare: la pagina Piano familiare di emergenza del sito guida passo passo nella compilazione e si può stampare. Per le persone con esigenze specifiche (anziani, disabilità, neonati, animali) sono disponibili i kit pronti per situazioni vulnerabili, utili anche per l’elenco dei condomini da assistere. I comportamenti da tenere per ogni rischio sono nelle pagine Rischi e prevenzione.
Per approfondire
In emergenza: 112.




