L’Agenda 2030 non parla solo di povertà, clima ed energia. Alcuni suoi traguardi chiedono esplicitamente di ridurre i morti, le persone colpite e i danni causati dai disastri. È lo stesso lavoro della protezione civile, misurato con gli stessi numeri. Questa pagina spiega quali sono quei traguardi, come si collegano al Quadro di Sendai e che cosa significano per Genzano di Roma.

Una guida divulgativa. I testi dei traguardi sono una nostra traduzione dal testo ufficiale in inglese delle Nazioni Unite, riportato nelle fonti in fondo alla pagina. Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma non parla a nome delle Nazioni Unite né degli enti citati.

Che cos’è l’Agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è stata adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015 (risoluzione A/RES/70/1). Contiene 17 obiettivi e 169 traguardi da raggiungere entro il 2030. Ogni traguardo ha uno o più indicatori: numeri che i Paesi misurano per capire se si stanno avvicinando alla meta.

Lo stesso anno sono nati altri due accordi globali: il Quadro di Sendai per la riduzione del rischio di disastri (marzo 2015) e l’Accordo di Parigi sul clima (dicembre 2015). Li abbiamo raccontati nella pagina sulla dimensione internazionale e nel capitolo del Manuale dedicato a Sendai.

In Italia l’Agenda è declinata nella Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, aggiornata nel 2022 e curata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’ISTAT pubblica ogni anno il Rapporto SDGs con gli indicatori italiani.

Perché riguarda la protezione civile

Un terremoto o un’alluvione possono cancellare in poche ore anni di scuole, case, lavoro e servizi costruiti con fatica. Per questo l’Agenda tratta la riduzione del rischio come una condizione dello sviluppo, non come un tema a parte.

C’è anche un legame tecnico. Alcuni indicatori dell’Agenda sono gli stessi del Quadro di Sendai: i Paesi raccolgono un solo dato e lo usano per entrambi gli accordi. Quando un Comune aggiorna il proprio piano di protezione civile, o una scuola insegna cosa fare durante un terremoto, contribuisce a traguardi misurati in tutto il mondo.

I traguardi che riguardano il rischio

La tabella riporta i traguardi in cui il rischio di disastri è scritto esplicitamente, con il loro significato pratico sul nostro territorio.

Traguardi dell'Agenda 2030 legati alla riduzione del rischio di disastri
TraguardoChe cosa chiede (sintesi)Che cosa significa qui
1.5
Sconfiggere la povertà
Entro il 2030, rendere più resilienti le persone povere e in condizioni di vulnerabilità e ridurre la loro esposizione agli eventi estremi legati al clima e ai disastri.Pensare prima a chi fa più fatica a proteggersi: anziani soli, persone con disabilità, famiglie senza rete. Vedi i kit per le situazioni vulnerabili e la pagina sulle persone con necessità specifiche.
3.d
Salute e benessere
Rafforzare la capacità dei Paesi di allerta precoce, riduzione e gestione dei rischi sanitari.Le ondate di calore sono un rischio sanitario: bollettini, consigli e persone fragili nella pagina sulle ondate di calore.
4.7
Istruzione di qualità
Entro il 2030, fare in modo che chi studia acquisisca le conoscenze e le competenze per promuovere lo sviluppo sostenibile e la cittadinanza globale.È il traguardo delle nostre attività con le scuole: percorsi di educazione civica, schede stampabili e giochi della sicurezza.
11.5
Città e comunità sostenibili
Entro il 2030, ridurre in modo significativo morti, persone colpite e perdite economiche dirette causate dai disastri, compresi quelli legati all'acqua, proteggendo soprattutto le persone più vulnerabili.È il cuore della prevenzione: conoscere i rischi del territorio, seguire le allerte, sapere dove sono le aree di emergenza.
11.b
Città e comunità sostenibili
Aumentare le città che adottano piani integrati di inclusione, adattamento al clima e resilienza ai disastri, e sviluppare una gestione del rischio in linea con il Quadro di Sendai a tutti i livelli.In Italia lo strumento locale è il piano di protezione civile comunale, che ogni Comune predispone e approva con delibera del Consiglio, come stabilisce l'articolo 12 del D.Lgs. 1/2018.
13.1
Lotta contro il cambiamento climatico
Rafforzare in tutti i Paesi la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali.Temporali più violenti, siccità, caldo: la pagina Clima e protezione civile spiega perché l'adattamento è diventato permanente.
13.3
Lotta contro il cambiamento climatico
Migliorare l'educazione, la sensibilizzazione e la capacità delle persone e delle istituzioni su mitigazione, adattamento, riduzione degli impatti e allerta precoce.Informare in modo chiaro è parte del traguardo: cosa succede quando scatta un'allerta e il Laboratorio meteo con i dati climatici dei Castelli Romani.

Il traguardo 11.b aveva come scadenza il 2020, non il 2030. La data è passata, ma i suoi indicatori continuano a essere misurati: avere un piano non basta, bisogna anche tenerlo aggiornato e applicarlo.

Altri obiettivi toccano la protezione civile in modo indiretto. Il Goal 6 (acqua pulita) incrocia la siccità, raccontata anche nel dossier sul clima che cambia i rischi. Il Goal 15 (vita sulla Terra) comprende la tutela dei boschi, che passa anche dalla prevenzione del rischio incendi. Il Goal 17 (partnership) descrive bene il modo di lavorare della protezione civile: in rete, fra enti, volontariato e cittadini.

Fonte: Nazioni Unite, risoluzione A/RES/70/1 e quadro globale degli indicatori SDG (Commissione statistica ONU).

Gli indicatori in comune con il Quadro di Sendai

Il Quadro di Sendai ha sette traguardi globali, indicati con le lettere dalla A alla G. Cinque misure sono comuni ai due accordi, e nell’Agenda compaiono con più numeri perché ripetute sotto obiettivi diversi.

Corrispondenza fra indicatori dell'Agenda 2030 e traguardi del Quadro di Sendai
Che cosa si misuraIndicatori Agenda 2030Traguardo Sendai
Morti, dispersi e persone direttamente colpite dai disastri ogni 100.000 abitanti1.5.1 · 11.5.1 · 13.1.1A (mortalità) e B (persone colpite)
Perdite economiche dirette in rapporto al prodotto interno lordo1.5.2 · 11.5.2C (perdite economiche)
Danni alle infrastrutture critiche e interruzioni dei servizi di base11.5.3D (infrastrutture e servizi)
Paesi con una strategia nazionale di riduzione del rischio in linea con Sendai1.5.3 · 11.b.1 · 13.1.2E (strategie)
Quota di amministrazioni locali con una strategia locale di riduzione del rischio1.5.4 · 11.b.2 · 13.1.3E (strategie)

Lo stesso indicatore compare sotto tre obiettivi diversi (povertà, città, clima). Non è una ripetizione: dice che un disastro colpisce contemporaneamente il reddito delle famiglie, la vita delle città e la capacità di adattarsi al clima.

Fonti: Commissione statistica ONU, Global indicator framework for the Sustainable Development Goals; UNDRR, Sendai Framework Monitor.

Genzano di Roma: i dati di partenza

Per sapere se un territorio si avvicina ai traguardi bisogna partire da dove si trova oggi. Per il rischio idrogeologico il riferimento nazionale è la piattaforma IdroGEO dell’ISPRA, che incrocia le mappe di pericolosità con i dati del censimento ISTAT 2021.

Esposizione al rischio idrogeologico: Genzano di Roma a confronto con la Città metropolitana di Roma e il Lazio (fonte ISPRA IdroGEO)
IndicatoreGenzano di RomaCittà metropolitana di RomaLazio
Territorio in aree a pericolosità da frana elevata o molto elevata4,0%2,7%5,5%
Residenti in quelle aree384 (1,7%)24.834 (0,6%)85.621 (1,5%)
Residenti in aree a pericolosità idraulica media0144.132175.851

Il quadro è chiaro. A Genzano le alluvioni dei fiumi non sono il problema principale: nel territorio comunale non ci sono aree mappate a pericolosità idraulica. Il punto delicato sono i versanti: il paese sorge sul bordo del cratere che ospita il lago di Nemi, con pendii ripidi, e nelle aree a pericolosità da frana vive una quota di residenti più alta della media metropolitana. Lo spiega la pagina sul rischio idrogeologico. Le mappe idrauliche, inoltre, non misurano gli allagamenti delle strade durante i temporali, che a Genzano restano possibili. Restano poi i rischi che IdroGEO non misura: terremoti, incendi e ondate di calore. Li trovi nelle pagine su rischi e prevenzione e nella matrice dello stato del territorio.

Per verificare un indirizzo preciso consulta la scheda di Genzano su IdroGEO. I dati della tabella sono stati consultati il 23 settembre 2026.

Per le scuole

L’Agenda 2030 è uno dei riferimenti delle linee guida per l’educazione civica, nel nucleo «Sviluppo economico e sostenibilità». Abbiamo preparato tre schede stampabili che partono dai traguardi e arrivano al territorio:

  • La mia città sicura — primaria: un giro nel quartiere con l’insegnante per scoprire che cosa rende una città sicura.
  • Da Sendai a Genzano — secondaria di primo grado: i dati ISPRA di Genzano letti con le percentuali.
  • Leggere un indicatore — secondaria di secondo grado: i testi ufficiali dei traguardi, gli indicatori condivisi e una proposta per il territorio.

La mappa completa dei materiali per nucleo e per obiettivo è nella pagina Per i docenti — Educazione civica.

Che cosa puoi fare tu

I traguardi globali si raggiungono anche con gesti piccoli, fatti prima che serva:

Per approfondire

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Fonti istituzionali