La prevenzione è la fase in cui si lavora prima che accada qualcosa, per fare in modo che l’evento — quando arriverà — faccia meno danni. È la fase più «silenziosa» e, allo stesso tempo, quella che salva più vite.
Una guida divulgativa. Questa pagina spiega la fase di prevenzione a scopo informativo. Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma non parla a nome del Dipartimento della Protezione Civile né della Regione Lazio. In emergenza il riferimento resta sempre il numero unico 112 e i canali ufficiali.
Che cosa significa “prevenzione”
Se la previsione studia la pericolosità, la prevenzione agisce sugli altri due fattori del rischio: la vulnerabilità (quanto siamo fragili) e l’esposizione (quanti e cosa si trova nell’area a rischio). Il Codice parla di «prevenzione e mitigazione dei rischi»: mitigare vuol dire ridurre, attenuare, anche quando non si può eliminare del tutto il pericolo.
L’articolo 2 del Codice (commi 3, 4 e 5) distingue esplicitamente la prevenzione non strutturale da quella strutturale.
Le due facce della prevenzione
- Prevenzione strutturale — interventi fisici sul territorio e sugli edifici: messa in sicurezza dei versanti, opere idrauliche, adeguamento antisismico, manutenzione. Riduce la vulnerabilità.
- Prevenzione non strutturale — tutto ciò che non è «cemento»: pianificazione di emergenza, informazione ai cittadini, formazione, esercitazioni, sistemi di allertamento. Riduce l’esposizione e prepara le persone.
Il volontariato di protezione civile è particolarmente attivo nella prevenzione non strutturale.
Gli strumenti della prevenzione
- La pianificazione di emergenza — il Piano di Emergenza Comunale stabilisce in anticipo chi fa cosa, dove sono le aree sicure, come si avvisa la popolazione.
- L’informazione alla popolazione — sapere quali rischi esistono e cosa fare è già prevenzione. È lo scopo della sezione Rischi e prevenzione e del Piano familiare.
- La formazione e le esercitazioni — addestrarsi prima rende la risposta più rapida e ordinata. Vedi Esercitazioni.
- La conoscenza del territorio — mappe, dati e studi che aiutano a capire dove sono i punti critici. Vedi Cartografia.
La prevenzione sul nostro territorio
I Castelli Romani hanno caratteristiche che rendono importante la prevenzione idrogeologica: versanti collinari, terreni di origine vulcanica, fenomeni di erosione e frane localizzate. Un esempio concreto di lettura del rischio locale è l’approfondimento sulle frane e i movimenti del terreno nei Castelli Romani.
Cosa fa il volontariato in questa fase
È qui che il Gruppo Comunale dà il contributo più continuo: informazione ai cittadini, supporto alla diffusione del Piano di Emergenza, partecipazione alle esercitazioni, presenza nelle scuole, manutenzione delle proprie competenze e dei mezzi. Diventare volontari significa, prima di tutto, entrare in questa fase: diventa volontario.
Approfondimenti sul nostro sito
- Piano di Emergenza Comunale
- Piano familiare di emergenza
- Rischi e prevenzione — rischio per rischio, cosa fare prima
- Rischio idrogeologico
- Esercitazioni
- Soccorso e gestione dell’emergenza — la fase successiva
Per approfondire — fonti istituzionali
- Codice della protezione civile — D.Lgs. 1/2018 (Dipartimento della Protezione Civile)
