Durante un terremoto o un’alluvione, la prima cosa che salta è quasi sempre la rete di telecomunicazioni ordinaria: telefono, internet, a volte la corrente elettrica. È in quel momento che le comunicazioni radio diventano spesso l’unico modo per coordinare i soccorsi. Saper comunicare quando tutto il resto tace è una competenza strategica della protezione civile.
Una guida divulgativa. Questa sezione spiega le reti di comunicazione in emergenza a scopo informativo. Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma non parla a nome del Dipartimento della Protezione Civile né della Regione Lazio. In emergenza il riferimento resta sempre il numero unico 112 e i canali ufficiali.
Perché la radio è insostituibile
La rete radio ha tre vantaggi che, in emergenza, fanno la differenza:
- Funziona senza infrastrutture — due apparati radio comunicano direttamente, senza bisogno di antenne telefoniche o cavi che possono essere danneggiati.
- Resiste ai sovraccarichi — quando migliaia di persone telefonano contemporaneamente, la rete cellulare si satura; la radio no.
- È autonoma — apparati alimentati a batteria o a pannello solare continuano a funzionare anche con la corrente elettrica interrotta.
Per questo le reti radio non sono un residuo del passato, ma un pilastro della resilienza delle comunicazioni.
Il ruolo dei radioamatori
In Italia i radioamatori collaborano da decenni con la protezione civile. Sono operatori abilitati che mettono a disposizione apparati, antenne e, soprattutto, competenze. In emergenza possono costituire una rete di collegamento là dove le comunicazioni ufficiali sono cadute.
Operano secondo protocolli precisi e mantengono le proprie capacità con esercitazioni periodiche. Anche il Gruppo Comunale di Genzano considera le radiocomunicazioni una competenza da coltivare.
La storia di questa rete e le frequenze utilizzate sono raccontate nella pagina dedicata: La Rete Radio nazionale di emergenza (l’eredità di Zamberletti).
IT-alert: l’allarme pubblico sul telefono
Accanto alla radio tradizionale, l’Italia dispone oggi di IT-alert, il sistema di allarme pubblico nazionale del Dipartimento della Protezione Civile, operativo dal 2024. Invia messaggi direttamente sui telefoni cellulari presenti in una determinata area in caso di gravi emergenze, usando la tecnologia cell broadcast: il messaggio raggiunge tutti i telefoni agganciati alle celle della zona, senza bisogno di registrarsi e senza conoscere i numeri.
IT-alert e radio non sono in concorrenza: sono complementari. IT-alert avvisa rapidamente la popolazione; la radio tiene in piedi il coordinamento degli operatori. Insieme coprono esigenze diverse.
Fonte: sito ufficiale IT-alert (Dipartimento della Protezione Civile).
Approfondimenti sul nostro sito
- La Rete Radio nazionale di emergenza
- Soccorso e gestione dell’emergenza
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