Quando le linee telefoniche e la rete elettrica si interrompono durante un’emergenza, le comunicazioni radio diventano spesso l’unico modo per coordinare i soccorsi. È una lezione che Giuseppe Zamberletti, considerato il padre della moderna protezione civile italiana, aveva compreso fin dagli anni Ottanta.
Una guida divulgativa. Questa pagina spiega il funzionamento delle reti radio di emergenza a scopo informativo. Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma non parla a nome del Dipartimento della Protezione Civile né della Regione Lazio. In emergenza il riferimento resta sempre il numero unico 112 e i canali ufficiali.
Perché la radio resta insostituibile
Durante un terremoto o un’alluvione, la prima cosa che salta è quasi sempre la rete di telecomunicazioni ordinaria. La radio, invece, funziona senza infrastrutture, resiste ai sovraccarichi e può essere alimentata in modo autonomo. Per questo è uno strumento di base del soccorso.
Le frequenze usate in emergenza
Le bande radioamatoriali più usate dal volontariato di protezione civile sono:
- Banda VHF 2 metri (da 144 a 146 MHz): la più diffusa per le comunicazioni locali e di squadra.
- Banda UHF 70 centimetri (da 430 a 440 MHz): usata in ambito urbano e nei collegamenti tramite ponti ripetitori.
- Banda HF (onde corte): usata per i collegamenti a lunga distanza quando le altre reti sono fuori uso.
- Canale di emergenza 145.500 MHz: frequenza di chiamata VHF nazionale, monitorata dai radioamatori.
- Frequenza 27 MHz (banda cittadina, CB): usata anche da cittadini senza patente radioamatoriale.
- Banda 11 metri / CB 27 MHz, canale 9 come canale di soccorso.
Chi sono i radioamatori di protezione civile
In Italia operano diverse organizzazioni di radioamatori a supporto della protezione civile. Tra le principali:
- A.R.I. — Associazione Radioamatori Italiani, con la sua struttura A.R.I.-RE (Radiocomunicazioni di Emergenza).
- C.B. club e associazioni di radiooperatori che mettono a disposizione mezzi e competenze.
- I gruppi comunali che, come quello di Genzano, integrano squadre radio nei propri organici.
I radioamatori che collaborano con la protezione civile seguono protocolli operativi precisi e mantengono le competenze con esercitazioni periodiche.
IT-alert e il futuro
Accanto alla radio tradizionale, oggi l’Italia dispone di IT-alert, il sistema di allarme pubblico che invia messaggi direttamente sui telefoni cellulari presenti in una determinata area. IT-alert non sostituisce le radio: i due sistemi sono complementari.
Articoli collegati
Questa pagina raccoglie e mantiene aggiornato il tema delle radiocomunicazioni. Gli articoli originali, datati, restano consultabili nell’archivio:
- Le frequenze radio della Rete Zamberletti: i radioamatori al servizio della Protezione Civile
- Rete Zamberletti: svolta la 499ª esercitazione radio nazionale
- La rete di emergenza metropolitana di Roma e i radioamatori
Approfondimenti sul nostro sito
- Telecomunicazioni in emergenza — la panoramica della sezione.
- Soccorso e gestione dell’emergenza
- Storia del territorio
