Vai al contenuto principale
Tutti i dossier
Dossier · Osservare per proteggere

Il fuoco
visto dallo spazio

Mentre un incendio brucia, in orbita due satelliti lo stanno già guardando. Ecco come, e cosa possiamo fare noi.

MODIS Land Rapid Response Team, NASA GSFC · pubblico dominio

I sensori termici

Quei punti rossi
sono fuoco vero

Dallo spazio il fuoco non si nasconde. I sensori MODIS, a bordo dei satelliti NASA Terra e Aqua, leggono il calore della superficie terrestre e segnano in rosso ogni punto molto più caldo di ciò che lo circonda: sono i punti caldi, gli incendi in corso.

In questa immagine l’Italia meridionale e la Sicilia sono punteggiate di rosso, ognuno un incendio attivo. È lo stesso principio che permette di scoprire un fronte di fiamma anche dove nessuno lo ha ancora visto da terra.

Jeff Schmaltz, MODIS Land Rapid Response Team, NASA GSFC · pubblico dominio

Il sistema europeo

L'Europa che
tiene gli occhi aperti

Questi dati confluiscono in EFFIS, il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, parte del Copernicus Emergency Management Service. EFFIS combina i punti caldi di MODIS (risoluzione 1 km) e VIIRS (375 metri, abbastanza fine da disegnare il perimetro dei grandi incendi).

Le posizioni degli incendi attivi vengono aggiornate sei volte al giorno ed entro 2-3 ore dal passaggio del satellite. Un Paese può così sapere dove sta bruciando quasi in tempo reale.

Unione Europea · Copernicus Sentinel-3 imagery · CC BY

Quello che l'occhio non vede

La stessa immagine del satellite Sentinel-2 sul Vesuvio, in due modi diversi. A sinistra il colore naturale, come lo vedremmo noi: solo fumo. A destra le bande a infrarosso, che fanno emergere in arancione i fronti di fuoco attivi. Trascina il cursore.

Immagine Sentinel-2 del Vesuvio in colore naturale: si vedono il fumo e la vegetazione, ma i fronti di fiamma sono quasi invisibili Stessa immagine Sentinel-2 del Vesuvio in bande infrarosse: la vegetazione appare blu e i fronti di fuoco attivi risaltano in arancione e rosso vivo Colore naturale Infrarosso

Sentinel-2 sugli incendi del Vesuvio, 12 luglio 2017 · Pierre Markuse · CC BY 2.0

Dopo le fiamme

La cicatrice
che resta sulla terra

Quando il fuoco si spegne, il satellite misura il danno. I Sentinel-2 di Copernicus fotografano l’area bruciata — la burn scar — quella macchia scura che resta dove c’era il bosco.

Questa è la Sardegna del luglio 2021: l’incendio dell’Oristanese costrinse centinaia di persone a lasciare le case e cancellò circa 13.000 ettari di vegetazione (mappatura Copernicus EMSR523). Mappare l’area bruciata serve a pianificare il recupero e a difendere il versante dalle frane che spesso seguono un incendio.

Unione Europea · Copernicus Sentinel-2 imagery · CC BY

Australia, 2019-2020

La «Estate Nera»
vista dallo spazio

Tra giugno 2019 e marzo 2020 l’Australia bruciò come mai prima: le fiamme percorsero oltre 24 milioni di ettari: come bruciare quattro quinti dell’Italia. Le vittime dirette furono 33; gli studi stimano altri 417 morti legati all’aria irrespirabile.

I satelliti seguirono il fumo mentre lasciava il continente e attraversava il Pacifico. Nessuna squadra a terra avrebbe potuto misurare un incendio così vasto: lo sguardo dall’alto sì. È la stessa tecnologia che ogni estate sorveglia anche i nostri boschi.

NOAA Satellites · pubblico dominio · 2019

Canada, 2023

Il fumo che
oscurò New York

Nel 2023 il Canada visse la peggiore stagione di incendi della sua storia: tra 15 e 18 milioni di ettari in fiamme, più del doppio del record precedente. Tra il 6 e l'8 giugno il fumo del Québec scese fino a New York, con lo smog peggiore in vent’anni.

Il fumo non conosce confini: i satelliti lo tracciano per giorni, da un continente all’altro, e avvisano in anticipo le città lontane dal fuoco. Anche da noi le previsioni sulla qualità dell’aria nei giorni di incendio nascono dagli stessi dati dallo spazio.

NASA · MODIS · pubblico dominio · 2023

Grecia, 2023

Rodi in fiamme,
turisti in salvo via mare

Il 18 luglio 2023 un incendio sull’isola di Rodi costrinse a evacuare circa 19.000 persone, molte via mare: la più grande operazione mai vista sull’isola. Nell’intera stagione 2023 la Grecia perse circa 175.000 ettari di vegetazione (stime EFFIS), tra cui l’incendio dell’Evros, il più vasto mai registrato nell’Unione europea.

Il satellite Sentinel-2 mostra la cicatrice rosso-bruna lasciata dal fuoco nel cuore dell’isola. Poche settimane dopo, l’incendio di Evros divenne il più grande mai registrato nell’Unione Europea: le mappe di Copernicus guidarono i soccorsi.

Unione Europea · Copernicus Sentinel-2 · 2023

California, 9 settembre 2020

Il giorno in cui
il sole non sorse

Il 9 settembre 2020 San Francisco si svegliò sotto un cielo arancione. Il fumo di oltre venti incendi — il 2020 fu l’anno peggiore nella storia della California, con più di 1,7 milioni di ettari bruciati — filtrò la luce del sole. I lampioni rimasero accesi a mezzogiorno.

Il colore arancione racconta la fisica del fumo: le particelle bloccano la luce blu e lasciano passare solo i toni caldi. Gli stessi satelliti che misurano quel fumo aiutano a prevedere quando l’aria diventerà irrespirabile, anche a centinaia di chilometri dalle fiamme.

Dllu · CC BY-SA 4.0 · 2020

0 m
La risoluzione del sensore VIIRS: vede punti caldi grandi come pochi campi da gioco
0 volte
Gli aggiornamenti al giorno degli incendi attivi su EFFIS
0
La Zona AIB dei Castelli Romani, Genzano compresa
0
Il numero unico da chiamare nel Lazio per segnalare un incendio
La campagna antincendio

Da giugno a ottobre
il sistema si attiva

Da giugno a ottobre scatta la campagna AIB (Antincendio Boschivo). Ogni giorno il Centro Funzionale della Regione Lazio pubblica il Bollettino di Pericolosità da Incendi Boschivi, calcolato con il modello RISICOLazio della Fondazione CIMA: livelli da basso a elevato, zona per zona.

I Castelli Romani, con Genzano, sono la Zona 9. Qui il bosco e l’abitato si toccano: è il rischio interfaccia, la fascia dove un incendio può diventare in pochi minuti un’emergenza per le case. Quando la pericolosità sale, Vigili del Fuoco, squadre AIB, mezzi aerei come i Canadair e il volontariato di protezione civile intervengono in modo coordinato.

Albarubescens · CC BY-SA 4.0

Il fuoco si batte prima che divampi

Prima: tieni pulito il tuo terreno, non accendere fuochi nei giorni a rischio, conosci le vie di fuga. Durante: se vedi un incendio chiama subito il 112, allontanati verso una zona già bruciata o aperta, non metterti controvento. Dopo: segnala i focolai residui e non rientrare finché non è dichiarato sicuro. I satelliti vedono il fuoco dall’alto, ma la prima difesa resta a terra, con noi.

Fonti e crediti

Ti è piaciuto? Condividilo.

Esplora tutti i dossier

Cerca nel sito

Caricamento della ricerca…