L'esercito
gentile
Più di un milione e trecentomila persone, oltre cinquemila organizzazioni: il volontariato di protezione civile è la più grande forza civica d'Europa. Non ha armi e non riceve stipendio. E quando l'Italia trema, brucia o si allaga, arriva.
Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma
Gente normale,
preparata
Il volontario di protezione civile non è un supereroe: è un cittadino — operaio, impiegata, studente, pensionato — che ha scelto di formarsi per essere utile quando serve. La divisa non cambia chi sei: cambia cosa sai fare.
Dentro questo mondo c’è di tutto: radioamatori che garantiscono le comunicazioni quando le reti cadono, unità cinofile, squadre antincendio boschivo, cucine da campo, logisti, psicologi, sommozzatori. Ogni specializzazione ha i suoi corsi, i suoi brevetti, le sue esercitazioni: l’entusiasmo è il punto di partenza, mai quello d’arrivo.
E c’è una regola che il cittadino deve conoscere: il volontariato non si attiva da solo, né su chiamata diretta. Si muove dentro la catena di comando del sistema — su attivazione delle autorità. Per le emergenze c’è sempre e solo il 112.
Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma
Otto secoli
di soccorso
L’Italia non ha inventato il volontariato di protezione civile nel 1992: lo ha ordinato. Le radici sono antiche — le Misericordie toscane nate nel Duecento, le Pubbliche Assistenze dell’Ottocento, la Croce Rossa Italiana del 1864 — e popolari: il soccorso al vicino è sempre stato un fatto di comunità, prima che di Stato.
La svolta moderna ha due date che questo sito racconta spesso: il Friuli 1976 e l’Irpinia 1980, quando migliaia di spontanei mostrarono insieme la forza e il limite della generosità senza organizzazione. Da lì la scelta che ci distingue in Europa: non burocratizzare i volontari, ma integrarli nel sistema — formati, assicurati, coordinati, con pari dignità operativa accanto a vigili del fuoco e forze armate.
È la storia che abbiamo raccontato negli Angeli del fango e in Dalle macerie, un sistema.
Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma
Volontari,
non improvvisati
Il Codice della protezione civile dedica al volontariato un intero capo (articoli 31-42, commentati nel nostro Manuale). Tre pilastri:
La partecipazione: il cittadino ha diritto di concorrere alla protezione civile, e lo Stato la promuove. L’organizzazione: si opera solo dentro organizzazioni iscritte all’Elenco nazionale, requisito per essere attivati e impiegati. Le tutele: per il volontario attivato valgono i benefici di legge — il posto di lavoro conservato e il rimborso al datore, la copertura assicurativa — e gli standard di sicurezza del decreto del 13 aprile 2011, che adatta al volontariato il Testo Unico (formazione, sorveglianza, dispositivi di protezione).
Tradotto: in Italia il volontario non è manodopera gratuita né un dilettante tollerato. È una componente del Servizio nazionale, con diritti e doveri scritti.
Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma — consegna dei defibrillatori, Regione Lazio
Il Gruppo Comunale:
la forma più vicina
La forma più vicina al cittadino è il gruppo comunale — l’articolo 35 del Codice: volontari del posto, costituiti con delibera del proprio Comune, che operano anzitutto sul proprio territorio. Conoscono le strade, le scuole, le persone fragili: nessuna colonna mobile potrà mai sostituire questa conoscenza.
Il nostro Gruppo serve Genzano dal 1981: interventi come la rimozione degli alberi pericolanti, il presidio degli eventi, l’informazione nelle scuole, le esercitazioni, questo stesso sito. La foto qui accanto non viene da un archivio nazionale: è una strada di Genzano, ed è quello che il volontariato è davvero — lavoro ordinario che previene il disastro straordinario.
Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma
La forza più rara
Un Paese che conta più di un milione di volontari di protezione civile non è un Paese rassegnato ai suoi rischi: è un Paese che ha deciso di rispondere insieme. L’esercito gentile non si arruola: si sceglie — con la formazione, la costanza e un’ora di tempo alla settimana.
Se quella scelta ti somiglia, comincia da qui. E in emergenza, sempre e solo il 112.
Fonti e crediti
- Immagini: tutte le foto sono del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma (corso base in Sala Operativa regionale, volontari in servizio a Formia per il Giro d’Italia 2026, squadra all’Infiorata di Genzano, intervento su albero pericolante).
- Fonti: Dipartimento della Protezione Civile — il volontariato organizzato (oltre 5.000 organizzazioni e oltre 1.300.000 volontari nell’Elenco nazionale) · Codice della protezione civile, d.lgs. 1/2018, artt. 31-42 — Normattiva · D.M. 13 aprile 2011 (sicurezza del volontario) · sulle radici storiche: Misericordie (Firenze, 1244), Croce Rossa Italiana (1864), movimento delle Pubbliche Assistenze (XIX secolo).
- Sul nostro sito: Diventa volontario · Chi siamo · Il Capo V del Codice, articolo per articolo (Manuale) · La sicurezza del volontario (Manuale, Parte III) · Dossier: Gli angeli del fango.
- Dossier a cura del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma. Guida divulgativa: in emergenza chiama il 112.
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