La fisica
della folla
Un concerto, una festa di paese, una piazza piena: la folla è energia allo stato puro. E come ogni energia, va rispettata.
Foto: Eddy Berthier · CC0
Quando le persone
diventano onde
Fino a 2-3 persone per metro quadrato, una folla cammina. Oltre le 5, smette di essere fatta di individui: diventa un fluido. Nessuno decide più dove andare — si viene trasportati. Le onde di pressione attraversano la massa come in un liquido, e chi è nel mezzo non può né fermarle né vederle arrivare.
È quello che accade alla Love Parade di Duisburg nel 2010, in questa foto: centinaia di migliaia di persone convogliate verso un’unica rampa. Nella calca muoiono 21 ragazzi — non calpestati, come si crede, ma per asfissia da compressione: il torace stretto tra i corpi non riesce più a espandersi.
È la lezione numero uno della scienza della folla: il pericolo non è il panico. È la densità.
Love Parade, Duisburg 2010 · foto Arne Müseler · CC BY-SA 3.0
Una finale, un boato,
una piazza nel panico
La sera del 3 giugno 2017 piazza San Carlo è piena per il maxischermo della finale di Champions League. Un boato, un’onda di spavento, e in pochi secondi la piazza cerca di svuotarsi tutta insieme: oltre 1.500 feriti e due vittime.
Quella notte non c’era stato nessun attentato. C’erano invece troppa gente per gli spazi disponibili, vie di deflusso insufficienti, vetro nelle mani e nessun conteggio degli ingressi.
Piazza San Carlo diventa lo spartiacque italiano: da quel giorno «tanto è sempre andata bene così» smette di essere un piano di sicurezza.
Piazza San Carlo, Torino · foto Zairon · CC BY-SA 4.0
Safety e security:
le due gambe della sicurezza
Pochi giorni dopo Torino, la circolare Gabrielli (7 giugno 2017) e poi la direttiva Morcone riscrivono le regole dei grandi eventi in Italia, distinguendo due piani che devono lavorare insieme.
La safety è l’incolumità delle persone: capienza massima calcolata e conteggiata, vie di fuga dimensionate e tenute libere, piano sanitario proporzionato, divieto di vetro e bottiglie, impianti a norma, comunicazione al pubblico. La security è l’ordine pubblico: prevenzione dei reati, antiterrorismo, ed è competenza esclusiva delle Forze dell’Ordine.
Da allora ogni evento — dal grande concerto alla sagra di paese — nasce da un piano scritto, valutato da commissioni di vigilanza e tavoli tecnici in Prefettura o in Comune. La folla non si «spera»: si progetta.
Foto: Eddy Berthier · CC0
Il nostro banco di prova: l'Infiorata
Ogni giugno Genzano vive il suo grande evento: un afflusso eccezionale di persone concentrato su una strada in pendenza. Tocca i punti per scoprire come si protegge una festa. (Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.)
Cosa facciamo noi
(e cosa non ci spetta)
A un evento pubblico i volontari di protezione civile informano il pubblico su percorsi, accessi e vie di fuga, presidiano le aree pedonali e i punti di raccolta, danno ausilio sanitario con il 118, tengono i collegamenti radio, monitorano il meteo e assistono le persone fragili — su mandato del Comune e in coordinamento con Polizia Locale e Forze dell’Ordine.
Il volontariato di Protezione Civile non può svolgere regolazione del traffico, servizi di polizia stradale né usare palette dirigitraffico: sono compiti di competenza esclusiva delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, come stabilito dagli articoli 11 e 12 del Codice della Strada e ribadito dalla Circolare DPC del 6 agosto 2018.
Ruoli chiari non sono burocrazia: sono il modo in cui, in una piazza piena, ognuno sa già cosa fare.
Foto: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma
Cinque gesti che valgono
più di mille transenne
Entra guardando le uscite: appena arrivi, individua due vie di fuga diverse — la più vicina raramente è quella da cui sei entrato. Datti un punto di ritrovo con chi è con te, per ritrovarvi se vi perdete: i telefoni, in una piazza piena, spesso non prendono.
Se la pressione aumenta, non andare controcorrente: muoviti in diagonale, verso i bordi, assecondando il flusso. Proteggi il torace con le braccia piegate davanti al petto, come un pugile in guardia: quei centimetri servono a respirare. E se qualcuno cade, fermati e aiutalo a rialzarsi subito: una persona a terra è un pericolo per tutti.
Ultima regola, la più difficile: se un posto ti sembra troppo pieno, fidati della sensazione. Nessuno spettacolo vale una calca.
Love Parade, Duisburg 2010 · foto Arne Müseler · CC BY-SA 3.0
La festa più bella è quella progettata bene
Dietro ogni evento riuscito c’è una folla che non si è accorta di nulla: ingressi contati, vie di fuga libere, soccorsi a distanza di minuti, volontari che sapevano dove stare. La sicurezza di una piazza piena non si vede — ed è esattamente questo il suo mestiere.Fonti e crediti
- Immagini: folla al concerto: Eddy Berthier, Night at the Park 2014 (CC0) · Love Parade di Duisburg 2010: Arne Müseler (CC BY-SA 3.0) · piazza San Carlo, Torino: Zairon (CC BY-SA 4.0) — via Wikimedia Commons · Infiorata di Genzano dall’alto e squadra volontari: Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
- Riferimenti normativi: circolare del Capo della Polizia Gabrielli del 7 giugno 2017 (safety/security) e successiva direttiva Morcone · Circolare DPC del 6 agosto 2018 sull’impiego del volontariato nelle manifestazioni pubbliche · artt. 11-12 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) · D.Lgs. 1/2018 (Codice della Protezione Civile).
- Casi citati: Love Parade, Duisburg, 24 luglio 2010 (21 vittime) · piazza San Carlo, Torino, 3 giugno 2017 (oltre 1.500 feriti, due vittime) · studi sulla dinamica delle folle e sull’asfissia da compressione (crowd science).
- Sul nostro sito: Assistenza a sagre e grandi eventi · Il COC per l’Infiorata 2026 · Il nostro Gruppo · Numeri utili.
- Dossier a cura del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
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