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Dossier · Rischio neve e gelo

Neve
e gelo

Dalle Alpi viste dallo spazio alle nevicate rare sui Castelli Romani: capire il freddo estremo è il primo modo per proteggersi.

Immagine satellitare NASA Terra MODIS (7 gennaio 2019) · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

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I morti in Europa per la ‘Bestia dall’Est’ del febbraio 2018
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Le vittime in Europa nell’ondata di gelo del febbraio 2012 (stima)
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Le vittime della valanga di Rigopiano (2017), su 40 persone presenti
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I gradi della scala europea del pericolo valanghe
Febbraio 2018 · Europa

La Bestia
dall'Est

Il 12 febbraio 2018 un riscaldamento improvviso della stratosfera destabilizzò il vortice polare. La via si aprì all’aria siberiana: arrivò la “Bestia dall’Est” (il Burian), dal Regno Unito al Mediterraneo.

Il bilancio europeo fu pesante: 93 morti, di cui 27 in Polonia e 17 nel Regno Unito. È il meccanismo che spinge il gelo dell’Est verso casa nostra — lo stesso che, pochi giorni dopo, imbiancò i Castelli Romani.

Foto Stephen Craven (Geograph) · CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

26 febbraio 2018 · Colli Albani

Quando la neve
arriva a casa nostra

Il 26 febbraio 2018 lo stesso Burian portò la neve sui Colli Albani: imbiancati Genzano di Roma, Albano, Velletri, Marino, Frascati, Grottaferrata e Lariano. In alcune zone gli accumuli superarono i 20 centimetri.

Sui Castelli la neve è rara, ma possibile. Quando arriva mette in crisi un territorio non abituato: viabilità difficile, scuole chiuse, alberi appesantiti dalla neve bagnata. Non è un rischio quotidiano, ma va conosciuto.

Foto Bradley Weber · CC BY 2.0, via Wikimedia Commons (Roma, stessa nevicata che imbiancò i Castelli)

3-4 febbraio 2012 · Roma

La città
che si ferma

Il 3-4 febbraio 2012 una nevicata storica coprì Roma: 10-15 cm in centro, fino a 30-40 cm nelle zone nord ed est. Il traffico si paralizzò e molti alberi si spezzarono sotto il peso della neve.

Fu parte di una grande ondata di gelo che in Europa causò oltre 650 vittime, almeno 57 in Italia. La lezione è la stessa di Genzano: una città del Centro Italia non è attrezzata come la montagna.

Foto Barbaking · CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

18 gennaio 2017 · Farindola (Pescara)

Rigopiano,
la ferita

Dopo giorni di nevicate intense, con accumuli fino a un metro e mezzo e pericolo valanghe di grado 4 su 5, poco prima delle 17 del 18 gennaio 2017 una valanga travolse l’Hotel Rigopiano. Delle 40 persone presenti, 29 morirono e 11 si salvarono: 2 erano all’esterno, 9 furono estratte vive dalle macerie nei giorni successivi.

Gli ultimi superstiti furono estratti dopo circa 62 ore sotto la neve. È una ferita che ha cambiato la cultura della prevenzione valanghe in Italia. La memoria di quelle vite chiede rispetto, non spettacolo.

Immagine TVSEI · CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Quebec, Canada · gennaio 1998

Quando
piove gelo

Non c’è solo la neve. La pioggia gelata deposita uno strato di ghiaccio che spezza alberi e linee elettriche. La grande tempesta di ghiaccio del Quebec del gennaio 1998 durò oltre 80 ore.

Il bilancio: 34 morti, circa 3,5 milioni di persone al buio in Québec, quasi 1.000 tralicci abbattuti, 5,4 miliardi di dollari di danni. Sui Castelli il rischio invernale più comune è proprio questo: il ghiaccio sulle strade dopo una nevicata e le gelate notturne.

Foto U.S. Air Force (A1C Victor J. Caputo) · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

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I gradi della scala europea del pericolo valanghe: 1 Debole, 2 Moderato, 3 Marcato, 4 Forte, 5 Molto forte (AINEVA)
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Il grado Marcato: già la soglia in cui avvengono molti incidenti in montagna
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Le stazioni meteonivologiche del servizio Meteomont dei Carabinieri
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I settori montuosi (7 alpini, 6 appenninici) del bollettino valanghe
Chi vigila sulla neve in Italia

Una rete
che osserva il freddo

In montagna il servizio Meteomont dei Carabinieri pubblica ogni giorno alle 14:00 il bollettino valanghe, con previsione a 24-72 ore su 13 settori. È lo strumento di chi va a sciare o in escursione, non una minaccia per i Colli Albani.

Per neve e ghiaccio in pianura e collina conta invece l’allertamento della Protezione Civile a codici colore (verde, giallo, arancione, rosso) e i Centri Funzionali regionali. Per i Castelli, l’allerta utile è quella neve-gelo del Centro Funzionale del Lazio, non il bollettino valanghe.

Mappa di rilievo dell'Italia di Eric Gaba (Sting) e NordNordWest · CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il rischio che non fa rumore

Il freddo
silenzioso

Il gelo colpisce in silenzio. Nell’ondata del febbraio 2012, tra le almeno 57 vittime in Italia ci furono diverse persone senza fissa dimora. Anziani soli, bambini e persone fragili sono i più esposti a ipotermia e malori.

A Genzano la prevenzione è anche sociale: controlla i vicini anziani quando arriva il gelo, tieni d’occhio chi vive solo, segnala chi è in difficoltà. Un gesto di comunità può salvare una vita.

Foto Andy Armstrong · CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Prepararsi

Pochi gesti,
prima del freddo

In auto: monta pneumatici invernali o tieni a bordo le catene; sui Colli Albani anche pochi centimetri di neve creano disagi su salite e discese. A casa: tieni una scorta di sale e una pala.

Attenzione al ghiaccio su strade e marciapiedi, soprattutto di notte e all’alba. Informati sui bollettini e sui codici colore prima di metterti in strada. E non sottovalutare il rischio per le persone fragili.

Foto Oregon Department of Transportation · CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Capire il gelo per non subirlo

Prima: controlla l’allerta, prepara l’auto con catene o gomme invernali, tieni sale e pala in casa. Durante: evita gli spostamenti non necessari, guida piano sul ghiaccio, copri bene mani, testa e piedi, controlla anziani e persone sole. Dopo: attenzione alle gelate e ai rami spezzati, libera con prudenza i marciapiedi vicino a casa. In pericolo immediato chiama il 112.

Fonti e crediti

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