Quando il mondo
si ferma
Le pandemie sono l'emergenza più silenziosa: nessuna scossa, nessuna sirena. Solo un contagio che corre più veloce delle frontiere.
Camp Funston, Kansas, 1918 · Otis Historical Archives, National Museum of Health and Medicine · pubblico dominio
La madre di tutte
le pandemie
Nella primavera del 1918, mentre la Grande Guerra finisce, un’influenza nuova comincia a girare il mondo con i soldati. La chiamano «Spagnola» — non perché nata in Spagna, ma perché la stampa spagnola, non censurata dalla guerra, è la prima a parlarne.
In due anni contagia circa un terzo dell’umanità e uccide, secondo le stime, decine di milioni di persone — più della guerra stessa. E colpisce soprattutto i giovani adulti, ribaltando ogni aspettativa.
Non esistono ancora vaccini antinfluenzali né antibiotici per le complicazioni. Le armi sono quelle di sempre: distanza, mascherine, chiusure.
Camp Funston, Kansas, 1918 · pubblico dominio (dettaglio)
Le città che chiusero
in tempo
Nell’autunno del 1918 due grandi città americane fanno scelte opposte. Philadelphia tiene una gigantesca parata patriottica: nel giro di settimane gli ospedali traboccano. St. Louis — è la città di questa foto — chiude scuole, teatri e raduni entro due giorni dai primi casi.
Risultato: a St. Louis la mortalità resta una frazione di quella di Philadelphia. È la dimostrazione, con un secolo di anticipo, che il distanziamento e la tempestività delle decisioni salvano vite.
Un’idea che ritroveremo intatta nel 2020, sotto un altro nome: appiattire la curva.
St. Louis, ottobre 1918 · Library of Congress · pubblico dominio
Epidemia, pandemia:
non sono sinonimi
Un’epidemia è un’ondata di casi concentrata in un territorio. Diventa pandemia quando la trasmissione è sostenuta in più continenti: non è più un problema «di qualcun altro».
A dichiararlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che coordina la risposta globale attraverso il Regolamento Sanitario Internazionale: le nazioni si sono impegnate a segnalare subito i focolai sospetti, perché con i contagi il tempo vale doppio.
La maggior parte delle pandemie nasce da una zoonosi, un salto di specie dagli animali all’uomo: per questo la prevenzione moderna si chiama One Health — una sola salute, di persone, animali e ambiente.
Illustrazione: CDC / Alissa Eckert, Dan Higgins · pubblico dominio
L'Italia
si ferma
Il 31 gennaio 2020 l’Italia dichiara lo stato di emergenza nazionale. Tre settimane dopo, i primi casi accertati nel Lodigiano. Il 9 marzo il Paese intero entra in lockdown: è la prima volta nella storia repubblicana.
Le stazioni si svuotano, come la Termini di questa foto. E ogni sera alle 18:00 milioni di italiani si fermano davanti alla conferenza stampa della Protezione Civile: il bollettino quotidiano diventa il rito collettivo di un Paese che impara parole nuove — curva, terapie intensive, zona rossa.
Perché la pandemia, in Italia, non è solo una crisi sanitaria: è un’emergenza di protezione civile, coordinata con gli stessi strumenti di un terremoto o di un’alluvione.
Roma Termini, aprile 2020 · foto Luca Lindholm · CC BY-SA 2.0
Tende, mascherine
e mani che aiutano
Cosa c’entra la protezione civile con un virus? C’entra tutto ciò che serve attorno alla sanità: le tende di pre-triage montate davanti ai pronto soccorso — come questa —, la distribuzione di mascherine e ventilatori, gli ospedali da campo, la logistica della più grande campagna vaccinale della storia italiana.
E poi ci sono i volontari: durante il lockdown portano spesa e farmaci a casa di anziani e persone fragili, presidiano i punti informativi, rispondono ai centralini. È il volto gentile del sistema — lo racconta il dossier L’esercito gentile.
Il D.Lgs. 1/2018 lo prevede espressamente: il Servizio nazionale opera anche nelle emergenze di natura sanitaria, a supporto delle autorità di sanità pubblica.
Foto: Dipartimento della Protezione Civile · CC BY 2.0
La più grande campagna
vaccinale della storia
Il 27 dicembre 2020, a meno di un anno dal sequenziamento del virus, l’Italia somministra le prime dosi: è il V-Day. Seguono mesi di hub nei padiglioni fieristici, nelle stazioni, nei parcheggi: in Italia si superano i 140 milioni di dosi, nel mondo i 13 miliardi.
Mai un vaccino era stato sviluppato, testato e distribuito così in fretta — un’impresa scientifica e logistica insieme, con catene del freddo, scorte e turni gestiti come un’operazione di protezione civile.
L’OMS ha dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria globale il 5 maggio 2023. Ma la sorveglianza non si è fermata: OMS, ECDC europeo e Istituto Superiore di Sanità monitorano ogni segnale, e l’Italia aggiorna il proprio piano pandemico nazionale.
Presidio vaccinale alla stazione Termini, Roma, 2021 · foto CAPTAIN RAJU · CC BY-SA 4.0
La prossima non è un «se», è un «quando»
Gli scienziati lo ripetono da anni: altre pandemie arriveranno. Ma il 1918 e il 2020 ci hanno consegnato la stessa lezione: contano la tempestività delle decisioni, la fiducia nelle fonti ufficiali e i piccoli gesti di tutti — igiene, vaccinazioni, restare a casa quando si è malati. Una comunità preparata non ferma il virus alla frontiera: gli toglie la velocità. Ed è la velocità, in una pandemia, a fare la differenza.Fonti e crediti
- Immagini: ospedale di emergenza di Camp Funston (Kansas, 1918), Otis Historical Archives / National Museum of Health and Medicine (pubblico dominio) · Croce Rossa di St. Louis, ottobre 1918, Library of Congress (pubblico dominio) · illustrazione del SARS-CoV-2: CDC, Alissa Eckert e Dan Higgins (pubblico dominio) · Roma Termini deserta, aprile 2020: Luca Lindholm (CC BY-SA 2.0) · tenda di pre-triage: Dipartimento della Protezione Civile (CC BY 2.0) · presidio vaccinale Termini 2021: CAPTAIN RAJU (CC BY-SA 4.0) — tutte via Wikimedia Commons.
- Istituzioni citate: Organizzazione Mondiale della Sanità · ECDC — Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie · Istituto Superiore di Sanità · Dipartimento della Protezione Civile (emergenza coronavirus e coordinamento nazionale).
- Riferimenti: D.Lgs. 1/2018 (Codice della Protezione Civile) · delibera dello stato di emergenza del 31 gennaio 2020 e successive proroghe fino al 31 marzo 2022 · Regolamento Sanitario Internazionale (OMS, 2005) · Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu 2021-2023) · studi sulle misure non farmacologiche del 1918 (confronto Philadelphia / St. Louis).
- Sul nostro sito: L’esercito gentile — il volontariato · Piano familiare di emergenza · Numeri utili · Il messaggio che salva.
- Dossier a cura del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma.
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