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Dossier · Temporali intensi

Quando scoppia
il temporale

Non è solo pioggia. È una macchina d'aria che fabbrica fulmini, grandine e raffiche — fino al cortile di casa.

Cumulonembo a incudine su una città · foto Marek Wikipedista · CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Che cos'è

La fabbrica
nel cielo

Il Dipartimento della Protezione Civile lo definisce così: un insieme di fenomeni che nascono dentro un cumulonembo, la grande nube temporalesca. Sono di rapida evoluzione e difficili da prevedere.

Da quella nube arrivano fulmini, raffiche di vento, rovesci di pioggia o grandine e, in casi particolari, trombe d’aria. La sommità a incudine è il segno di una nube matura. Sui Castelli, d’estate, queste celle nascono nel pomeriggio sul rilievo collinare riscaldato dal sole.

Cumulonembo con sommità a incudine · foto Marek Wikipedista · CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

0 cm
Il chicco di grandine più grande mai misurato in Europa (Friuli, 2023)
0 mm
La pioggia caduta in 6 ore nell’alluvione lampo delle Marche (2022)
0 km
Il fulmine più lungo certificato al mondo, sugli Stati Uniti (record WMO, 2020)
0 km/h
Le raffiche possibili in un downburst, capaci di abbattere alberi
Ordinario o autorigenerante

Il temporale
che non se ne va

Un temporale ordinario dura 30-60 minuti e si esaurisce. Quello autorigenerante è un’altra cosa: resta quasi fermo per ore, perché aria calda e umida converge sempre nello stesso punto e lo alimenta di continuo.

Nelle immagini satellitari ha spesso una forma a V. Può scaricare quantità enormi di pioggia su pochi chilometri: è il meccanismo delle alluvioni lampo. Secondo Meteo AM, tra le regioni più esposte c’è anche il Lazio.

Sistema temporalesco dallo spazio · NOAA GOES-East · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Marche · 15 settembre 2022

Quattrocento millimetri
in sei ore

Un temporale autorigenerante rimase fermo tra il Monte Catria e il Monte Cucco e scaricò fino a 420 mm di pioggia in nove ore, con punte di 90 mm in un’ora. I fiumi Misa e Nevola esondarono.

Le vittime furono 12, gli sfollati oltre 300. Bastarono pochi chilometri quadrati e poche ore. Anche i Castelli hanno fossi e impluvi che, in un temporale forte, si riempiono in minuti: il rischio da noi è proprio il deflusso rapido, non il grande fiume.

Italia dal satellite, 15 settembre 2022 · NASA Worldview · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

La grandine gigante

Ghiaccio grande
come una pesca

Il 24 luglio 2023 una sequenza di supercelle colpì il Friuli-Venezia Giulia: ad Azzano Decimo caddero chicchi fino a 19 cm, i più grandi mai documentati in Europa. Pochi giorni prima, in Veneto, un chicco da 16 cm.

La fisica è la stessa del record mondiale di Vivian (Stati Uniti, 2010): 20,3 cm e quasi un chilo di peso. Servono correnti ascensionali fortissime. Onestamente: in Italia la grandine gigante è quasi tutta padana. Sui Castelli la grandine c’è, ma di dimensioni ordinarie.

Chicco di grandine con righello · NOAA National Severe Storms Laboratory · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Il downburst

Il pugno d'aria
che scende dal cielo

Il downburst è una corrente d’aria che precipita dal temporale e, toccato il suolo, si apre in linea retta a raggiera. I venti possono superare i 160 km/h e abbattono gli alberi tutti nella stessa direzione.

Nella notte del 19 agosto 2024 il veliero Bayesian affondò al largo di Porticello durante una violenta tempesta: 7 vittime. Il downburst è tra le cause discusse, ma le perizie del 2026 indicano che la sola tempesta non basta a spiegare il naufragio: l’indagine è in corso. Da noi il downburst è l’effetto estivo più temibile: può abbattere alberi e cartelli in pochi secondi.

Alberi abbattuti da downburst · Todd Shea, NOAA/National Weather Service · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Le trombe d'aria

Anche l'Italia
ha i suoi tornado

I tornado non sono solo americani. La tromba del Montello (Treviso, 1930) percorse circa 80 km in 84 minuti, classificata F4-F5: la più violenta mai avvenuta in Italia, con circa 23 vittime. Nel 2015 un tornado F4 colpì la Riviera del Brenta: 1 vittima, 92 feriti, 100 milioni di danni.

Servono forte wind shear e instabilità: condizioni tipiche della Pianura Padana e delle coste. I Castelli, interni e collinari, hanno probabilità molto bassa di eventi così forti.

Tornado in aperta campagna (immagine illustrativa, non scattata in Italia) · Daphne Zaras, NOAA · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

I fulmini

La scintilla
più temibile

Il fulmine è il pericolo più temibile del temporale. I record mondiali certificati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale parlano di un lampo lungo 768 km (Stati Uniti, 2020) e di uno durato 17 secondi (tra Uruguay e Argentina, 2020).

In Italia le fulminazioni sono monitorate dalla rete SIRF dal 1994. La mortalità è bassa, ma evitabile con i comportamenti giusti. Le creste, i campi aperti e le sponde dei laghi di Nemi e Albano sono i luoghi dove, durante un temporale, non bisogna farsi sorprendere.

Fulmini nube-suolo durante un temporale notturno · NOAA National Severe Storms Laboratory · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Radar e nowcasting

Vedere il temporale
prima che arrivi

Il radar meteo misura l’intensità della pioggia e il movimento delle celle. Il nowcasting — la previsione a 0-2 ore — è l’unico strumento utile per temporali che si formano in pochi minuti.

È anche il motivo per cui il temporale autorigenerante è così insidioso: è difficile prevedere dove si fermerà. Il Centro Funzionale Regionale del Lazio usa radar e soglie di pioggia per emettere le allerte sulle sue 7 zone, Castelli inclusi.

Eco radar di una supercella · NOAA National Severe Storms Laboratory · pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Dove colpiscono di più

I temporali violenti hanno le loro capitali. Tocca i punti per scoprire le hotspot del mondo e d’Italia — e dove si collocano, onestamente, i Castelli. Mappa: Strebe · CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Mappa del mondo a colori con i continenti, su cui sono evidenziate le zone più colpite dai temporali violenti
Cosa fare

La regola
del 30/30

La regola è semplice. Se tra il lampo e il tuono passano meno di 30 secondi, il temporale è vicino: cerca subito riparo al chiuso. Dopo l’ultimo tuono, aspetta almeno 30 minuti prima di uscire.

Al chiuso: evita gli apparecchi collegati alla rete elettrica e l’acqua corrente. All’aperto: stai lontano da alberi isolati, pali e acqua, non sdraiarti a terra, in auto tieni i finestrini chiusi. In pericolo immediato chiama il 112, il numero unico di emergenza.

Pioggia sul vetro durante un temporale · foto Pongola · CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Il temporale ordinario che diventa pericoloso

La lezione dei Castelli non è lo scenario padano. È il temporale normale che diventa pericoloso: un fulmine sulla cresta, un downburst su un albero, una pioggia breve che allaga strade e fossi. Prima della stagione libera tombini e fossi. Quando arriva l’estate tieni d’occhio l’allerta gialla del Centro Funzionale del Lazio e gli strumenti in tempo reale. E ricorda la regola del 30/30. In emergenza, ovunque, chiama il 112.

Fonti e crediti

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