Troppa
acqua
Come l'acqua scende veloce sui versanti dei Castelli Romani — e come, dallo spazio, impariamo a difenderci.
Unione Europea · Copernicus Sentinel-1 (6 gennaio 2026) · CC BY
Conche e versanti
ripidi
Genzano sorge sull’orlo di un antico cratere del Vulcano Laziale e affaccia sul lago di Nemi, in una conca dai versanti ripidi. Su pendii così acclivi, con terreni vulcanici, la pioggia non si ferma: scende veloce e si raccoglie in basso.
È la forma stessa del territorio a contare: conche chiuse che trattengono l’acqua, fossi che si gonfiano in fretta, suolo urbano che non assorbe. Quando le piogge sono intense e prolungate, arrivano frane sui versanti e allagamenti nelle zone basse.
Castelli Romani, dati Copernicus Sentinel-2 / ESA · CC BY
Il satellite che
non teme la tempesta
Durante un temporale le foto normali non servono: le nuvole coprono tutto. I satelliti radar Copernicus Sentinel-1 invece vedono attraverso le nuvole, di giorno e di notte, e mappano l’estensione di un’alluvione mentre è in corso, quando nessun aereo può volare.
È così che il Dipartimento della Protezione Civile può attivare il Copernicus EMS, il servizio europeo di gestione delle emergenze: a gennaio 2026, in piena alluvione del Lazio, il satellite ha mappato le aree allagate lungo 15 chilometri del fiume Aniene vicino a Tivoli. Dati aperti e gratuiti, al servizio di chi soccorre.
ESA · dati Copernicus Sentinel-1 (2019) · CC BY-SA 3.0 IGO
Prima e dopo l'alluvione
Trascina il cursore: a sinistra il territorio prima delle piogge, a destra dopo, con l’acqua e i sedimenti che hanno invaso la piana. È così che i satelliti misurano quanto si è allargata l’inondazione.
Prima
Dopo
Mozambico, ciclone Idai — 7 e 19 marzo 2019 · © Pierre Markuse, dati Copernicus Sentinel modificati, CC BY 2.0.
Valencia, la tragedia del 29 ottobre 2024
Una DANA — una goccia d’aria fredda in quota — scaricò sulla provincia di Valencia la pioggia di mesi in poche ore: oltre 220 vittime, una delle alluvioni più gravi d’Europa da decenni. Trascina il cursore tra il 26 e il 31 ottobre: a destra il fango che invade la piana a sud della città, intorno a Catarroja e Alfafar. Il servizio europeo Copernicus EMS guidò i soccorsi. Un avviso per tutto il Mediterraneo, noi compresi.
26 ottobre 2024
31 ottobre 2024
Sud di Valencia, alluvione del 29 ottobre 2024 · Unione Europea, Copernicus Sentinel-2 · CC BY.
Un fiume piccolo
diventa un mostro
Il 14 luglio 2021 caddero 92,6 mm di pioggia in un giorno: il valore più alto mai registrato lì dal 1950. L’Ahr, un fiume normalmente tranquillo, travolse interi paesi. Le vittime furono 190 in Germania, 134 solo nella valle dell’Ahr.
Settimane dopo restavano fango, alberi divelti e auto trascinate via. Il servizio europeo Copernicus EMS si era attivato subito (codice EMSR517) per mappare dall’alto le zone allagate: le mappe satellitari guidano i soccorsi quando le strade non si possono più percorrere.
GerritR · CC BY-SA 4.0 · 2021
Un terzo di un Paese
sott'acqua
Nell’estate 2022 un monsone estremo allagò vaste aree del Pakistan. I morti furono 1.739, le persone colpite 33 milioni. Nel Sindh l’acqua coprì zone grandi quanto intere regioni.
Le due immagini dal satellite, riprese nello stesso giorno a un anno di distanza, mostrano la stessa terra prima verde e poi sommersa. Copernicus EMS (codice EMSR629) ne mappò l’estensione per aiutare i soccorsi umanitari.
NASA · MODIS · pubblico dominio · 2022
Sei mesi di pioggia
in trentasei ore
A maggio 2023 caddero circa 350 milioni di metri cubi d’acqua in 36 ore. Ventitré fiumi esondarono e si contarono oltre 400 frane. Le vittime dell’alluvione di maggio furono 15, gli sfollati più di 50.000. La regione veniva da una siccità record: terreni secchi che assorbono poca acqua.
Dall’alto interi poderi diventarono isole nell’acqua. La Protezione Civile attivò Copernicus EMS (codice EMSR664) per mappare allagamenti e frane dal satellite. È la prova che il rischio alluvione riguarda anche l’Italia, casa per casa.
Cesare Barillà · CC BY-SA 4.0 · 2023
Quando cede
una diga
Il 10 settembre 2023 la tempesta Daniel scaricò fino a 240 mm di pioggia in un giorno. Due dighe a monte di Derna cedettero e rilasciarono 30 milioni di metri cubi d’acqua: un’onda di fango alta 7 metri travolse la città di notte. I morti e i dispersi furono oltre 7.800.
Le dighe erano lesionate dal 1998 e non più manutenute dal 2002: un disastro annunciato. La mappa satellitare Copernicus EMS segna in rosso gli edifici distrutti lungo il corso d’acqua. La manutenzione delle opere salva più vite di qualsiasi soccorso.
European Union, Copernicus EMS (EMSR696) · CC BY · 2023
Genzano
e i suoi fossi
Non serve un ciclone tropicale. Anche da noi il forte maltempo ha già messo in difficoltà le zone basse del paese: nel novembre 2014 piogge intense scaricarono in poche ore più acqua di quanta la rete di drenaggio riuscisse a smaltire, con allagamenti nella Frazione Landi e nella zona dell’Olmo.
E non è storia vecchia: il 5 gennaio 2026 — durante l’alluvione del Lazio, la stessa mappata dal satellite in apertura — l’Aniene esondò alle porte di Roma e gli allagamenti interessarono l’intera regione, Castelli Romani compresi. La pioggia che cade «troppa e tutta insieme» non è un ricordo: è cronaca.
Per questo il rischio cresce in autunno e primavera, quando il terreno è più saturo, e per questo le allerte gialle del Centro Funzionale Regionale del Lazio non vanno mai sottovalutate: anche una pioggia moderata, sui nostri versanti, può bastare.
Lago di Nemi da Genzano di Roma · foto Kleuske · CC BY-SA 3.0
L'acqua si conosce, si previene, si rispetta
Prima: controlla l’allerta, libera tombini e caditoie vicino a casa, metti in sicurezza i beni nei locali interrati. Durante: sali ai piani alti, non scendere mai in cantina o nei piani interrati, non attraversare strade allagate a piedi o in auto, evita sottopassi. In pericolo immediato chiama il 112. Dopo: rientra solo quando le autorità lo dicono e non bere l’acqua del rubinetto finché non è dichiarata potabile.Fonti e crediti
- Immagini: alluvione del Lazio, gennaio 2026 (Unione Europea, Copernicus Sentinel-1, CC BY) · Castelli Romani dall’alto (dati Copernicus Sentinel-2 / ESA, CC BY) · ciclone Idai 2019, Mozambico (ESA, dati Copernicus Sentinel-1, CC BY-SA 3.0 IGO) · confronto prima/dopo (Pierre Markuse, dati Copernicus Sentinel modificati, CC BY 2.0) · Valencia 2024 (Unione Europea, Copernicus Sentinel-2, CC BY) · valle dell’Ahr 2021 (GerritR, CC BY-SA 4.0) · Pakistan 2021/2022 (NASA MODIS, pubblico dominio) · Emilia-Romagna 2023 (Cesare Barillà, CC BY-SA 4.0) · Derna 2023 (Unione Europea, Copernicus EMS EMSR696, CC BY) · Lago di Nemi da Genzano (Kleuske, CC BY-SA 3.0). Via Wikimedia Commons.
- Dati nazionali: ISPRA — Dissesto idrogeologico in Italia (2021) · piattaforma IdroGEO. Mappature satellitari delle emergenze: Copernicus EMS Rapid Mapping — attivazioni EMSR517 (Germania 2021), EMSR629 (Pakistan 2022), EMSR664 (Emilia-Romagna 2023), EMSR696 (Derna 2023). Programmi: Copernicus EMS · Centro Funzionale Regionale del Lazio.
- Sul nostro sito: Gli angeli del fango · Roma e il suo fiume · La terra che scivola · Quando scoppia il temporale · Rischio idrogeologico · Allerte meteo · Piano di emergenza comunale.
- Dossier a cura del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma. Guida divulgativa: in emergenza chiama il 112.
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