Capire un rischio è il primo passo per affrontarlo senza paura. Questi esperimenti e attività spiegano in modo concreto come funzionano terremoti, vulcani, frane, alluvioni, incendi, maremoti, caldo, neve, temporali e i rischi legati all’attività dell’uomo, e come ci si prepara. Si fanno a scuola o a casa, con materiali che hai già, in pochi minuti. Per ognuno indichiamo l’età consigliata, i materiali, come si fa e — soprattutto — cosa si impara e perché conta per la protezione civile.
Sempre con un adulto. Le attività vanno fatte sotto la guida di un adulto. Quelle che usano fuoco, acqua, ghiaccio o oggetti appuntiti sono indicate solo per le età maggiori e richiedono attenzione. Non lasciare mai bambini piccoli da soli con fiammiferi, candele o stuzzicadenti.
Legenda dell’età consigliata: 🟢 Infanzia (3-6 anni) · 🔵 Primaria (6-11 anni) · 🟠 Ragazzi (11 anni in su). Molte attività si adattano a più fasce: cambia la profondità della spiegazione, non il gioco.
📄 Versione stampabile per la classe. Tutte queste attività sono disponibili anche come schede A4 da stampare: un esperimento per foglio, con materiali, procedura, cosa si impara, sicurezza e uno spazio «Cosa ho osservato». Puoi stampare tutto o solo le pagine che ti servono.
Terremoti e vulcani
1. Vulcano lento o vulcano esplosivo? 🔵🟠
Materiali: due bicchieri, una cannuccia, acqua, purè di patate denso (o ketchup). Come si fa: nel primo bicchiere metti l’acqua, nel secondo il purè denso. Soffia piano con la cannuccia in entrambi. Cosa si impara: nell’acqua (magma fluido) l’aria esce facilmente e in modo tranquillo; nel purè (magma denso e viscoso) l’aria fa fatica, si accumula e poi “scoppia” schizzando. È un’analogia: la viscosità del magma decide se un’eruzione è dolce (effusiva) o violenta (esplosiva). In chiave protezione civile: vulcani diversi si monitorano in modo diverso, e le vie di evacuazione cambiano in base al tipo di rischio. Approfondisci con Il vulcanismo dei Colli Albani.
2. Il terremoto di gelatina 🔵🟠
Materiali: una teglia di gelatina solida e ben compatta, stuzzicadenti, marshmallow (o cubetti di formaggio). Come si fa: costruisci delle torrette infilando gli stuzzicadenti nei marshmallow e appoggiale sulla gelatina. Poi scuoti delicatamente la teglia, simulando le onde sismiche (ondulatorie, di lato, e sussultorie, dall’alto in basso). Cosa si impara: la gelatina si comporta come un terreno molle, che amplifica le scosse. Le torri alte e strette cadono subito; quelle più basse, larghe alla base o rinforzate a triangolo, resistono meglio. In chiave protezione civile: il terremoto non si può evitare, ma le case sicure sì. È il principio della prevenzione edilizia e dell’edilizia antisismica. Vedi Il rischio sismico in Italia.
Frane, alluvioni e maremoti
3. La spugna e il fango 🔵🟠
Materiali: una spugna da cucina asciutta, un piatto, acqua, un po’ di terra o sabbia. Come si fa: appoggia la spugna inclinata sul piatto e mettici sopra un po’ di terra. Versa l’acqua prima goccia a goccia, poi tutta insieme. Cosa si impara: all’inizio la spugna assorbe; quando è satura non ce la fa più e l’acqua scorre via in fretta, trascinando la terra. Il terreno ha un limite di assorbimento: quando piove troppo e troppo in fretta, cede e può franare. In chiave protezione civile: spiega perché esistono i livelli di allerta meteo (gialla, arancione, rossa) legati alla pioggia attesa. Vedi Il rischio idrogeologico e le Allerte meteo.
4. Le radici che tengono la terra 🔵🟠
Materiali: due vaschette inclinate; in una solo terra nuda, nell’altra terra con una zolla di erba vera (con radici); due bottiglie con il tappo forato (per fare “pioggia”). Come si fa: fai “piovere” con forza su entrambe e osserva l’acqua che esce dal fondo. Cosa si impara: dalla terra nuda esce acqua marrone e si formano solchi (erosione); dalla terra con l’erba esce acqua più pulita e il terreno resta fermo. Le radici trattengono il suolo. In chiave protezione civile: spiega perché disboscare o cementificare aumenta il rischio di frane e alluvioni. Il verde è una difesa del territorio.
5. Città di asfalto, città di prato 🔵🟠
Materiali: due vassoi; su uno della terra o un panno spugnoso, sull’altro un foglio di plastica liscio (l’“asfalto”); una bottiglia d’acqua. Come si fa: inclina entrambi sopra un lavandino e versa la stessa acqua. Cronometra quanto impiega a scorrere via. Cosa si impara: sul terreno l’acqua si infiltra lentamente; sulla superficie liscia scorre tutta e subito. Più una città è coperta di asfalto e cemento (consumo di suolo), più l’acqua corre verso fognature e fossi, che si sovraccaricano. In chiave protezione civile: è il motivo per cui gli allagamenti urbani colpiscono anche zone lontane dai fiumi.
6. L’onda di maremoto 🔵🟠
Materiali: una vaschetta lunga (o una teglia) con un po’ d’acqua, un libretto o una paletta. Come si fa: tieni un lato della vaschetta leggermente più alto, come una spiaggia in pendenza. Dai una spinta decisa all’acqua con la paletta dal lato profondo e osserva l’onda che corre verso il lato basso. Cosa si impara: l’onda nasce da uno spostamento improvviso di tanta acqua (un terremoto sottomarino, una frana, un’eruzione) e cresce quando arriva vicino alla riva, dove il fondale si alza. Non è l’onda del vento: ha molta più forza. In chiave protezione civile: se al mare senti un forte terremoto o vedi il mare ritirarsi all’improvviso, allontanati subito verso un punto alto. Vedi Il rischio da maremoto.
Incendi boschivi
7. Il triangolo del fuoco 🔵🟠
Materiali: una candelina, un barattolo di vetro, un piattino. Solo con un adulto — c’è una fiamma. Come si fa: l’adulto accende la candelina sul piattino e la copre con il barattolo capovolto. Osservate cosa succede dopo pochi secondi. Cosa si impara: la fiamma si indebolisce e si spegne perché dentro il barattolo l’ossigeno si riduce (non serve che finisca del tutto: basta che scenda sotto un certo livello). Per bruciare, il fuoco ha bisogno di tre cose insieme — il triangolo del fuoco: combustibile (il materiale che brucia), comburente (l’ossigeno) e una fonte di calore. Se ne togli una, il fuoco si spegne. In chiave protezione civile: è il principio dello spegnimento. Le linee tagliafuoco tolgono il combustibile; l’acqua toglie il calore. Vedi Il rischio da incendi boschivi. Sicurezza: sconsigliata all’infanzia. Mai lasciare la fiamma incustodita; tenere lontani capelli, maniche e carta.
Caldo, freddo, vento, temporali e siccità
8. Sole o ombra? Chiaro o scuro? 🟢🔵
Materiali: due termometri (o uno solo, da spostare); un foglio bianco e uno nero; un posto al sole. Come si fa: metti un termometro al sole e uno all’ombra e confronta dopo dieci minuti. Poi appoggia un termometro sotto il foglio nero e uno sotto il bianco, al sole. Cosa si impara: all’ombra fa molto più fresco e i colori scuri si scaldano più di quelli chiari. In chiave protezione civile: sono le regole delle ondate di calore: stare all’ombra nelle ore calde, vestirsi leggeri e chiari, bere spesso. Vedi Ondate di calore.
9. Il sale che scioglie il ghiaccio 🔵🟠
Materiali: due cubetti di ghiaccio uguali, due piattini, un cucchiaino di sale. Come si fa: metti i due cubetti sui piattini; spargi il sale solo su uno. Aspetta e osserva quale si scioglie prima. Cosa si impara: il sale abbassa la temperatura a cui l’acqua ghiaccia, così il ghiaccio col sale si scioglie più in fretta. In chiave protezione civile: ecco perché d’inverno si sparge il sale sulle strade ghiacciate. Attenzione al ghiaccio nero, sottile e quasi invisibile: rende le strade scivolose. Vedi Il rischio da neve e gelo.
10. La forza del vento (la manica a vento) 🟢🔵
Materiali: un sacchetto di plastica leggero o un calzino, un cerchio di cartoncino, dello spago, un bastoncino. Come si fa: fissa l’apertura del sacchetto al cerchio di cartoncino, lega lo spago e appendi la “manica a vento” all’aperto. Osserva come si gonfia e in che direzione punta. Cosa si impara: la manica mostra direzione e forza del vento. Più si alza in orizzontale, più il vento è forte. In chiave protezione civile: con il vento forte gli oggetti volano e gli alberi possono cadere. Vedi Cosa fare con il vento forte.
11. Quanto è lontano il temporale? 🔵🟠
Materiali: solo gli occhi, le orecchie e un modo per contare (osservando da un luogo sicuro, al chiuso). Come si fa: quando vedi un lampo, conta i secondi fino al tuono. Dividi per 3: ottieni più o meno la distanza del temporale in chilometri (la luce arriva subito, il suono molto più piano). Cosa si impara: se tra lampo e tuono passano pochi secondi, il temporale è vicino. Se sono meno di 30, sei in zona di pericolo: meglio stare al riparo. In chiave protezione civile: durante un temporale resta al chiuso, lontano da alberi isolati e da specchi d’acqua. Vedi Cosa fare con i temporali intensi. Variante “mini fulmine” 🟢🔵: strofina un palloncino sui capelli o su un maglione di lana, poi avvicinalo a un dito al buio: senti il crepitio e vedi una scintilla. È l’elettricità statica, lo stesso principio (in piccolo) del fulmine.
12. L’acqua che sparisce (la siccità) 🟢🔵
Materiali: due piattini con la stessa quantità d’acqua, un pennarello per segnare il livello. Come si fa: metti un piattino al sole e uno all’ombra. Segna il livello e controlla dopo qualche ora e il giorno dopo. Cosa si impara: al sole e con il caldo l’acqua evapora più in fretta. Con poche piogge e tanto caldo, l’acqua disponibile diminuisce. In chiave protezione civile: è la siccità, un rischio lento. Risparmiare acqua (chiudere il rubinetto, segnalare le perdite) aiuta tutti. Vedi Il rischio da deficit idrico.
Rischi legati all’attività dell’uomo
13. Come si sparge una “nube” 🔵🟠
Materiali: un batuffolo con qualche goccia di vaniglia, profumo o un po’ di caffè (un odore forte e innocuo). Come si fa: mettiti in un angolo della stanza e apri il batuffolo profumato. I compagni, fermi in punti diversi, alzano la mano appena sentono l’odore. Cosa si impara: l’odore (come un gas) si diffonde nell’aria e si sposta con le correnti, raggiungendo prima chi è vicino e sottovento. In chiave protezione civile: in caso di nube tossica da un incidente industriale, spesso la cosa giusta non è scappare ma chiudersi in casa (riparo al chiuso: chiudere porte, finestre e aerazione) e seguire le indicazioni delle autorità. Vedi Il rischio chimico-industriale.
14. Caccia ai germi (il potere del sapone) 🟢🔵
Materiali: un piatto fondo con acqua, pepe macinato, un goccio di sapone per piatti. Come si fa: spargi il pepe sull’acqua (sono i “germi”). Tocca l’acqua con un dito pulito: il pepe resta. Ora bagna il dito nel sapone e toccala di nuovo: il pepe “scappa” verso i bordi. Cosa si impara: il sapone rompe la tensione dell’acqua e allontana lo sporco. È il motivo per cui lavarsi le mani col sapone funziona davvero (in alternativa: metti del glitter sulle mani e prova a toglierlo solo con l’acqua, poi col sapone). In chiave protezione civile: l’igiene è la prima difesa contro le epidemie. Vedi Il rischio sanitario.
15. Più lontano, più al riparo 🟠
Materiali: una torcia (o la luce del telefono), un righello, un libro spesso. Come si fa: punta la torcia su una mano da vicino e poi da lontano: la luce è più forte da vicino. Poi metti il libro tra la torcia e la mano: la luce non passa. Cosa si impara: è un’analogia (la luce si vede, le radiazioni no): più sei lontano dalla fonte e più il tempo è breve, meno energia ricevi; un muro (schermatura) ti protegge. In chiave protezione civile: sono i tre principi della radioprotezione — distanza, tempo, schermatura — alla base dei comportamenti in caso di emergenza radiologica. Vedi Il rischio nucleare e radiologico.
Prepararsi e pianificare
16. Cosa metto nello zaino? 🟢🔵🟠
Materiali: uno zaino e tanti oggetti sul tavolo (torcia, radio a pile, bottiglia d’acqua, fischietto, una barretta, un peluche, le chiavi, un videogioco, un fumetto, una coperta…). Come si fa: sfida a tempo (2 minuti): mettere nello zaino solo le cose davvero indispensabili in un’emergenza. Alla fine si discutono insieme le scelte. Cosa si impara: a dare priorità a sicurezza e comunicazione: il fischietto per farsi sentire, la torcia per il buio, l’acqua, la radio per le notizie. Il peluche può restare: serve a stare tranquilli. In chiave protezione civile: è il kit di emergenza di famiglia. Confrontalo con la nostra scheda Kit di emergenza.
17. La mappa dei pericoli e dei luoghi sicuri 🔵🟠
Materiali: carta e colori. Come si fa: disegnate insieme la pianta della casa (o della classe). Con i bollini segnate in rosso i pericoli (mensole pesanti non fissate, oggetti sopra i letti, vetri, prese sovraccariche) e in verde i punti più sicuri. Segnate anche dove sono gli interruttori generali di luce e gas. Cosa si impara: ad allenare lo sguardo a riconoscere i punti critici prima che accada qualcosa. In chiave protezione civile: durante un terremoto la regola è «mi getto, mi copro, resto»: riparati sotto un tavolo robusto, lontano da finestre, vetri e mobili alti che possono cadere, e proteggi la testa. Le porte e gli architravi non sono posti sicuri, e in caso di scossa non si usano gli ascensori. Vedi il Piano familiare e Cosa fare in caso di terremoto.
18. Memory dei segnali di sicurezza 🟢🔵
Materiali: cartoncini con i simboli di sicurezza (uscita di emergenza, punto di raccolta, estintore, direzione di evacuazione). Come si fa: un classico memory a coppie, oppure nascondi i cartelli per la stanza: quando il bambino ne trova uno, deve spiegare o mimare cosa fare quando lo vede. Cosa si impara: a riconoscere la segnaletica di emergenza che si trova a scuola, al supermercato, al cinema. In chiave protezione civile: sono i segnali internazionali ISO 7010, gli stessi che trovi nel nostro catalogo dei pittogrammi, da stampare e ritagliare.
Comunicazione e soccorso
19. La chiamata perfetta al 112 🔵🟠
Materiali: due telefoni giocattolo (o spenti). Come si fa: l’adulto fa l’operatore del 112, il bambino è il cittadino. L’adulto propone uno scenario (per esempio: “Flavia vede del fumo salire dal bosco dietro casa”) e fa domande; il bambino deve dire, con calma, chi è, cosa vede e soprattutto dove si trova esattamente. Cosa si impara: gli operatori hanno bisogno di informazioni precise per mandare i soccorsi giusti. Urlare o piangere non aiuta: la calma e la precisione sì. In chiave protezione civile: il 112 è il Numero Unico di Emergenza, l’unico da chiamare nel Lazio. Prova anche il gioco digitale La chiamata al 112 e leggi i Numeri utili.
20. Il telefono con i bicchieri 🟢🔵
Materiali: due bicchieri di plastica, uno spago lungo, uno stuzzicadenti. Come si fa: fai un forellino sul fondo di ogni bicchiere, fai passare lo spago e fermalo con un pezzetto di stuzzicadenti. Tendete bene lo spago: uno parla nel bicchiere, l’altro ascolta. Cosa si impara: la voce viaggia come vibrazione lungo lo spago teso. La comunicazione ha bisogno di un canale che funzioni. In chiave protezione civile: in emergenza le reti telefoniche possono cadere; per questo i volontari usano la radio, che non dipende dalla rete dei cellulari. Vedi Telecomunicazioni in emergenza.
21. Il percorso al buio 🔵🟠
Materiali: una benda per gli occhi, qualche ostacolo morbido. Come si fa: in una stanza sicura si crea un piccolo percorso. Un bambino viene bendato (come se ci fosse fumo o un blackout) e un compagno o l’adulto lo guida verso l’uscita usando solo la voce, con indicazioni chiare: “Due passi avanti, ora gira a destra”. Poi si invertono i ruoli. Cosa si impara: l’importanza dell’ascolto, della calma e di avere una guida designata durante un’evacuazione. In chiave protezione civile: in caso di fumo o poca luce si esce piegati, vicino al pavimento dove l’aria è più pulita, seguendo la segnaletica e le indicazioni di chi guida. Vedi Cosa fare in caso di blackout. Sicurezza: usa ostacoli morbidi e libera il pavimento; un adulto sorveglia sempre il percorso.
Approfondimenti sul nostro sito
- Il catalogo dei rischi — ogni rischio spiegato come materia, dal fenomeno alla scienza.
- Rischi e prevenzione — cosa fare prima, durante e dopo, rischio per rischio.
- Kit di emergenza e Piano familiare — prepararsi insieme.
- Catalogo dei pittogrammi — i segnali ISO 7010 da stampare per il memory.
- Giochi della Sicurezza e Storie e racconti — imparare giocando.
- Kit didattici per le scuole — percorsi per ogni fascia d’età.
Per approfondire — fonti istituzionali
- DPC — Io non rischio — la campagna nazionale sulle buone pratiche di protezione civile.
- DPC, La protezione civile in Italia. Testo per i docenti scolastici (2020) — il volume di riferimento per l’insegnamento.
