Se tuo figlio o tua figlia è tornato a casa parlando di terremoto, allerta meteo, kit di emergenza, piano familiare o numero 112, a scuola ha lavorato su un tema di protezione civile.

La lezione diventa utile se continua anche in famiglia. Non serve fare tutto subito: parti da una piccola azione concreta.

Prepararsi non significa vivere nella paura. Significa sapere cosa fare, con calma, prima che serva davvero.

1. Salvate i numeri utili

Tempo necessario: 10 minuti.

Inserisci nella rubrica del telefono i contatti essenziali, magari con una parola iniziale comune, per esempio “Emergenza”.

Contatti utili:

  • 112 — Emergenze;
  • Comune di Genzano di Roma;
  • ASL Roma 6;
  • pediatra o medico di famiglia;
  • farmacia di fiducia;
  • vicino o parente che può aiutare;
  • veterinario, se ci sono animali.

Spiega ai bambini cosa dire al 112:

  1. dove sono;
  2. cosa è successo;
  3. se ci sono persone ferite o in pericolo.

Per i bambini più piccoli è utile memorizzare almeno nome, cognome, indirizzo di casa e un numero familiare.

2. Compilate il piano di emergenza familiare

Tempo necessario: 30-45 minuti.

Il Piano di emergenza familiare aiuta a decidere prima dell’emergenza:

  • chi contattare;
  • dove ritrovarsi vicino casa;
  • dove ritrovarsi se il quartiere non è raggiungibile;
  • chi può aiutare bambini, anziani, persone fragili o animali;
  • quali farmaci, documenti e informazioni sanitarie servono.

Compilatelo insieme e conservatene una copia in un punto conosciuto da tutti, per esempio vicino all’ingresso o dentro un’anta della cucina.

3. Preparate il kit di evacuazione rapida

Tempo necessario: un pomeriggio, anche diviso in più giorni.

Non serve comprare subito tutto. Inizia controllando cosa avete già in casa.

Oggetti utili:

  • torcia;
  • radio a pile;
  • power bank carico;
  • piccolo kit di medicazione;
  • acqua;
  • snack a lunga conservazione;
  • coperta termica;
  • fischietto;
  • copie dei documenti;
  • chiavi di riserva, se disponibili;
  • farmaci abituali o salvavita, secondo indicazione medica.

La cosa più importante è che il kit esista, sia raggiungibile e tutti sappiano dove si trova.

Per approfondire consulta la pagina Kit di emergenza.

4. Fate una prova domestica semplice

Tempo necessario: 20-30 minuti.

Una prova in casa aiuta a capire se il piano è realistico.

Esempio:

  1. scegliete un momento tranquillo;
  2. immaginate una scossa di terremoto;
  3. individuate i punti sicuri in ogni stanza;
  4. provate il percorso verso l’uscita senza correre;
  5. prendete il kit;
  6. raggiungete il punto di ritrovo scelto;
  7. parlate di cosa ha funzionato e cosa va migliorato.

La prova non deve spaventare i bambini. Deve essere breve, spiegata prima e fatta con calma.

5. Parlate con calma delle domande difficili

I bambini possono chiedere: “E se non vi trovo?”, “E se la casa si rompe?”, “E se ho paura?”.

Rispondi con frasi semplici e vere:

  • “Se senti una scossa, ti proteggi e ascolti l’adulto vicino a te.”
  • “Se non ci troviamo subito, andiamo al punto di ritrovo.”
  • “Se non riesci a chiamare noi, chiedi aiuto a un adulto affidabile o chiama il 112.”
  • “Non sei solo: ci sono familiari, insegnanti, soccorritori e volontari.”

Evita immagini forti, video di disastri o racconti troppo drammatici. La preparazione deve aumentare sicurezza, non paura.

Se è la prima volta

Non è un problema se la tua famiglia non ha ancora un piano o un kit. Molte famiglie iniziano da zero.

Comincia così:

  • oggi salva il 112 e i numeri utili;
  • questa settimana scegli il punto di ritrovo;
  • questo mese prepara un piccolo kit;
  • due volte l’anno controlla documenti, farmaci, torce e batterie.

Per persone con bisogni specifici

Se in famiglia ci sono bambini piccoli, anziani, persone con disabilità, terapie salvavita, gravidanza, animali domestici o difficoltà linguistiche, prepara indicazioni dedicate.

Risorse utili:

Vedi anche