L’arresto cardiaco improvviso è una delle emergenze più gravi che si possano incontrare. Ogni anno in Italia colpisce circa 60.000 persone, spesso in casa o in luoghi pubblici. La sopravvivenza dipende da quello che accade nei primi 3-5 minuti, ancora prima che arrivi l’ambulanza.
Chi è sul posto, anche senza formazione, può fare la differenza.
Attenzione
Questa pagina informa. Non sostituisce un corso BLSD certificato, che insegna le manovre in modo pratico e sicuro.
Come riconoscere un arresto cardiaco
Secondo le Linee Guida IRC 2025, un adulto è in arresto cardiaco quando non risponde e non respira normalmente. Questi due segnali, insieme, bastano per iniziare subito la rianimazione.
1. Verifica se la persona risponde
- Chiama la persona ad alta voce: “Mi senti? Stai bene?”
- Scuotila delicatamente dalle spalle
Se non risponde in nessun modo, è incosciente.
2. Apri le vie aeree e controlla il respiro
- Sdraia la persona sulla schiena su una superficie rigida
- Inclina delicatamente la testa all’indietro, sollevando il mento
- Guarda, ascolta e senti il respiro per non più di 10 secondi
Se non vedi il torace alzarsi, non senti fiato sulla guancia e non percepisci movimento respiratorio normale: la persona non respira.
Il "respiro agonico" trae in inganno. Nei primi minuti dopo l'arresto, la persona può fare respiri rumorosi, irregolari, tipo "boccheggiamento". Non è respiro normale: considera che non sta respirando e agisci subito.
La catena della sopravvivenza
Le Linee Guida IRC 2025 descrivono una catena della sopravvivenza in quattro anelli. Se uno solo si spezza, la probabilità di sopravvivenza crolla.
- Riconoscimento precoce e chiamata al 112 — ogni minuto perso riduce la sopravvivenza del 10%
- Rianimazione cardiopolmonare (RCP) immediata — massaggio cardiaco continuo
- Defibrillazione precoce con DAE — l’unica terapia efficace per la causa più frequente di arresto
- Assistenza avanzata post-rianimazione — ospedale e terapia intensiva
I primi due anelli sono nelle mani del cittadino presente sul posto. Il terzo dipende dalla disponibilità di un defibrillatore (DAE) nelle vicinanze.
Cosa fare: sequenza in 5 passi
- Assicurati che la scena sia sicura — niente traffico, cavi elettrici, fiamme, pericoli strutturali
- Verifica coscienza e respiro come descritto sopra
- Chiama il 112 (o chiedi a un’altra persona di farlo, chiamandola con uno sguardo e indicandola)
- Manda qualcuno a cercare un DAE se siete in un luogo pubblico
- Inizia il massaggio cardiaco — vedi la pagina massaggio cardiaco
Come si chiama il 112
Quando chiami il 112 mantieni la calma e rispondi alle domande dell’operatore. Ti chiederà:
- Dove sei esattamente? — indirizzo completo, numero civico, piano, riferimenti (nome scuola, bar, chiesa)
- Cosa è successo? — “La persona non risponde e non respira”
- Quante persone sono coinvolte?
- La persona è cosciente? Respira?
L’operatore del 112 ti guiderà a voce anche durante il massaggio cardiaco. Non riagganciare mai finché non te lo dice l’operatore. Metti il telefono in vivavoce per avere le mani libere.
Video e attivazione del DAE
Molte centrali del 112 possono inviare un aiuto video: un link al tuo smartphone che permette all’operatore di vedere la scena e guidarti meglio. Accetta il collegamento se ti viene proposto.
L’operatore può anche indicarti il DAE più vicino tramite i registri regionali dei defibrillatori, se disponibili.
Paura di sbagliare? Agire è sempre meglio di non agire
Molti cittadini si bloccano perché temono di fare male. Le Linee Guida IRC 2025 sono chiare: una RCP imperfetta è enormemente meglio di nessuna RCP. Una persona in arresto cardiaco è, clinicamente, già morta: qualsiasi tentativo di rianimazione può solo migliorare la sua condizione.
La legge italiana tutela chi presta soccorso in buona fede. Non puoi essere perseguito per aver tentato di salvare una vita seguendo le indicazioni dell’operatore del 112.
Fonte
- Linee Guida IRC 2025 — Capitolo 3: Sistemi che salvano vite (PDF ufficiale)
- Linee Guida IRC 2025 — Capitolo 4: Basic Life Support adulto (PDF ufficiale)
