Quando hai un messaggio da far passare, non tutti i canali vanno bene. Lo studio di questa scelta si chiama network theory — trovare il percorso di comunicazione più efficiente in base al contenuto, all’urgenza, alla precisione richiesta, al numero di destinatari, e alle risorse disponibili.

La Guida IARU dedica il capitolo 6 a questa materia. Per il volontario TLC italiano la conclusione pratica è semplice: conosci i tuoi canali, sappi cosa possono e cosa non possono fare, e scegli consapevolmente.

Le cinque dimensioni di un messaggio

Prima di scegliere un canale, classifica il tuo messaggio secondo cinque dimensioni:

1. Destinatari — uno o più

  • Uno-a-uno: messaggio per una singola stazione (es.: “Inviate un’ambulanza al civico 14”)
  • Uno-a-molti: messaggio per più destinatari (es.: “Chiudere tutte le strade comunali fino a nuovo ordine”)
  • Broadcast ambientale: informazione utile anche a chi ascolta di passaggio (es.: “Allerta cessata”)

2. Precisione — alta o bassa

  • Bassa precisione: “Il disperso è stato trovato” — anche se manca una parola, il senso arriva
  • Alta precisione: “Codice fiscale RSSMRA85T10H501Z” — una lettera sbagliata rovina tutto

La precisione non è la stessa cosa dell’accuratezza: tutti i messaggi devono essere accurati, ma solo alcuni richiedono precisione a livello di carattere.

3. Complessità — semplice o articolata

  • Semplice: “Acqua finita, servono 100 bottiglie”
  • Articolato: istruzioni cliniche per stabilizzare un politraumatizzato, o una lunga lista di medicinali con dosi

I messaggi complessi devono essere in forma scritta o digitale, non ripetuti in fonia.

4. Tempistica — urgente o differibile

  • Urgentissima: pericolo di vita
  • Urgente: azione richiesta a breve
  • Differibile: può essere trattato quando il canale è libero

5. Priorità / capacità di interrompere

Alcuni canali consentono di interrompere una conversazione in corso per un messaggio di priorità più alta (QSK). Altri no: se il canale è occupato, il messaggio aspetta.

Le caratteristiche dei canali

Ora vediamo i canali disponibili in Italia al volontario di protezione civile, ciascuno con i suoi punti di forza e di debolezza.

Telefono fisso

Tipo: uno-a-uno, bassa-media precisione, semplice, non interrompibile.

Forza:

  • intuitivo, non serve formazione
  • funziona con plenty di capacità residua in emergenze locali
  • adatto a messaggi riservati (liste di nomi, informazioni sensibili)

Debolezza:

  • dipende da cavi e centraline — un palo abbattuto o una centrale inondata = niente linea
  • si satura in eventi estesi
  • uno-a-uno: niente broadcast
  • dial + ring + pickup = tempi lunghi

Quando usarlo: messaggi riservati, informazioni di alta precisione (liste, dosaggi) in scenari locali con rete integra.

Cellulare / smartphone

Tipo: uno-a-uno (anche messaggi, dati, foto, geolocalizzazione), bassa-alta precisione, non interrompibile.

Forza:

  • portabilità totale
  • non serve operatore radio dedicato
  • app di messaggistica gestiscono gruppi (uno-a-molti asincrono)
  • dati ricchi (foto, posizione GPS, mappe)

Debolezza:

  • dipende dalla rete cellulare — spesso prima infrastruttura a cadere
  • in eventi estesi si satura fortemente (design pensato per 6-10 % di utenti in simultanea)
  • SMS possono avere ritardi elevati anche con rete formalmente attiva
  • non c’è fallback a simplex

Quando usarlo: nella prima fase di evento, per allertamento dei volontari e coordinamento interno. Con riserva nelle fasi successive.

Fax

Obsoleto per la vita quotidiana ma ancora utile in contesti istituzionali (Comuni, Prefetture) per messaggi formalmente firmati.

Forza: produce documento stampato con firma leggibile — utile per ordinanze, verbali.

Debolezza: dipende da linea telefonica. Lento. Qualità scadente se la linea è rumorosa.

Quando usarlo: per firme e documenti ufficiali in scenari con rete integra.

E-mail

Tipo: uno-a-molti, alta precisione, semplice-complessa, tempistiche medie, interrompibile.

Forza:

  • allegati (PDF, foto, mappe)
  • traccia scritta storicizzata
  • mailing list per broadcast interno
  • funziona anche su 2G a velocità bassa

Debolezza: dipende da Internet. In zone remote senza copertura, niente.

VHF — 144 MHz (2 metri)

Tipo: uno-a-molti in simplex o via ripetitore, bassa-media precisione, interrompibile, portata locale-regionale.

Forza:

  • apparati economici e robusti, dal palmare da pochi watt alla stazione base
  • ripetitori permettono copertura di decine di km anche in territori collinari come i Castelli Romani
  • self-contained: nessuna infrastruttura commerciale, funziona se c’è il radioamatore e la radio
  • broadcast nativo: tutti in ascolto sulla stessa frequenza
  • possibilità di digitale (D-STAR, C4FM, DMR) per dati

Debolezza:

  • portata limitata alla linea di vista — ostruzioni montuose possono bloccare il segnale in simplex
  • i ripetitori possono perdere alimentazione se manca rete elettrica prolungata e la batteria tampone si esaurisce
  • la qualità audio su palmare 5 W in zona urbana può essere marginale

Quando usarla: scenario locale (paese, provincia, regione). Il Lazio ha ottima copertura VHF tramite ripetitori ARI-RE e radioamatori. A Genzano di Roma, il 2 m è la prima scelta operativa in simplex sui canali assegnati o tramite ripetitori ufficiali.

UHF — 430 MHz (70 cm)

Tipo: stesse caratteristiche del VHF, ma con propagazione diversa.

Forza:

  • migliore penetrazione in edifici (ottimo in COC, centri storici)
  • ripetitori UHF spesso complementari al VHF
  • disponibilità di link UHF↔VHF incrociati
  • ottimo per digitale (DMR con reti tipo BrandMeister)

Debolezza:

  • attenuazione maggiore da vegetazione e pareti
  • portata puramente locale

Quando usarla: comunicazioni ravvicinate o in ambiente urbano. In esercitazioni di Gruppo è spesso la frequenza di coordinamento interno della squadra.

HF — onde corte

Tipo: uno-a-molti su distanze da regionale a intercontinentale, precisione variabile, interrompibile.

Forza:

  • raggiunge centinaia o migliaia di km sfruttando la ionosfera
  • NVIS (Near Vertical Incidence Skywave) — antenne basse irradiano verso lo zenit e “ricadono” a qualche centinaio di km: ideale per comunicazione regionale in zone con orografia ostile (40 m di giorno, 80 m al crepuscolo, 60 m nuova banda)
  • nessuna dipendenza da ripetitori

Debolezza:

  • propagazione variabile con l’ora, il ciclo solare, l’attività geomagnetica
  • antenne più ingombranti: dipoli, yagi, verticali con radiali
  • QRM (disturbi artificiali) e QRN (atmosferici) rendono difficile il collegamento in certi momenti
  • richiede operatori più formati

Quando usarla: emergenza estesa oltre la portata VHF/UHF — alluvione regionale, sisma, grande incendio interprovinciale. A Genzano: utile per link con Sala Operativa Regionale o con altre province del Lazio in caso di ridondanza.

Radio PMR 446 (Personal Mobile Radio)

Tipo: simplex UHF a bassa potenza (max 500 mW), libera da licenza, 16 canali.

Forza:

  • chiunque può usarla (non serve patente)
  • apparati economici, pronti all’uso
  • adatta a squadre ristrette su distanze brevi (qualche centinaio di metri, massimo 1-2 km in visibilità)
  • utile nei Centri di Accoglienza o al COC per coordinamento interno di più funzioni nello stesso edificio

Debolezza:

  • portata limitata
  • affollamento dei 16 canali in aree densamente abitate
  • nessun ripetitore ammesso
  • nessuna interoperabilità ufficiale con sistemi di protezione civile

Quando usarla: complementare alle radio di Gruppo. Utile per volontari non licenziati in supporto a operatori licenziati.

CB — 27 MHz

In Italia la banda cittadina 27 MHz è libera entro limiti di potenza (max 4 W in AM/FM, 12 W in SSB) — ancora utilizzata da alcuni gruppi, ma in crescente dismissione.

Forza: storica, ampia base di utenza residua (soprattutto trasporto merci), economica.

Debolezza: qualità audio e portata modeste, banda affollata, in declino.

Quando usarla: raramente. Non è oggi un canale di riferimento per protezione civile.

Satellite — telefonia e dati

Offerta da operatori come Inmarsat, Iridium, Thuraya, Globalstar.

Forza:

  • copertura globale (o regionale, a seconda del servizio)
  • indipendente da infrastruttura terrestre

Debolezza:

  • costi elevati di apparato e di minuto chiamata
  • richiede linea di vista al satellite (a volte antenna orientabile)
  • in caso di saturazione del sistema, può non garantire servizio
  • nessuna competenza diffusa fra i volontari

Quando usarlo: Prefettura, Regione, DPC, DI.COMA.C. — raramente disponibile ai Gruppi Comunali se non in grandi esercitazioni o in attivazione di colonna mobile.

Digitali radioamatoriali — D-STAR, DMR, C4FM, APRS

Modalità digitali utilizzate dai radioamatori per fonia compressa, dati leggeri, posizione GPS, SMS-like, immagini.

  • D-STAR (ICOM) — rete amatoriale mondiale con “reflectors”
  • DMR (MotoTRBO/BrandMeister) — rete digitale integrabile con apparati commerciali
  • C4FM / System Fusion (Yaesu) — evoluzione DMR/D-STAR
  • APRS (Automatic Packet Reporting System) — posizione e messaggi brevi sulla frequenza 144.800 MHz in Europa

Forza:

  • qualità audio costante indipendentemente dalla distanza (finché sopra soglia)
  • dati strutturati: posizione GPS, stato, messaggi
  • reti globali via Internet (hybrid) utili in scenari misti

Debolezza:

  • apparati più costosi e a volte non retro-compatibili
  • dipendenza Internet per i reflector (non per simplex on-air)
  • frammentazione: tre standard incompatibili

Quando usarli: dove possibile per tracking dei mezzi, o per consegnare messaggi strutturati (liste, coordinate).

Modalità di dati via HF che consentono di inviare email, posizione, liste, moduli anche in assenza totale di Internet.

  • WinLink — gateway radioamatoriali che accettano email via HF e le consegnano in Internet quando possibile
  • Packet radio — protocollo storico AX.25 per dati radio
  • FT8 — modo digitale debole-segnale estremamente robusto, utile per collegare stazioni remote con poca potenza

Forza: precisione assoluta (è dato digitale), resiliente, funzionante anche con cellulare e Internet completamente giù.

Debolezza: richiede formazione specifica, un computer, un’interfaccia.

Quando usarli: invio di liste strutturate (sfollati, feriti, inventari) in scenari estesi.

Matrice di scelta — esempio pratico

ScenarioCanale consigliatoMotivo
Attivazione volontariSMS + e-mail + WhatsAppVeloce, multi-canale, log scritto
Comunicazione interna COCPMR 446 o UHF 70 cmRavvicinata, continua, broadcast
COC → squadre distaccate sul territorio comunaleVHF 2 m via ripetitore localeCopertura comunale, ridondanza
COC Genzano → SOUR LazioCanali Regione Lazio assegnati + telefonoFiliera istituzionale
Segnalazione criticità al 112Telefono al 112 (NUE)Unico canale ufficiale
Link interprovincialeHF 40 m NVIS o 80 mLunga portata indipendente
Lista di 50 sfollati con dati anagraficiE-mail + WinLink in ridondanzaAlta precisione, dato scritto
Emergenza vitale in ondaPro-word “Emergenza” + interruzionePriorità assoluta

Principi di network theory applicati

  1. Scegli il canale che richiede meno tempo totale — dall’originazione del messaggio alla ricezione completa dal destinatario
  2. Usa canali broadcast per messaggi broadcast — non mandare uno-a-uno 20 chiamate separate
  3. Usa canali uno-a-uno per messaggi riservati — nomi di feriti, informazioni sensibili
  4. Riserva i canali con priorità interrompibile per il traffico di emergenza
  5. Scrivi i messaggi complessi — non ripeterli in fonia
  6. Ridondanza — per messaggi critici, usa più canali (radio + telefono + email)
  7. Time-shifting — se il ricevente è occupato, lascia il messaggio in un “drop point” (segreteria, log, email) da ritirare dopo

Il modello italiano del sistema di comunicazione PC

Il sistema nazionale di protezione civile usa una filiera di canali organizzata per livelli:

DPC (Roma, DI.COMA.C.)
    ↓
Prefettura — Regione (SOUR Lazio)
    ↓
COM / Città Metropolitana
    ↓
COC Comunale (Genzano)
    ↓
Squadre sul territorio

Ogni livello dispone di:

  • telefonia fissa e mobile (primaria in condizioni normali)
  • canali radio istituzionali (Regione, Prefettura)
  • link radioamatoriali come ridondanza attivati tramite gruppi convenzionati
  • posta elettronica (ufficiali) e sistemi di messaggistica istituzionale

In caso di evento, si attiva una pluralità di canali in parallelo, ciascuno con il suo ruolo. Il volontario TLC deve conoscere la filiera e inserirsi al livello giusto — in genere il COC del proprio Comune.

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