Il piano di emergenza è il documento che stabilisce, prima che accada l’incendio, chi fa cosa e in quanto tempo. È obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro con oltre 9 lavoratori o classificati a rischio elevato (art. 46 D.Lgs. 81/2008; D.M. 2 settembre 2021).

Senza un piano, l’emergenza diventa caos. Con un piano scritto, condiviso e provato due volte all’anno, la probabilità di un’evacuazione ordinata e senza vittime aumenta drasticamente.

Cosa contiene un piano di emergenza

Il piano deve rispondere almeno a queste domande:

  1. Quali sono i rischi di incendio o esplosione presenti?
  2. Come viene rilevato un principio di incendio? (rilevatori, avvistamento diretto)
  3. Chi dà l’allarme e con quali strumenti?
  4. Chi chiama i soccorsi (Vigili del Fuoco, 112)?
  5. Chi tenta il primo spegnimento con estintore o idrante?
  6. Come evacuano le persone (percorsi, punti di raccolta)?
  7. Chi verifica che tutti siano usciti (appello)?
  8. Chi accoglie i Vigili del Fuoco al loro arrivo?
  9. Dove sono le planimetrie con vie di esodo e presìdi?
  10. Come si gestiscono le persone con disabilità o fragilità?

Gli attori del piano

Addetto antincendio

Lavoratore designato dal datore di lavoro e formato con corso specifico (art. 37 c. 9 D.Lgs. 81/2008 + D.M. 2 settembre 2021). Livelli di formazione:

LivelloDurataPer attività
1 — livello base (BA)4 oreRischio basso
2 — livello intermedio (BB)8 oreRischio medio
3 — livello avanzato (BC)16 ore + esame VVFRischio elevato

Compiti:

  • Riconoscere un principio di incendio
  • Attivare l’allarme
  • Intervenire con estintore o idrante entro i limiti della propria formazione
  • Collaborare con i Vigili del Fuoco

Responsabile dell’emergenza (coordinatore)

  • Coordina l’intervento
  • Autorizza l’evacuazione generale
  • Riceve il rapporto di appello
  • Consegna ai VVF le planimetrie

Altri lavoratori

  • Seguono le istruzioni
  • Non tornano indietro a prendere oggetti
  • Si presentano al punto di raccolta per l’appello

Procedura in caso di incendio

1. Rilevamento

Chi scopre il principio di incendio valuta rapidamente:

  • tipo e dimensione del focolaio
  • rischi immediati (presenza di persone, bombole, materiali infiammabili)
  • possibilità di intervento in sicurezza

2. Allarme

Chi ha rilevato attiva l’allarme:

  • Pulsante rosso a vetro frangibile più vicino
  • Avviso verbale agli occupanti del locale
  • Comunicazione al responsabile dell’emergenza

L’allarme fa partire la procedura a cascata: sirena, avviso vocale, attivazione addetti antincendio.

3. Primo intervento

Solo se:

  • il focolaio è contenuto (bestiame, cestino, tenda, veicolo)
  • si ha estintore idoneo alla classe di fuoco
  • si ha una via di fuga alle spalle sempre aperta
  • si è formati all’uso dell’estintore

Se anche una sola condizione manca: non intervenire. Evacua.

Metodo PASS per l’estintore:

  1. Pull — spina
  2. Aim — mira alla base
  3. Squeeze — leva
  4. Sweep — ventaglio

4. Chiamata ai Vigili del Fuoco

Nel Lazio si chiama il 112 (NUE — Numero Unico di Emergenza). L’operatore smista la chiamata ai VVF.

Informazioni da fornire (memorizza l’acronimo LUPA):

  • Luogo — indirizzo preciso, piano, accesso
  • Ubicazione — cosa sta bruciando, dove nel fabbricato
  • Persone — presenza di feriti, intrappolati, persone non autosufficienti
  • Altro — tipo di attività, bombole, sostanze pericolose, impianti

Esempio di chiamata:

“112, incendio. Via Italo Belardi 30, Genzano di Roma. Primo piano, aula scolastica. Nessun ferito al momento, 25 persone evacuate. Presenza di bombole gas in cucina al piano terra. Mi chiamo Flavio Rossi, sono l’addetto antincendio.”

Non riagganciare finché l’operatore non lo dice.

5. Evacuazione

Regole per gli occupanti:

  • Seguire la segnaletica delle vie di esodo
  • Non usare l’ascensore (può bloccarsi o portare al piano del fuoco)
  • Camminare rapidamente, senza correre
  • Chiudere porte e finestre dietro di sé (se sicuro farlo)
  • Portarsi al punto di raccolta, mai tornare indietro
  • Aiutare persone con difficoltà (se possibile)
  • Abbassarsi verso il pavimento se c’è fumo (l’aria è più pulita)
  • Bagnare un fazzoletto per respirare attraverso il tessuto umido

6. Punto di raccolta e appello

Area esterna sicura, distante dall’edificio e lontana dalle vie di accesso dei VVF. Qui si fa l’appello su elenco aggiornato dei presenti. Se qualcuno manca, comunicarlo subito ai Vigili del Fuoco — non rientrare.

7. Accoglienza dei Vigili del Fuoco

Il responsabile dell’emergenza (o un suo delegato):

  • attende i VVF all’ingresso
  • consegna planimetrie aggiornate dell’edificio
  • indica posizione del focolaio, eventuali persone ancora dentro, rischi specifici (bombole, sostanze chimiche, quadri elettrici)
  • rimane a disposizione per informazioni ulteriori

Modalità di evacuazione

Evacuazione totale

Tutti gli occupanti lasciano l’edificio immediatamente. Ordinata dall’allarme generale. È la modalità standard per scuole, alberghi, edifici pubblici.

Evacuazione progressiva (orizzontale)

Gli occupanti del compartimento interessato si spostano in un compartimento adiacente (stessa pianta, separato da porta REI) prima di un’eventuale evacuazione totale. Tipica degli ospedali e delle case di riposo, dove lo spostamento dei pazienti non autosufficienti è più sicuro in orizzontale che in verticale.

Spazio calmo

Area di piano protetta REI, segnalata, dove le persone non deambulanti attendono in sicurezza i soccorsi VVF, se non possono raggiungere le scale di sicurezza.

Esempio di situazione di emergenza

Scenario: alle ore 11:00 in un’aula al primo piano di una scuola di Genzano di Roma scoppia un incendio in un quadro elettrico.

TempoChiAzione
11:00:00Docente dell’aulaScopre fumo dal quadro elettrico
11:00:30DocenteAllontana gli alunni nel corridoio
11:00:45DocentePreme il pulsante di allarme più vicino
11:01:00Sirena generaleSuona
11:01:15Addetto antincendioRaggiunge l’aula, valuta l’intervento
11:01:30Addetto antincendioInterrompe corrente dal quadro generale di piano
11:01:45Addetto antincendioUsa estintore a CO₂ sul quadro
11:02:00Collaboratore scolasticoChiama il 112 (LUPA)
11:02:30DocentiGuidano l’evacuazione di aule e corridoi
11:04:00Punto di raccoltaInizio appello
11:06:00Punto di raccoltaAppello completato — tutti presenti
11:09:00VVFArrivano, ricevono planimetrie dal responsabile
11:15:00VVFBonifica terminata, autorizzazione al rientro

Il tempo tra allarme e inizio evacuazione deve essere inferiore a 30 secondi. Per questo le prove di evacuazione si fanno due volte all’anno.

Collaborazione con i Vigili del Fuoco

Ruolo del volontario di protezione civile (se attivato):

  • Non sostituisce i VVF
  • Collabora in attività esterne al perimetro di fuoco: delimitazione area, informazione alla popolazione, assistenza a sfollati
  • Opera sotto il coordinamento del Direttore delle Operazioni di Soccorso (DOS) dei VVF
  • Non entra in ambienti invasi dal fumo senza autorespiratore e abilitazione
  • Non manovra idranti UNI 70 senza formazione specifica

Per la filiera dell’attivazione del volontario, vedi Manuale da Campo — Capitolo 1.

Evacuazione di persone con disabilità o fragilità

Persone con disabilità motoria

  • Sedia da evacuazione (evacuation chair) sulle scale: consente discesa sicura con due operatori
  • Spazio calmo al piano come soluzione temporanea in attesa VVF
  • Percorsi accessibili senza gradini dove possibile

Persone con disabilità sensoriale

  • Dispositivi di allarme ottico (lampeggianti) per non udenti
  • Segnaletica tattile e guida fisica per non vedenti
  • Messaggi vocali chiari per tutti

Persone con disabilità cognitiva

  • Accompagnamento individuale da parte di personale formato
  • Comunicazioni semplici e concrete, ripetute
  • Evitare la folla: farle uscire per prime o per ultime

Bambini (scuole dell’infanzia e primaria)

  • Fila indiana guidata dal docente in testa e da un collaboratore in coda
  • Conta prima e dopo l’uscita
  • Oggetto rassicurante (pupazzo, asciugamano) in aula per ridurre il panico

Esercitazioni pratiche

Obbligatorie almeno due volte all’anno nelle scuole e nei luoghi di lavoro a rischio elevato. Verificano:

  • Tempo di evacuazione complessivo
  • Ordine del deflusso (nessun intasamento)
  • Funzionamento di allarme, segnaletica, illuminazione di sicurezza
  • Rispetto dei ruoli (addetti, responsabili, docenti)
  • Comportamento delle persone fragili e di chi le assiste

Dopo ogni prova si redige un verbale con eventuali criticità e miglioramenti. Il verbale va nel registro dei controlli antincendio.

Cosa fare e cosa NON fare — riassunto

Cosa fareCosa NON fare
Dare l’allarme subitoGridare “Al fuoco!” in modo da creare panico
Chiamare il 112 con LUPAChiamare numeri diversi o imprese di tua conoscenza
Usare l’estintore solo se formato e al sicuroMettersi a combattere un incendio avanzato
Evacuare per vie segnalateUsare l’ascensore
Aiutare chi ha difficoltàTornare indietro per oggetti personali
Presentarsi al punto di raccoltaDisperdersi all’esterno
Attendere l’autorizzazione al rientroRientrare di propria iniziativa
Fornire informazioni ai VVFOstacolare o riprendere i soccorsi

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