La protezione attiva è l’insieme delle misure che richiedono l’azione di un operatore (estintore, idrante) o l’azionamento di un impianto (sprinkler, rilevatore, allarme). È finalizzata a:

  • rilevare precocemente l’incendio
  • segnalarne la presenza
  • avviare lo spegnimento sul nascere

A differenza della protezione passiva, entra in gioco durante l’evento e richiede dispositivi pronti all’uso, manutenzione periodica e, nel caso degli estintori, operatori formati.

Estintori portatili

Gli estintori portatili sono i mezzi di primo intervento più diffusi su principi di incendio. Non sono efficaci in una fase avanzata dell’incendio.

Classificazione per peso

TipoMassa complessiva
Portatile≤ 20 kg
Carrellato> 20 kg (sostanza estinguente fino a 150 kg)

Capacità estinguente

Ogni estintore è sperimentato su focolari convenzionali delle diverse classi. L’etichetta indica la capacità estinguente:

Esempio: 34A 233BC — l’estintore è in grado di spegnere un focolaio di Classe A di livello 34 e un focolaio di Classe B di livello 233, con dichiarata idoneità anche alla Classe C.

Tipologie più diffuse

  • A polvere (ABC polivalente o BC specifico) — la più versatile, uso su apparecchiature elettriche fino a 1000 V
  • A CO₂ — ideale per apparecchiature elettriche e ambienti con beni sensibili (archivi, quadri)
  • A schiuma — per liquidi infiammabili
  • A idrocarburi alogenati sostitutivi (clean agent) — motori, sale server
  • Ad acqua — ormai in disuso

Estintore a polvere

Polvere antincendio fluida e idrorepellente. La fuoriuscita avviene per pressione interna (azoto compresso o bombolina CO₂ ausiliaria).

Vantaggi: economico, efficace su A-B-C, utilizzabile su elettrico (marcatura idonea). Svantaggi: residuo che danneggia macchinari, polvere fine inalabile, visibilità ridotta durante uso. Dopo l’uso arieggiare il locale.

Estintore a CO₂

Bombola in acciaio contenente CO₂ compressa e liquefatta (55/60 bar a 20 °C). Cono diffusore di gomma o bachelite all’estremità della manichetta.

All’uscita, una parte evapora istantaneamente e la temperatura crolla a −79 °C solidificando l’altra parte in “neve carbonica” (ghiaccio secco). Azione per soffocamento e raffreddamento.

Vantaggi: nessun residuo, perfetto per elettrico e beni sensibili. Svantaggi: in locali chiusi richiede circa il 30% del volume di CO₂ per ottenere saturazione; rischio di asfissia per persone presenti; scottature da freddo al contatto diretto con il diffusore.

Collaudo ogni 5 anni per il serbatoio.

Come si usa un estintore (metodo PASS)

  1. Pull — togli la spina di sicurezza
  2. Aim — punta il cono o la lancia alla base del focolaio
  3. Squeeze — premi la leva
  4. Sweep — muovi a ventaglio coprendo tutta la base

Regole operative:

  • Posizionati sopravvento (vento alle spalle): il fumo e i vapori non ti accecano
  • Colpisci la base, non le fiamme alte
  • Evita di fare schizzare liquidi infiammabili fuori dal loro contenitore
  • Due operatori: disporsi sfalsati di 90° per coprire direzioni diverse senza ostacolarsi
  • Mantieni una via di fuga alle tue spalle

Dimensionamento e posizionamento (D.M. 10 marzo 1998)

Quantità e capacità calibrati su:

  • numero di piani (almeno un estintore per piano)
  • superficie in pianta
  • classe di rischio (basso / medio / elevato)
  • distanza massima tra persona ed estintore: ≤ 30 m

Tabella orientativa di superficie protetta per estintore:

CapacitàRischio bassoRischio medioRischio elevato
13A 89BC100 m²
21A 113BC150 m²100 m²
34A 144BC200 m²150 m²100 m²
55A 233BC250 m²200 m²200 m²

Distanza tra gruppi di estintori: circa 30 m.

Posizionamento

  • Sempre in evidenza, indicati con la segnaletica di sicurezza
  • Preferibilmente vicino a scale o accessi
  • In prossimità di rischi specifici (quadri elettrici, cucine, caldaie)
  • A parete (attacchi a sganciamento rapido) oppure a terra con piantana porta-estintore

Rete idrica antincendio

Rete di tubazioni in pressione che alimenta idranti e naspi distribuiti sull’edificio. Collegata all’acquedotto cittadino direttamente o tramite vasca di disgiunzione e gruppo di pompaggio.

Criteri progettuali (UNI 10779)

  • Indipendente da altre utilizzazioni
  • Valvole di sezionamento per manutenzione
  • Riserva idrica e pressione costante
  • Ridondanza del gruppo pompe
  • Disposizione ad anello (non a pettine) per ridondanza
  • Protezione da gelo e corrosione
  • Caratteristiche idrauliche: es. 50% degli idranti UNI 45 in erogazione con 120 l/min a 2 bar al bocchello

Idranti (DN 45 o DN 70)

Collegati con manichette flessibili a lance erogatrici. Tipologie:

  • A muro (armadio con portello)
  • A colonna (soprassuolo, esterno)
  • Sottosuolo (pozzetto accessibile)

I vigili del fuoco collegano i propri mezzi a attacchi UNI 70 (DN 70 = diametro 70 mm).

Naspi (DN 25)

Bobina mobile con tubazione semirigida in gomma avvolta su tamburo girevole. Lancia da 25 mm con getto regolabile (pieno o frazionato). Portata: 50 l/min a 1,5 bar.

Più adatti a personale non addestrato: si srotolano facilmente, non servono due operatori come per l’idrante UNI 45. In attività a basso rischio possono essere collegati direttamente alla rete idrica sanitaria.

Criteri di posizionamento

Un fabbricato è considerato protetto se ogni punto dell’area è raggiungibile dal getto d’acqua di almeno un idrante o naspo. Riferimento: getto di 5 metri.

  • Ogni apparecchio protegge non più di 1000 m²
  • Distanza massima dal punto più sfavorevole: 20 m per idranti, 30 m per naspi
  • Tutti i piani devono avere idranti o naspi

Impianti di spegnimento automatici

Si attivano senza intervento umano. Tipologie:

  • Ad acqua — sprinkler (ad umido, a secco, a preallarme, a diluvio)
  • A schiuma — per liquidi infiammabili (depositi, hangar)
  • Ad anidride carbonica — archivi, sale server
  • A halon — vietati, non più installati
  • A polvere — impianti industriali specifici
  • Clean agent (sostituti halon) — sostituto moderno per CO₂ in locali con persone

Impianto Sprinkler ad acqua (UNI EN 12845)

Componenti principali:

  1. Fonte di alimentazione (acquedotto, vasca, serbatoio in pressione)
  2. Pompe di mandata
  3. Centralina valvolata di controllo e allarme
  4. Condotte montanti principali
  5. Rete di condotte secondarie a soffitto
  6. Teste erogatrici (sprinkler) termosensibili

L’erogazione scatta per fusione di un elemento metallico o rottura di un bulbo termosensibile: solo le teste nell’area interessata si aprono, non tutte.

Tipi di impianto sprinkler

  • Ad umido: condotte sempre piene d’acqua in pressione. Il sistema più rapido. Adatto a locali senza rischio di gelo.
  • A secco: condotte piene d’aria in pressione; l’acqua arriva solo all’apertura di una testa. Adatto a locali non riscaldati.
  • A preallarme (double interlock): richiede doppio consenso (rilevatore + sprinkler aperto) prima di allagare. Per locali con beni molto delicati (musei, archivi).
  • A diluvio: le teste sono aperte; l’acqua arriva quando si attiva una valvola di controllo, bagnando tutta l’area. Per depositi di liquidi infiammabili.

Impianti di rilevazione automatica

Rilevano l’incendio in fase iniziale e attivano l’allarme. Tipologie di rilevatori:

TipoPrincipioDove si usa
Di fumo (ottici, a ionizzazione)Particelle nell’ariaUffici, corridoi, camere
Di calore (termico, termovelocimetrico)Soglia di temperatura o gradienteCucine, locali caldi
Di fiamma (IR, UV)Radiazione elettromagneticaImpianti industriali, depositi idrocarburi
Gas (CO, metano, GPL)Concentrazione gasParcheggi, caldaie
Lineari (cavo termosensibile, raggio IR)Linea continuaGallerie, tunnel, capannoni

Manutenzione (UNI 11224)

  • Verifica mensile funzionale
  • Verifica semestrale da tecnico abilitato
  • Documentazione nel registro dei controlli antincendio

Sistemi di allarme

Destinati ad avvisare gli occupanti e le squadre antincendio. Componenti:

  • Pulsanti manuali (rossi, a vetro frangibile) distribuiti lungo i percorsi
  • Pannelli ottico-acustici (sirene, lampeggianti)
  • Altoparlanti per diffusione sonora di emergenza (EVAC — UNI EN 54-16)
  • Centrale di controllo con interfaccia con i VVF

Messaggio di evacuazione tipo: segnale acustico intermittente seguito da annuncio vocale chiaro (“Attenzione, incendio. Evacuare l’edificio usando le uscite di emergenza”).

Segnaletica di sicurezza (UNI EN ISO 7010)

Sistema di pittogrammi normalizzati per orientare in condizioni di emergenza. Tre colori principali:

ColoreSignificatoEsempi
RossoDivieto, attrezzatura antincendioEstintore, idrante, pulsante allarme, vietato fumare
VerdeSalvataggio, via di esodoUscita di emergenza, cassetta di primo soccorso, direzione di esodo
Giallo/AmbraAvvertimentoPericolo generico, alta tensione, materiali infiammabili

Regole:

  • Segnaletica fotoluminescente sulle vie di esodo (resta visibile al buio)
  • Illuminazione di sicurezza con autonomia minima (DM 10/3/1998: almeno 30 minuti)
  • Nessun arredo deve oscurare la segnaletica

Registro dei controlli antincendio

Documento obbligatorio (D.M. 10 marzo 1998, art. 5; D.M. 1° settembre 2021) da tenere aggiornato con:

  • Controlli periodici sugli impianti (estintori, idranti, sprinkler, rilevatori, allarme)
  • Prove di evacuazione (almeno due volte all’anno — D.M. 10/3/1998)
  • Interventi di manutenzione straordinaria
  • Modifiche alle misure di prevenzione

Deve essere sempre disponibile per i Vigili del Fuoco in caso di visita ispettiva.

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