Una lezione spiega che cosa fare; un’esercitazione fa provare a farlo. Questa pagina è la «scatola» da aprire dopo una lezione composta con Crea la mia lezione o presa dai kit per le scuole: contiene gli scenari, i ruoli da assegnare agli alunni, le carte degli imprevisti da estrarre durante la prova, l’elenco dei materiali e la guida alla discussione finale. È pensata dalla classe 3ª della primaria alla secondaria di secondo grado; per l’infanzia e le prime classi valgono le filastrocche e le storie. Non serve altro che l’aula, venti minuti e la voglia di sbagliare in sicurezza.

Non è la prova di evacuazione della scuola. Le prove ufficiali seguono il piano di emergenza dell'istituto e le decide il Dirigente con il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Questa è un'attività didattica dentro l'aula: senza allarmi veri, senza uscite di massa non concordate, senza spaventare nessuno. Prima di farla, avvisa la segreteria e chiedi al referente per la sicurezza quali uscite e quali percorsi usa la tua classe: l'esercitazione deve insegnare quelli, non altri. Per i rapporti fra scuola e Gruppo vedi Dirigenti scolastici, direttori dei servizi amministrativi (DSGA), responsabili e addetti del servizio di prevenzione e protezione (RSPP e ASPP).

Come si organizza in cinque passi

Dalla lezione all'esercitazione

  1. Scegli lo scenario fra i quattro qui sotto, in base alla lezione appena fatta: la prova deve ripetere i gesti che la classe ha già sentito spiegare, non introdurne di nuovi.
  2. Assegna i ruoli con le carte dei ruoli: ogni alunno deve avere qualcosa da fare, anche chi osserva. I ruoli ruotano alla prova successiva.
  3. Prepara i materiali in dieci minuti: cartelli, pettorine o fogli colorati, un cronometro, la griglia degli osservatori stampata.
  4. Lancia la prova e, a metà, un imprevisto: un alunno estrae una carta e la legge ad alta voce; la classe deve adattarsi. Mai più di due imprevisti per prova.
  5. Chiudi con la discussione seguendo la guida in fondo alla pagina: è la parte in cui si impara di più, e dura quanto la prova.

Gli scenari

Ogni scenario riprende i comportamenti delle pagine del sito, che seguono le indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile. Leggi prima la pagina collegata: la prova deve dire le stesse cose.

I quattro scenari della scatola, con i gesti attesi e la pagina di riferimento
ScenarioChe cosa deve succederePagina di riferimento
Terremoto in classeAl segnale convenuto tutti si riparano sotto il banco con la testa protetta e restano fermi finché il docente non dichiara finita la scossa; poi fila, niente corsa, niente ritorni indietro, conteggio al punto di raccolta indicato dal docente.Rischio sismico
Allerta meteo e uscita anticipataLa classe legge un bollettino con allerta arancione (vero o del laboratorio), decide che cosa cambia nella giornata (niente cortile, zaini pronti, chi viene a prendere chi) e prepara il messaggio per le famiglie.Allerte meteo, Decodifica il bollettino
Fumo nel corridoioIl docente annuncia fumo fuori dalla porta: si chiude la porta, si sta bassi e si chiama (per finta) il 112 dicendo dove si è e quante persone ci sono. Il docente decide secondo il piano della scuola: se c'è un'uscita alternativa libera dal fumo si usa quella; se il fumo blocca l'uscita si resta nella stanza con la porta chiusa e gli spiragli tappati con panni, vicino alla finestra, aspettando i soccorsi.Cosa fare in caso di
Blackout a scuolaLuce spenta e tapparelle abbassate: si resta al posto, si evitano le scale finché non c'è luce sufficiente, si individua chi ha bisogno di aiuto, si decide come avvisare le famiglie se i telefoni non funzionano.Blackout

I ruoli

Stampa o copia le carte su cartoncino: una per alunno. Le classi numerose raddoppiano gli osservatori; nelle classi piccole un alunno può tenere due ruoli.

Carte dei ruoli: chi fa che cosa durante la prova
RuoloCompito durante la provaChe cosa osserva per la discussione
CapofilaApre la fila e la porta lungo il percorso indicato dal docente, a passo di chi è più lento.La fila è rimasta unita? Qualcuno ha superato?
ChiudifilaEsce per ultimo, controlla che l'aula sia vuota e chiude la porta.Qualcuno è rimasto indietro o è tornato a prendere qualcosa?
Addetto al conteggioAl punto di raccolta conta i compagni e riferisce al docente: «siamo tutti» oppure «manca …».Quanto tempo è servito per contare? Il numero era giusto?
PortavoceCoordina le comunicazioni con gli adulti e simula la chiamata al 112: dice dove siete, che cosa è successo, quanti siete. Chiunque veda un pericolo avvisa comunque subito un adulto.Il messaggio era completo? Che cosa mancava?
Compagno di filaSta accanto a un compagno che ha bisogno di una mano (per muoversi, per capire la consegna, per stare tranquillo) e si muove con lui.La coppia è rimasta insieme? Che cosa ha aiutato di più?
CronometristaFa partire il cronometro al segnale e lo ferma quando il conteggio è finito.Quanto è durata la prova? Dove si è perso tempo?
Osservatori (2 o 3)Non partecipano: stanno in un angolo con la griglia e segnano ciò che vedono, senza intervenire.Gesti corretti, gesti da rivedere, momenti di confusione.
Lettore degli imprevistiA metà prova, al cenno del docente, estrae una carta e la legge ad alta voce.La classe ha reagito o si è fermata?

Griglia degli osservatori: per la primaria si può usare la rubrica valutativa, per la secondaria la rubrica di primo grado; si osservano comportamenti, mai emozioni.

Le carte degli imprevisti

Dodici carte da ritagliare. Se ne estrae una, al massimo due, a metà della prova. L’imprevisto non deve mettere in difficoltà una persona precisa: riguarda sempre «un compagno», e il docente sceglie chi interpreta la parte.

Le dodici carte degli imprevisti e la risposta attesa
CartaImprevistoRisposta attesa
1La porta dell'aula non si apre.Il capofila lo dice al docente; si usa l'uscita alternativa prevista dal piano della scuola, non una finestra.
2Arriva una seconda scossa mentre siete in corridoio.Ci si ferma, ci si protegge la testa lontano da vetri e armadi, si aspetta la fine e si riprende la fila.
3Un compagno vuole tornare a prendere lo zaino.Non si torna indietro per nessun oggetto; il chiudifila lo accompagna nella fila.
4Un compagno è molto spaventato e non vuole muoversi.Il compagno di fila resta con lui, gli parla con calma, lo accompagna e avvisa l'insegnante; nessuno lo prende in giro.
5Un compagno non ha sentito la consegna.Il compagno di fila gliela ripete con parole semplici e un gesto; si controlla che l'abbia capita.
6Manca la luce in corridoio.Si rallenta, ci si tiene al corrimano o alla parete, chi ha una torcia la usa; niente ascensore.
7Il telefono non prende.Il portavoce prova un messaggio breve; la classe decide come avvisare le famiglie dal punto di raccolta con l'aiuto degli adulti.
8Il docente non può guidare la fila.Il capofila e il chiudifila fanno comunque il percorso concordato; il portavoce cerca il primo adulto della scuola.
9Il percorso verso il punto di raccolta è bloccato.Il capofila si ferma e chiede al docente il percorso alternativo del piano; non si improvvisa.
10Un compagno usa la carrozzina.Il compagno di fila sta con lui; se le scale non si possono usare, si aspetta l'aiuto degli adulti nel punto indicato dal piano della scuola.
11Qualcuno grida che «è crollata la palestra».Nessuno cambia percorso per una voce: il portavoce chiede al docente o a un adulto se la notizia è confermata.
12Un visitatore che non conosce la scuola chiede dove andare.Il portavoce gli indica la fila e il punto di raccolta; il visitatore si accoda, non si lascia solo.

I materiali

  • Cartelli: «Punto di raccolta» e, se serve, i cartelli ISO 7010 di uscita di emergenza e punto di raccolta dalla libreria dei pittogrammi.
  • Pettorine o fogli colorati per distinguere i ruoli (un colore per ruolo, scritto in grande).
  • Cronometro (va bene quello del telefono del docente).
  • Griglia degli osservatori: la rubrica della fascia, oppure un foglio diviso in tre colonne: «fatto bene», «da rivedere», «confusione».
  • Carte dei ruoli e degli imprevisti, copiate dalle tabelle qui sopra su cartoncino.
  • La scheda della lezione stampata da Crea la mia lezione, così i gesti attesi sono gli stessi che la classe ha appena visto.
  • Per la scena della chiamata: la scheda Chiamo il 112 con il copione di che cosa dire.

La discussione finale

Dura almeno quanto la prova. Si fa in cerchio, prima gli osservatori poi tutti, con queste domande nell’ordine:

  1. Che cosa è andato bene? Si comincia sempre da qui, con esempi precisi («la fila è rimasta unita», «il conteggio era giusto»).
  2. Che cosa cambieremmo la prossima volta? Un gesto per volta, senza nomi: «quando qualcuno vuole tornare indietro, chi lo ferma?».
  3. Che cosa abbiamo sentito? Paura, fretta, voglia di ridere: sono reazioni normali e si possono dire. Il docente non le giudica e non le corregge: le ascolta e ricorda che la prova serve proprio a farle diventare familiari.
  4. L’imprevisto: come abbiamo reagito? La classe si è fermata o ha trovato una soluzione? Era quella prevista dal piano della scuola?
  5. Che cosa raccontiamo a casa stasera? Ogni alunno sceglie una cosa da dire in famiglia: è il ponte verso il piano di famiglia e la scheda In famiglia dopo la lezione.

Si chiude con la regola che non dimentichiamo, scelta dalla classe e scritta alla lavagna fino alla prova successiva.

Alunni con bisogni educativi speciali

Consegne brevi e una sola per volta, carte lette a voce alta, il ruolo di compagno di fila assegnato con cura, il segnale di inizio concordato prima con chi è sensibile ai rumori. Tempi e ruoli si adattano al piano didattico personalizzato o al piano educativo individualizzato; per chi comunica per immagini servono i pittogrammi delle consegne.

Che cosa il docente non fa

  • Non valuta la paura, il pianto o l’agitazione: si osservano i comportamenti e i progressi, non le emozioni.
  • Non usa allarmi acustici veri, fumo, luci lampeggianti o effetti che spaventino i più piccoli: il segnale è la voce del docente o un battito di mani.
  • Non fa uscire la classe dall’edificio senza averlo concordato con la scuola: l’uscita vera è della prova ufficiale.
  • Non introduce gesti diversi da quelli delle pagine del sito e del piano della scuola: se le fonti dicono due cose diverse, vale il piano della scuola e si segnala la differenza al referente per la sicurezza.

Per continuare