Protezione Civile — Genzano di Roma
La diga del Vajont, 1963
Scheda fotocopiabile — Scuola Primaria (classi 4ª-5ª)
Il 9 ottobre 1963 alle 22:39, una grande montagna del nord-est d'Italia (il Monte Toc) si staccò e cadde nel lago artificiale del Vajont, tra Veneto e Friuli. L'acqua, spinta in alto, scavalcò la diga con un'onda di 250 metri e travolse i paesi sotto: 1.917 vittime. È stata una tragedia non naturale ma annunciata: alcuni l'avevano prevista e non sono stati ascoltati.
🏔️ Come funziona una frana in un lago
Una frana è quando un pezzo di montagna si stacca e scivola verso valle. Se cade in un lago, è come quando butti un grosso sasso in un secchio d'acqua: lo schiocco fa schizzare l'acqua tutta intorno. Al Vajont la frana del Monte Toc era enorme — 270 milioni di metri cubi di roccia (come il volume di 100.000 piscine olimpiche) — e cadde in 30 secondi. L'acqua del lago non aveva via di fuga e si è alzata come un'onda gigantesca che ha scavalcato la diga.
Fonte: CNR-IRPI — Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica.
📖 Le parole nuove
- Diga
- grande muro che blocca un fiume per fare un lago artificiale (di solito serve per l'energia).
- Frana
- pezzo di montagna che si stacca e scivola in basso.
- Geologo
- scienziato che studia le rocce e le montagne, e sa quali sono pericolose.
- Tina Merlin
- giornalista (1926-1991) che per anni denunciò il pericolo del Vajont prima del disastro.
📅 Cronologia in breve
Anni '50
Gli ingegneri costruiscono una grande diga nella valle del Vajont per produrre energia elettrica. È una delle dighe più alte del mondo.
Prima del 1963
Una giornalista, Tina Merlin, e altri scienziati avvertono: "il Monte Toc è instabile, può cadere". Ma le loro voci non vengono ascoltate fino in fondo.
9 ottobre 1963 — ore 22:39
Una grande frana del Monte Toc cade nel lago. L'acqua sale come un'onda altissima, supera la diga e travolge i paesi di Longarone, Erto e Casso.
Anni successivi
L'Italia ricostruisce i paesi. La diga del Vajont resta in piedi, vuota, come monumento. Da quel giorno, gli scienziati e gli ingegneri studiano sempre meglio le montagne prima di costruire dighe nuove.
💡 Cosa abbiamo imparato
- Ascoltare gli scienziati è importante. Quando i geologi dicono che una montagna è pericolosa, bisogna prenderli sul serio.
- La natura non si "domina": va capita e rispettata.
- Un disastro ci aiuta a costruire regole più sicure per il futuro: oggi le dighe in Italia vengono studiate molto attentamente prima di essere costruite.
✏️ Rispondi alle domande
1Cos'è una diga? A cosa serve?
2Cosa successe il 9 ottobre 1963 al Vajont?
3Chi era Tina Merlin? Perché è importante ricordarla?
4Cosa significa "ascoltare gli scienziati"?
5Disegna una scena del Monte Toc che si stacca e cade nel lago. Aggiungi la diga e i paesi sotto.
Per la maestra/maestro · Note didattiche:
- Sensibilità: argomento doloroso. Il messaggio civile da valorizzare è il rispetto della scienza e della voce di chi studia (Tina Merlin). Non insistere sul numero di vittime; insistere su "abbiamo imparato".
- Estensione: collegare con Caso Vajont (Sec I) e Caso Vajont (Sec II). Discipline: scienze (geologia, frane), storia, ed. civica (ascolto delle voci scomode).
- Riferimenti curricolari: Indicazioni Nazionali 2012 — Storia, Geografia, Scienze, Cittadinanza. Legge 92/2019. D.M. 183/2024 — Sostenibilità (rapporto uomo/ambiente).
Soluzioni (capovolte — per il docente: gira il foglio)
- Risposte: 1) costruzione che blocca l'acqua per produrre energia o creare un lago artificiale · 2) il Monte Toc franò nel lago, l'acqua superò la diga e travolse i paesi · 3) una giornalista che aveva avvertito del pericolo prima della tragedia · 4) prendere sul serio chi studia la natura, non ignorare gli avvisi · 5) disegno libero.