← Torna alle schede Emergenza inclusiva — Secondaria II grado
Protezione Civile — Genzano di Roma

Emergenza inclusiva

Scheda fotocopiabile — Scuola Secondaria di Secondo Grado, volontari, famiglie, educatori · 14-19 anni e adulti
Destinatari: 14-19 anni, volontari, famiglie, educatori Durata: 60 min Modalità: classe + simulazione Discipline: Educazione civica, Scienze umane, Inclusione, Diritto
Messaggio chiave: la sicurezza deve valere per tutti. In emergenza alcune persone possono avere bisogni specifici: mobilità ridotta, disabilità sensoriale, difficoltà cognitive, dipendenza da farmaci o dispositivi, isolamento sociale. L'inclusione si prepara prima, non si improvvisa nel momento critico.

Aiutare bene non è agire al posto della persona: è chiedere, ascoltare, spiegare. Una buona pianificazione familiare e di comunità trasforma la prossimità in una risorsa concreta — vicini, scuola, servizi sociali, volontariato — nel rispetto della dignità e della privacy di ciascuno. La cornice è la Convenzione ONU CRPD ratificata dall'Italia (L. 18/2009) e il Sendai Framework che dedica un'attenzione specifica alle persone con disabilità.

📖 Glossario tecnico-giuridico

CRPD
Convention on the Rights of Persons with Disabilities (ONU, 2006). Ratificata dall'Italia con L. 18/2009. Art. 11: protezione delle persone con disabilità in situazioni di rischio.
PEAE
Piano Esodo Accessibile per Edifici. UNI/PdR 24:2016. Strumento per garantire l'evacuazione sicura di persone con disabilità motorie, sensoriali, cognitive.
Sendai Framework — Inclusione
UNDRR 2015-2030. Priority 4: "approccio inclusivo, accessibile e non discriminatorio" alla gestione del rischio. Leave no one behind.
Disability Inclusion in DRR
framework UNDRR: persone con disabilità sono 2-4× più colpite in disastri. Cause: barriere architettoniche, informazione non accessibile, mancata partecipazione alla pianificazione.
Comunicazione accessibile
multi-canale e multi-format: testo (LIS per non udenti), audio (per non vedenti), pittogrammi (per cognitive), italiano semplice (L2, plain language).
Universal Design
progettazione per cui un servizio/spazio è usabile da tutti, senza adattamenti speciali. Termine coniato da Ron Mace nel 1985; i 7 principi furono formalizzati nel 1997 da un gruppo di lavoro da lui guidato.
Ageismo / Abilismo
forme di discriminazione: ageismo verso anziani, abilismo verso persone con disabilità. Pregiudizi che riducono partecipazione e protezione.
Dignità del rischio
principio CRPD: le persone con disabilità hanno diritto di partecipare alle decisioni che le riguardano, anche quando potrebbero "sembrare" rischiose.

🎯 Obiettivi di apprendimento

✅ Comportamenti corretti

Chiedi

«Come posso aiutarti?» e ascolta la risposta. Non spostare una persona o un ausilio (carrozzina, deambulatore, bastone) senza consenso, salvo pericolo immediato.

Comunica

Frasi brevi, tono calmo, una indicazione alla volta. Se la persona non sente o non parla, usa gesti, scrittura o supporti visivi.

Prepara

Scheda personale: farmaci, allergie, contatti, medico curante, ausili, modalità di comunicazione, eventuale animale d'assistenza.

Rete

Vicini, familiari, scuola, servizi sociali e volontariato devono sapere in anticipo chi potrebbe aver bisogno di supporto, nel rispetto della privacy.

🗒️ Modello "Scheda bisogni essenziali"

Esempio di scheda personale (riprodurla a mano, senza dati sensibili reali in classe):

Nome e contattonome, indirizzo, numero di chi chiamare per primo
Bisogni di mobilitàcammino autonomo / con bastone / con carrozzina / non autonomo
Comunicazionevista, udito, lingua dei segni, comunicazione aumentativa, italiano L2
Farmaci essenzialinome, dosaggio, dove sono conservati (frigorifero?)
Allergiefarmaci, alimenti, latex, animali
Ausiliprotesi, carrozzina, ossigeno, dialisi, pacemaker, altro
Animale d'assistenzasì/no, nome, esigenze
Medico curantenome e numero
Persone di riferimento2 contatti familiari + 1 vicino di casa

✏️ Attività didattica

  1. Scheda bisogni essenziali (senza dati sensibili reali). Compilala per un personaggio inventato: cosa serve sapere per aiutare bene? Confronta con un compagno: quali campi mancano?
  2. Comunicazione chiara. Simula in coppia: dai 3 istruzioni semplici a una persona spaventata che non parla la tua lingua. Usa frasi brevi, gesti, supporti visivi. Poi invertite i ruoli.
  3. Verifica del percorso. Cammina dalla porta dell'aula all'uscita di sicurezza con uno sguardo critico: ci sono gradini, ostacoli, porte strette, segnali poco visibili? Annota tre miglioramenti possibili.

📋 Mini verifica

1. La cosa migliore è sempre spostare subito una persona con disabilità senza chiedere:

2. Un piano inclusivo deve essere:

3. Le istruzioni devono essere:

Soluzioni (capovolte — per il docente: gira il foglio)

Soluzioni: 1B, 2A, 3B.

🎯 Compito operativo

Entro 24 ore, ogni partecipante sceglie una sola azione concreta: compilare la scheda bisogni essenziali per sé o un familiare fragile, mappare un percorso casa–uscita con sguardo inclusivo, parlare con un vicino anziano per sapere come potrebbe aver bisogno di aiuto, verificare che il piano familiare consideri ogni persona della famiglia. L'obiettivo è trasformare la conoscenza in comportamento.

👩‍🏫 Promemoria per docenti, educatori e volontari

Approfondimenti per Genzano: Persone con necessità specifiche · Piano Familiare · Accessibilità · Numeri Utili.

📚 Fonti