← Torna alle schede Maremoto — Secondaria
Protezione Civile — Genzano di Roma

Maremoto: la fisica e i comportamenti

Scheda fotocopiabile — Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado · 11-19 anni
Destinatari: 11-19 anni, famiglie Durata: 45 min Discipline: Scienze, Geografia, Educazione civica
Messaggio chiave: un maremoto (tsunami) può arrivare in pochi minuti da un forte terremoto sulla costa o vicino ad essa. Chi riconosce i segnali naturali non aspetta un avviso ufficiale: si allontana subito dalla costa e sale a piedi in un punto alto.

Genzano di Roma non è un comune costiero, ma il litorale laziale è a mezz'ora d'auto e in vacanza tutti frequentiamo spiagge italiane o straniere. Il Mediterraneo è un mare sismicamente attivo: nell'ultimo millennio le coste italiane sono state colpite da decine di maremoti, alcuni distruttivi come quello dello Stretto di Messina del 1908. Capire come si genera il fenomeno e quali comportamenti adottare può salvare la vita.

🔬 Come si genera un maremoto

La fisica in tre passaggi

1. La causa
Quasi sempre un forte terremoto con epicentro sul fondale marino o vicino alla costa, che sposta verticalmente una grande massa d'acqua. Anche frane sottomarine o eruzioni vulcaniche costiere possono generarlo.
2. La propagazione
In mare aperto, dove il fondale è profondo (4.000-5.000 m), l'onda viaggia a 700-800 km/h — la velocità di un aereo di linea — ma è alta pochi centimetri e passa quasi inosservata (fonte: INGV — Centro Allerta Tsunami).
3. L'arrivo in costa
Vicino alla riva il fondale risale: la velocità dell'onda scende a 30-50 km/h, ma l'energia non sparisce — si trasforma in altezza. L'onda rallenta, si accorcia e cresce, fino a raggiungere la costa con forza distruttiva.

📡 Allerta naturale e allerta ufficiale

L'allerta più rapida è quella che percepisci tu stesso. Bastano una scossa forte sulla costa, il mare che si ritira all'improvviso oppure un rumore anomalo e crescente dal mare: uno solo di questi tre segnali basta per allontanarsi, senza aspettare altro.

A questa si affianca l'allerta ufficiale: il SiAM (Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti, gestito da INGV, ISPRA e Dipartimento della Protezione Civile) diffonde i messaggi di allerta anche tramite IT-alert ai telefoni presenti nelle zone costiere interessate. L'allerta naturale resta però la più veloce: un messaggio ufficiale può arrivare dopo che l'onda si è già formata.

✅ Cosa faccio

Mi allontano dalla costa, a piedi

Lascio subito spiaggia e lungomare e raggiungo un punto alto (collina, edificio solido a più piani). Non uso l'auto: le strade costiere si bloccano in pochi minuti.

Non vado a guardare

Non mi avvicino mai al mare per vedere o fotografare l'onda: a 30-50 km/h è molto più veloce di una persona che corre.

Resto in alto e ascolto i canali ufficiali

Dopo la prima onda possono arrivarne altre, anche più grandi, a distanza di minuti od ore. Torno solo quando Protezione Civile, Capitaneria di Porto o Comune comunicano il cessato allarme.

Aiuto chi è in difficoltà, senza fermarmi

Se posso, avviso chi mi è vicino (bambini, anziani, persone con disabilità) mentre mi allontano, senza mai tornare verso la zona pericolosa.

📞 I numeri da ricordare

📋 Mini verifica

1. In mare aperto, dove il fondale è profondo, l'onda di un maremoto:

2. Vicino alla costa, rispetto al mare aperto, un'onda di maremoto:

3. Se sei in spiaggia e il mare si ritira all'improvviso in modo insolito, cosa fai?

Soluzioni (capovolte — per il docente: gira il foglio)

Soluzioni: 1B, 2A, 3B.

🎯 Attività di approfondimento

Cerca la cronologia del terremoto e maremoto dello Stretto di Messina del 28 dicembre 1908 (scheda "Il terremoto di Messina" di questo catalogo) e individua: dove si è generato il maremoto, quanto tempo ha impiegato a raggiungere la costa, quali comportamenti avrebbero potuto salvare più vite con le conoscenze di oggi.

Approfondimenti sul nostro sito: Maremoto: cosa fare al mare · Rischio sismico · Numeri Utili · Piano Familiare.

📚 Fonti