Maremoto: la fisica e i comportamenti
Genzano di Roma non è un comune costiero, ma il litorale laziale è a mezz'ora d'auto e in vacanza tutti frequentiamo spiagge italiane o straniere. Il Mediterraneo è un mare sismicamente attivo: nell'ultimo millennio le coste italiane sono state colpite da decine di maremoti, alcuni distruttivi come quello dello Stretto di Messina del 1908. Capire come si genera il fenomeno e quali comportamenti adottare può salvare la vita.
🔬 Come si genera un maremoto
La fisica in tre passaggi
- 1. La causa
- Quasi sempre un forte terremoto con epicentro sul fondale marino o vicino alla costa, che sposta verticalmente una grande massa d'acqua. Anche frane sottomarine o eruzioni vulcaniche costiere possono generarlo.
- 2. La propagazione
- In mare aperto, dove il fondale è profondo (4.000-5.000 m), l'onda viaggia a 700-800 km/h — la velocità di un aereo di linea — ma è alta pochi centimetri e passa quasi inosservata (fonte: INGV — Centro Allerta Tsunami).
- 3. L'arrivo in costa
- Vicino alla riva il fondale risale: la velocità dell'onda scende a 30-50 km/h, ma l'energia non sparisce — si trasforma in altezza. L'onda rallenta, si accorcia e cresce, fino a raggiungere la costa con forza distruttiva.
📡 Allerta naturale e allerta ufficiale
L'allerta più rapida è quella che percepisci tu stesso. Bastano una scossa forte sulla costa, il mare che si ritira all'improvviso oppure un rumore anomalo e crescente dal mare: uno solo di questi tre segnali basta per allontanarsi, senza aspettare altro.
A questa si affianca l'allerta ufficiale: il SiAM (Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti, gestito da INGV, ISPRA e Dipartimento della Protezione Civile) diffonde i messaggi di allerta anche tramite IT-alert ai telefoni presenti nelle zone costiere interessate. L'allerta naturale resta però la più veloce: un messaggio ufficiale può arrivare dopo che l'onda si è già formata.
✅ Cosa faccio
Mi allontano dalla costa, a piedi
Lascio subito spiaggia e lungomare e raggiungo un punto alto (collina, edificio solido a più piani). Non uso l'auto: le strade costiere si bloccano in pochi minuti.
Non vado a guardare
Non mi avvicino mai al mare per vedere o fotografare l'onda: a 30-50 km/h è molto più veloce di una persona che corre.
Resto in alto e ascolto i canali ufficiali
Dopo la prima onda possono arrivarne altre, anche più grandi, a distanza di minuti od ore. Torno solo quando Protezione Civile, Capitaneria di Porto o Comune comunicano il cessato allarme.
Aiuto chi è in difficoltà, senza fermarmi
Se posso, avviso chi mi è vicino (bambini, anziani, persone con disabilità) mentre mi allontano, senza mai tornare verso la zona pericolosa.
📞 I numeri da ricordare
- 112 — Numero Unico di Emergenza: per feriti, dispersi o pericolo immediato.
- 1530 — Guardia Costiera: per le emergenze in mare.
📋 Mini verifica
1. In mare aperto, dove il fondale è profondo, l'onda di un maremoto:
- A) È altissima e visibile da subito
- B) È veloce ma alta pochi centimetri, quasi impercettibile
- C) Non si muove finché non arriva in costa
2. Vicino alla costa, rispetto al mare aperto, un'onda di maremoto:
- A) Rallenta e cresce in altezza
- B) Accelera e si abbassa
- C) Scompare
3. Se sei in spiaggia e il mare si ritira all'improvviso in modo insolito, cosa fai?
- A) Vado a vedere cosa c'è scoperto sulla sabbia
- B) Mi allontano subito dalla costa verso un punto alto, a piedi
- C) Aspetto un messaggio ufficiale prima di muovermi
Soluzioni: 1B, 2A, 3B.
🎯 Attività di approfondimento
Cerca la cronologia del terremoto e maremoto dello Stretto di Messina del 28 dicembre 1908 (scheda "Il terremoto di Messina" di questo catalogo) e individua: dove si è generato il maremoto, quanto tempo ha impiegato a raggiungere la costa, quali comportamenti avrebbero potuto salvare più vite con le conoscenze di oggi.
📚 Fonti
- INGV — Centro Allerta Tsunami (CAT): dinamica e velocità di propagazione dei maremoti (cat.ingv.it).
- Dipartimento della Protezione Civile — campagna «Io non rischio» maremoto (rischi.protezionecivile.gov.it).
- ISPRA — monitoraggio del livello del mare (isprambiente.gov.it).