Questa checklist aiuta i docenti a usare i materiali didattici del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Genzano di Roma in modo semplice, ordinato e adatto all’età degli alunni.

È utile per lezioni in classe, incontri con i volontari, educazione civica, esercitazioni, compiti a casa e percorsi interdisciplinari. Non sostituisce il Piano di emergenza della scuola, le procedure interne dell’istituto, le indicazioni del dirigente scolastico, del RSPP o delle autorità competenti.

Obiettivo: parlare di rischio senza spaventare. La paura va trasformata in conoscenza, preparazione e comportamenti corretti.

Prima della lezione

Scegli un solo obiettivo chiaro. Evita di spiegare tutto in una sola ora.

Domande guida:

  • Qual è l’età degli alunni?
  • Quale rischio vuoi affrontare?
  • Userai una scheda, un gioco, una simulazione o una discussione?
  • Sono presenti alunni con BES, disabilità, italiano L2, ansia elevata o esperienze personali legate a emergenze?
  • La lezione è collegata al Piano di emergenza della scuola o a una prova di evacuazione?

Materiali utili:

Linguaggio adatto all’età

Infanzia, 3-6 anni

  • Usa storie, disegni, giochi, pupazzi e rituali semplici.
  • Evita immagini reali di disastri.
  • Presenta il comportamento corretto come una regola di gioco.
  • Ripeti poche parole chiave: 112, adulto, punto sicuro, calma.

Primaria, 6-11 anni

  • Collega ogni concetto a un’azione pratica.
  • Usa mappe semplici, disegni, schede e domande guidate.
  • Spiega che l’emergenza si affronta insieme: famiglia, scuola, Comune, volontari e 112.
  • Evita prove a sorpresa o simulazioni troppo realistiche.

Secondaria di primo grado, 11-14 anni

  • Introduci bollettini, fonti ufficiali, notizie false e ruolo dei social.
  • Usa casi concreti, ma non sensazionalistici.
  • Chiarisci la differenza tra rischio, pericolo, allerta ed emergenza.

Secondaria di secondo grado, 14-19 anni

  • Puoi introdurre normativa, comunicazione di crisi, formazione scuola-lavoro (ex PCTO), sicurezza nei luoghi di lavoro e cittadinanza attiva.
  • Usa compiti di realtà: messaggi di allerta, analisi di notizie false, mini-campagne informative.

Durante la lezione

Una struttura semplice:

  1. Aggancio iniziale — una domanda, una storia, una foto non traumatica.
  2. Concetto chiave — una sola idea spiegata bene.
  3. Azione pratica — cosa deve fare l’alunno, la classe o la famiglia.
  4. Attività — scheda, gioco, mappa, simulazione guidata o discussione.
  5. Riepilogo finale — tre cose da ricordare.

Esempio sul 112:

  • quando si chiama;
  • cosa si dice: dove sono, cosa è successo, quante persone sono coinvolte, se ci sono feriti;
  • cosa non si fa: scherzi telefonici, chiamate inutili, informazioni inventate;
  • simulazione guidata con ruoli.

Cosa evitare

  • Non usare video scioccanti o immagini di vittime.
  • Non trasformare la lezione in una prova di coraggio.
  • Non dire “non succederà mai” o “è tutto sicuro al 100%”.
  • Non fare simulazioni improvvise senza avvisare scuola e classe.
  • Non chiedere agli alunni di raccontare esperienze dolorose davanti a tutti.
  • Non valutare la paura come errore.
  • Non sostituire le procedure della scuola con indicazioni generiche.

Inclusione e bisogni educativi

I materiali devono funzionare per tutta la classe.

Accorgimenti utili:

  • usa frasi brevi e parole concrete;
  • affianca testo, immagini e gesti;
  • leggi ad alta voce le consegne;
  • lascia più tempo a chi ne ha bisogno;
  • usa pittogrammi, mappe e schemi;
  • prevedi lavoro a coppie o piccolo gruppo;
  • consenti risposte orali, disegni o scelta multipla;
  • per alunni non italofoni, usa parole chiave e frasi essenziali.

Materiali collegati:

Collegamento con la famiglia

La lezione diventa più efficace se continua a casa.

Attività semplici:

  • salvare il 112 e i numeri familiari importanti;
  • scegliere un punto di ritrovo familiare;
  • controllare documenti, farmaci abituali e torcia;
  • preparare o aggiornare il kit familiare;
  • parlare degli animali domestici in caso di evacuazione;
  • leggere insieme la guida Cosa fare in caso di emergenza.

Per i genitori è disponibile anche la pagina In famiglia dopo la lezione.

Valutazione

La valutazione non deve premiare chi “non ha paura”, ma chi comprende e applica comportamenti corretti.

Indicatori utili:

  • riconosce il numero 112 e sa quando usarlo;
  • distingue una fonte ufficiale da una non verificata;
  • conosce almeno due comportamenti corretti per il rischio studiato;
  • partecipa in modo responsabile;
  • sa spiegare alla famiglia una regola di autoprotezione;
  • rispetta le procedure della scuola durante prove ed esercitazioni.

La prova di evacuazione è una procedura di sicurezza: non va trasformata in gara o valutazione individuale del coraggio.

Se intervengono i volontari

Prima dell’incontro:

  • concorda obiettivi, età, durata e spazi;
  • informa dirigente scolastico e referenti interni;
  • verifica eventuali necessità di inclusione;
  • evita sorprese operative non concordate;
  • chiarisci se saranno mostrati mezzi, DPI, radio o materiali.

Durante l’incontro:

  • il docente resta il riferimento educativo della classe;
  • il volontario porta esperienza pratica e testimonianza;
  • le domande degli alunni vanno accolte senza aumentare paura o allarmismo;
  • le attività pratiche devono essere semplici, sicure e adatte all’età.

Modello rapido da 60 minuti

TempoAttività
0-5 minDomanda iniziale: “Cosa faccio se succede…?”
5-15 minSpiegazione breve del rischio o del comportamento
15-30 minScheda, gioco o simulazione guidata
30-45 minDiscussione in piccoli gruppi
45-55 minTre regole da ricordare
55-60 minCompito per casa o messaggio alla famiglia

Tre frasi da lasciare agli alunni

  • “Prepararsi non significa avere paura: significa sapere cosa fare.”
  • “In emergenza seguo gli adulti responsabili e le fonti ufficiali.”
  • “Il 112 si chiama solo quando c’è un’emergenza vera.”

Contatti

Per organizzare un incontro o proporre un’attività nelle scuole del territorio scrivi a segreteria@protezionecivilegenzano.it.

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