C’è una differenza profonda fra gestire i disastri e gestire il rischio di disastri. La prima è una risposta agli eventi quando accadono; la seconda è un lavoro continuo per fare in modo che, quando l’evento accade, produca meno danni. Questo spostamento di prospettiva — dalla risposta alla riduzione del rischio — è la grande conquista culturale della protezione civile contemporanea, ed è codificato a livello mondiale nel Quadro di Sendai.

4.6 Dalla risposta alla riduzione del rischio

La riduzione del rischio di disastri (in inglese Disaster Risk Reduction, DRR) è l’insieme delle politiche e delle azioni volte a prevenire nuovi rischi, ridurre quelli esistenti e rafforzare la resilienza. Non è un’attività di emergenza: è un lavoro ordinario, quotidiano, che agisce sui fattori del rischio — la vulnerabilità e l’esposizione della formula R = P × V × E — prima che l’evento si presenti. L’organismo delle Nazioni Unite che la promuove è l’UNDRR (United Nations Office for Disaster Risk Reduction).

Questo approccio rovescia una mentalità antica: il disastro non è una fatalità che «capita», ma il risultato dell’incontro fra un evento naturale e una società impreparata. Ridurre il rischio significa lavorare su ciò che dipende da noi.

4.7 Il Quadro di Sendai 2015-2030

Il Quadro di Sendai per la riduzione del rischio di disastri 2015-2030 (Sendai Framework for Disaster Risk Reduction) è stato adottato il 18 marzo 2015 alla Terza Conferenza mondiale delle Nazioni Unite, a Sendai, in Giappone. Succede al precedente Quadro di Azione di Hyogo 2005-2015 e fa parte, insieme all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e all’Accordo di Parigi sul clima, della grande architettura di accordi globali del 2015.

Sendai fissa quattro priorità d’azione:

  1. comprendere il rischio di disastri — conoscenza, dati, valutazione, educazione (è la base di tutto: non si riduce ciò che non si conosce);
  2. rafforzare la governance del rischio — istituzioni, norme, coordinamento a tutti i livelli;
  3. investire nella riduzione del rischio per la resilienza — risorse strutturali e non strutturali per ridurre vulnerabilità ed esposizione;
  4. migliorare la preparazione per una risposta efficace e per «ricostruire meglio» (Build Back Better) nella fase di recupero.
«Ricostruire meglio» non è uno slogan
Il principio del Build Back Better — ricostruire meglio — afferma che la fase di ricostruzione dopo un disastro non deve riportare il territorio com’era, cioè vulnerabile come prima, ma coglierla come occasione per ridurre il rischio futuro: edifici più sicuri, infrastrutture più resilienti, scelte urbanistiche più consapevoli. È il punto dove la riduzione del rischio (questa parte) e il «dopo l’evento» (Parte X) si saldano.

4.8 I sette target globali

Sendai stabilisce sette target globali misurabili, da raggiungere entro il 2030, per dare concretezza alle priorità. In sintesi, mirano a ridurre:

  • la mortalità da disastri;
  • il numero di persone colpite;
  • le perdite economiche dirette in rapporto al PIL;
  • i danni alle infrastrutture critiche e l’interruzione dei servizi essenziali (scuole, ospedali);

e ad aumentare:

  • il numero di Paesi con strategie di riduzione del rischio nazionali e locali;
  • la cooperazione internazionale verso i Paesi in via di sviluppo;
  • la disponibilità e l’accesso ai sistemi di allerta precoce (early warning) e all’informazione sul rischio.

L’enfasi sui due ultimi target — strategie locali e allerta precoce — spiega perché un Gruppo comunale di volontariato, che fa informazione e prevenzione sul proprio territorio, è parte integrante di un obiettivo globale.

4.9 Sendai e l’ordinamento italiano

L’Italia ha allineato la propria normativa a questa filosofia: il Codice della protezione civile (d.lgs. 1/2018) pone la previsione e la prevenzione fra le attività fondamentali del Servizio nazionale (artt. 2, 16-22, commentati nella Parte II), recependo lo spirito di Sendai — l’idea che il rischio si governa prima, non solo durante. La comunicazione e l’informazione alla popolazione (art. 2, comma 4, lettera e del Codice), che è la missione educativa del nostro Gruppo, realizza in concreto la prima priorità di Sendai: comprendere il rischio.

Fonti

  1. UNDRR — United Nations Office for Disaster Risk ReductionSendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030, adottato il 18 marzo 2015.
  2. Quadro di Azione di Hyogo 2005-2015 (predecessore).
  3. Nazioni Unite — Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; Accordo di Parigi sul clima (2015).
  4. Codice della protezione civile, decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, artt. 2 e 16-22 — Normattiva.