Il maremoto — o tsunami, termine giapponese ormai universale — è una serie di onde marine generate dallo spostamento improvviso di grandi masse d’acqua. Non è un fenomeno solo del Pacifico: il Mediterraneo è un mare sismico, e l’Italia ha conosciuto maremoti distruttivi, primo fra tutti quello che accompagnò il terremoto di Messina del 1908. Genzano è un Comune dell’entroterra e non è direttamente esposto; il rischio riguarda le coste italiane, e il manuale lo tratta come parte del catalogo nazionale.
7.6.1 Come nasce un maremoto
La causa più frequente è un forte terremoto sottomarino che solleva o abbassa di colpo il fondale, mettendo in movimento l’intera colonna d’acqua sovrastante. Altre cause possibili sono le frane sottomarine o costiere e le eruzioni vulcaniche. Al largo l’onda è bassa e velocissima; avvicinandosi alla costa rallenta, si accorcia e cresce in altezza, fino a inondare la fascia litoranea. Nel Mediterraneo, dove le sorgenti sismiche sono vicine alle coste, i tempi di arrivo possono essere di pochi minuti: è la ragione per cui i segnali naturali contano quanto l’allerta ufficiale.
7.6.2 Il Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti (SiAM)
L’Italia si è dotata di un sistema strutturato di allertamento, istituito dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 febbraio 2017: il SiAM (Sistema d’Allertamento nazionale per i Maremoti generati da terremoti). Vi concorrono tre soggetti:
- il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV, che sorveglia la sismicità del Mediterraneo e stima in pochi minuti se un terremoto può aver generato un maremoto;
- l’ISPRA, per la rete mareografica che conferma l’onda;
- il Dipartimento della Protezione Civile, che dirama i messaggi di allerta e coordina la risposta.
L’allerta prevede due livelli — arancione (onde di intensità moderata) e rosso (onde di forte intensità) — diramati alle strutture territoriali. Il CAT-INGV è parte del sistema internazionale di allerta dell’area Nord-Est Atlantico e Mediterraneo (NEAMTWS) coordinato dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO.
7.6.3 La pianificazione costiera
Per i Comuni costieri esposti, la pianificazione di emergenza prevede la mappatura delle aree di inondazione, la segnaletica delle vie di fuga verso l’alto e le esercitazioni con la popolazione. La campagna Io non rischio dedica al maremoto un suo modulo di autoprotezione. Le indicazioni operative sono nella scheda Rischio maremoto.
Fonti
- Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 febbraio 2017 — istituzione del Sistema d’Allertamento nazionale per i Maremoti (SiAM).
- INGV — Centro Allerta Tsunami (CAT): sorveglianza sismica e messaggistica di allerta maremoto.
- ISPRA — Rete Mareografica Nazionale.
- Dipartimento della Protezione Civile — diramazione delle allerte e pianificazione; campagna Io non rischio (maremoto).
- IOC-UNESCO — NEAMTWS — sistema di allerta tsunami per Atlantico nord-orientale e Mediterraneo.
- Codice della protezione civile, d.lgs. 1/2018, art. 16 — Normattiva.
