Il rischio sanitario entra nel campo della protezione civile quando un evento di natura sanitaria supera la capacità di risposta ordinaria del sistema delle cure e richiede un coordinamento straordinario. Comprende due famiglie distinte: le maxiemergenze sanitarie (molti feriti in poco tempo) e le emergenze di sanità pubblica (epidemie e pandemie). La pandemia di COVID-19 ha mostrato, su scala mai vista, quanto questo rischio sia reale e quanto il confine fra sanità e protezione civile sia poroso.
7.7.1 Le maxiemergenze sanitarie
Una maxiemergenza sanitaria è un evento — un grave incidente, un crollo, un attentato, un disastro naturale — che produce in breve tempo un numero di feriti superiore alle risorse immediatamente disponibili. La risposta non è “più ambulanze”, ma una organizzazione diversa del soccorso:
- il triage, cioè la selezione dei pazienti per priorità di trattamento, per fare il massimo bene al maggior numero di persone con le risorse disponibili;
- la catena di soccorso sanitario sul luogo: dal Posto Medico Avanzato (PMA) all’evacuazione verso gli ospedali, coordinata dai sistemi di emergenza-urgenza (118 / numero unico) e, nel Lazio, dall’ARES 118.
In questo scenario il volontariato di protezione civile opera a supporto delle strutture sanitarie e dei loro operatori, mai in loro sostituzione (Parte XIV e la regola operativa del manuale).
7.7.2 Le emergenze di sanità pubblica: epidemie e pandemie
Un’epidemia è la diffusione rapida di una malattia in una popolazione; quando travalica i confini e si diffonde su scala mondiale diventa una pandemia. La difesa si fonda sulla sorveglianza e sulla preparazione:
- l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è l’organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale per la sorveglianza epidemiologica;
- il Ministero della Salute coordina la risposta nazionale e i piani pandemici;
- sul piano internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) applica il Regolamento Sanitario Internazionale (2005) e può dichiarare un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC); il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) sorveglia il quadro europeo.
Lo strumento nazionale di preparazione è oggi il Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029, approvato con Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni del 30 aprile 2026 (Rep. atti n. 50/CSR) e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2026 (Supplemento Ordinario n. 25). Rispetto al precedente piano pandemico influenzale (PanFlu 2021-2023), esso segna un cambio di impianto: adotta un approccio multi-patogeno — non più circoscritto alla sola influenza, ma esteso a tutti i patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico — e una durata quinquennale, con un metodo flessibile adattabile a scenari epidemiologici diversi per trasmissibilità, gravità e impatto sui servizi sanitari. Le Regioni e le Province autonome sono tenute a recepirlo con proprio atto entro novanta giorni.
7.7.3 Prevenzione: preparazione e «One Health»
La prevenzione del rischio sanitario è soprattutto preparazione: piani pandemici aggiornati, scorte di dispositivi, esercitazioni, formazione del personale, sistemi informativi di sorveglianza. Il Piano 2025-2029 traduce questa impostazione in linee operative concrete — rafforzamento dei dipartimenti di prevenzione e dei laboratori, sistema integrato di sorveglianza dei patogeni respiratori, allerta rapida e comunicazione del rischio proporzionata agli scenari — sostenute da un finanziamento pluriennale dedicato. Si afferma inoltre l’approccio «One Health», che lega la salute umana a quella animale e dell’ambiente — riconoscendo che molte malattie emergenti hanno origine nel rapporto fra uomo, fauna ed ecosistemi alterati, anche dal cambiamento climatico. Per le persone fragili nelle emergenze, anche sanitarie, si veda la scheda Persone con necessità specifiche.
Fonti
- Ministero della Salute — coordinamento delle emergenze di sanità pubblica e piani pandemici.
- Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2025-2029 — Accordo Stato-Regioni del 30 aprile 2026 (Rep. atti n. 50/CSR), Gazzetta Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2026, S.O. n. 25 — testo in Gazzetta Ufficiale.
- Istituto Superiore di Sanità (ISS) — sorveglianza epidemiologica.
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) — Regolamento Sanitario Internazionale (2005); ECDC per il quadro europeo.
- Dichiarazione dello stato di emergenza per il rischio sanitario COVID-19, deliberazione del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020.
- ARES 118 / sistema di emergenza-urgenza — soccorso sanitario e maxiemergenze.
- Codice della protezione civile, d.lgs. 1/2018, art. 7 (tipologia degli eventi) e art. 16 — Normattiva.
