La pianificazione è la forma più alta della prevenzione non strutturale: decidere prima, a freddo, chi fa cosa quando succederà qualcosa. Un’emergenza ben gestita è quasi sempre un’emergenza che era stata pianificata.
8.1 Il piano di emergenza
L’articolo 18 del Codice (commentato nella Parte II) definisce la pianificazione come l’attività che, partendo dagli scenari di rischio, fissa il modello di intervento, il raccordo con l’allertamento e i flussi di comunicazione. A livello comunale, il prodotto è il Piano di Emergenza Comunale: stabilisce dove sono le aree sicure, come si avvisa la popolazione, chi attiva il Centro Operativo Comunale, quali risorse sono disponibili.
8.2 Le aree di emergenza
Ogni piano comunale individua tre tipi di aree, da non confondere:
- le aree di attesa — luoghi sicuri all’aperto dove la popolazione si raduna subito dopo l’evento, viene censita e riceve le prime informazioni;
- le aree di accoglienza (o ricovero) — strutture dove ospitare chi non può rientrare in casa;
- le aree di ammassamento — spazi dove concentrare soccorritori, mezzi e risorse in arrivo.
Per Genzano, le aree e la cartografia sono nel Piano di Emergenza Comunale e nella pagina Aree di attesa. Conoscere in anticipo la propria area di attesa è una misura di autoprotezione semplice e potente.
8.3 Le telecomunicazioni in emergenza
Quando un evento grave colpisce il territorio, le reti ordinarie — telefonia, internet — possono saturarsi o cadere. Per questo la protezione civile mantiene reti di comunicazione indipendenti e ridondanti:
- la rete radio del sistema di protezione civile, erede della rete nazionale voluta da Giuseppe Zamberletti, che collega i centri di coordinamento anche quando tutto il resto si interrompe;
- il volontariato dei radioamatori, che concorre alle comunicazioni di emergenza;
- IT-alert, il sistema nazionale di allarme pubblico del Dipartimento, che invia messaggi ai telefoni cellulari presenti in una determinata area per allertare la popolazione in caso di gravi emergenze imminenti o in corso.
La capacità di comunicare è una funzione di supporto a sé (Parte V): senza comunicazioni, il coordinamento si spezza.
8.4 Cartografia, GIS e telerilevamento
La conoscenza del territorio si fonda su strumenti tecnici: la cartografia di rischio, i sistemi informativi geografici (GIS) che sovrappongono dati su mappe, il telerilevamento da satellite e da drone per osservare le aree colpite e stimare i danni. Il programma europeo Copernicus e il suo servizio di mappatura rapida delle emergenze (Copernicus EMS) forniscono mappe satellitari nelle ore successive a un grande evento. Sul sito, questi strumenti sono accessibili dalla Cartografia e dal Cruscotto del territorio.
Fonti
- Codice della protezione civile, decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, artt. 17, 18 — Normattiva.
- Dipartimento della Protezione Civile — Metodo Augustus (pianificazione); IT-alert (sistema di allarme pubblico); aree di emergenza.
- Copernicus Emergency Management Service (Unione europea) per la mappatura satellitare delle emergenze.
