Genzano di Roma non è un comune costiero, ma il litorale laziale è a circa mezz’ora di auto e d’estate molti cittadini lo frequentano ogni settimana. Il maremoto (tsunami) è raro nel Mediterraneo, ma possibile: sapere cosa fare prima di trovarsi sulla spiaggia può salvare la vita. Le regole di questa pagina valgono su qualsiasi costa, in Italia e all’estero.
Se c'è un pericolo immediato per le persone — incendio, crollo, allagamento, persona ferita — chiama subito il 112, il numero unico di emergenza. Questa pagina serve a prepararsi prima: non sostituisce la chiamata di soccorso.
Hai poca rete? Le informazioni essenziali sono nella pagina Emergenza, leggera e veloce.
Perché è rilevante anche per noi
Il Mediterraneo è un mare sismicamente attivo: negli ultimi mille anni le coste italiane sono state colpite da varie decine di maremoti, alcuni distruttivi (Messina 1908, Stromboli 2002). Le coste del Lazio sono considerate a pericolosità più bassa rispetto al Sud Italia, ma non a pericolosità zero: un forte terremoto nel Tirreno o nel Mediterraneo occidentale può generare onde che raggiungono anche il nostro litorale.
Per chi vive ai Castelli Romani il rischio non riguarda la casa, ma le abitudini: spiagge di Anzio, Nettuno, Torvaianica e Ostia d’estate, vacanze sulle coste del Sud Italia o all’estero. Per la spiegazione scientifica del fenomeno leggi la pagina materia Il rischio da maremoto nel Mediterraneo.

Segnali da riconoscere
L’allerta più rapida è quella naturale, che percepisci tu stesso:
- Terremoto forte o lungo mentre sei sulla costa: è il segnale principale.
- Ritiro improvviso del mare, che lascia in secco un tratto insolitamente ampio di spiaggia o porto.
- Rumore anomalo e crescente proveniente dal mare, simile a un treno.
A questi si aggiunge l’allerta ufficiale: il SiAM (Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti, gestito da INGV, ISPRA e Dipartimento della Protezione Civile) diffonde i messaggi di allerta, anche tramite IT-alert sui telefoni presenti nelle zone costiere interessate.
Cosa fare PRIMA
- Quando arrivi in spiaggia, individua i percorsi di allontanamento e i punti alti raggiungibili a piedi (edifici solidi a più piani, vie in salita, colline).
- Osserva la segnaletica sul rischio maremoto presente in molti comuni costieri (cartelli con onda stilizzata e frecce di evacuazione).
- Tieni il telefono carico e non disattivare IT-alert.
- Spiega ai bambini la regola d’oro: se la terra trema o il mare si ritira, ci si allontana subito dall’acqua, senza aspettare i genitori che raccolgono gli ombrelloni.
Cosa fare DURANTE
- Allontanati subito dalla spiaggia a piedi e raggiungi un punto alto: non aspettare un messaggio ufficiale, i minuti contano.
- Se non puoi allontanarti, sali ai piani alti di un edificio solido in cemento armato.
- Non scendere verso il mare per guardare l’onda o fotografarla.
- Evita l’auto se non indispensabile: le strade costiere si bloccano rapidamente.
- Aiuta chi è in difficoltà (bambini, anziani, persone con disabilità) solo se puoi farlo senza fermarti nella zona pericolosa.
Cosa fare DOPO
- Resta nel punto alto finché le autorità non comunicano il cessato allarme: le onde possono susseguirsi per ore e la prima può non essere la più grande.
- Segui solo i canali ufficiali: Protezione Civile, Capitaneria di Porto, Comune costiero.
- Se ci sono feriti o dispersi chiama il 112. Per le emergenze in mare il numero della Guardia Costiera è il 1530.
- Non toccare cavi elettrici, serbatoi o detriti instabili portati dall’acqua.
- Non aspettare la conferma ufficiale se hai percepito i segnali naturali: allontanati subito.
- Non andare verso il mare per curiosità, per fotografare o per recuperare oggetti.
- Non rientrare in spiaggia dopo la prima onda: possono arrivarne altre più grandi.
- Non intasare le linee telefoniche con chiamate non urgenti: servono ai soccorsi.
Fonti e approfondimenti
Sul nostro sito
- Approfondisci la materia: Il rischio da maremoto nel Mediterraneo — come si genera e come funziona il SiAM.
- Rischio sismico: cosa fare — i terremoti sono la prima causa dei maremoti.
- Tōhoku-Fukushima 2011: quando un maremoto innesca emergenze multiple.
- IT-alert: il sistema di allarme pubblico.
Fonti istituzionali
- Dipartimento della Protezione Civile — Rischio maremoto — comportamenti di autoprotezione e campagna “Io non rischio — maremoto”.
- INGV — Centro Allerta Tsunami (CAT) — sorveglianza dei terremoti tsunamigenici nel Mediterraneo.
- ISPRA — monitoraggio del livello del mare.
Chi chiamare
| Situazione | Numero |
|---|---|
| Vita in pericolo (ferito grave, persona dispersa, incendio attivo, esplosione, evento in corso) | 112 Numero Unico Emergenze (NUE) |
| Pericolo concreto (albero pericolante, smottamento, allagamento di strade, tetto a rischio crollo) | 112 Smista a Vigili del Fuoco / Polizia Locale |
| Segnalazione non urgente (informazione, evento previsto, situazione da monitorare) | 803 555 Sala Operativa PC Lazio |
Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma non può essere attivato direttamente dai cittadini. In caso di emergenza chiama il 112: saranno le autorità competenti (Comune, Centro Funzionale Lazio, Prefettura) ad allertare e attivare le nostre squadre.
