Il Vulcano Laziale dei Colli Albani è quiescente, non spento. Secondo l’INGV e il CNR, la sua ultima fase eruttiva risale a circa 36.000 anni fa. Il sistema è tuttora monitorato: mostra sismicità di bassa magnitudo, deformazioni del suolo ed emissioni di gas in aree localizzate.
Questa pagina descrive i fenomeni concreti che il cittadino può incontrare — in particolare le emissioni di anidride carbonica (CO₂) — e cosa fare.
Se c'è un pericolo immediato per le persone — incendio, crollo, allagamento, persona ferita — chiama subito il 112, il numero unico di emergenza. Questa pagina serve a prepararsi prima: non sostituisce la chiamata di soccorso.
Hai poca rete? Le informazioni essenziali sono nella pagina Emergenza, leggera e veloce.
Perché è rilevante sul nostro territorio
Il Vulcano Laziale ha una storia eruttiva di oltre 600.000 anni. Le sue eruzioni hanno costruito tutto il paesaggio dei Castelli Romani: i rilievi del Tuscolano-Artemisio, le caldere di Albano e Nemi (oggi laghi), la Faete, i banchi di tufo su cui sorgono Genzano, Ariccia, Velletri.
Il sistema è classificato dall’INGV come:
- Quiescente — non in eruzione, ma con attività residua.
- Monitorato — sismicità, deformazioni del suolo (gravimetria, GPS), gas vulcanici.
- A bassa probabilità di ripresa eruttiva nel breve-medio termine, secondo gli scenari scientifici disponibili.
I fenomeni che il cittadino può effettivamente incontrare oggi sono due:
- Sismicità di bassa magnitudo — scosse di origine vulcano-tettonica, generalmente M < 3.0, spesso non avvertite dalla popolazione. Per i comportamenti da tenere si rimanda alla pagina Rischio Sismico (Genzano è in zona sismica 2B).
- Emissioni naturali di CO₂ — in aree localizzate del territorio dei Castelli Romani sono note emanazioni di anidride carbonica dal sottosuolo, fenomeno chiamato degassamento. È una manifestazione comune nei sistemi vulcanici quiescenti.
Riferimenti scientifici di base: INGV — Osservatorio Vesuviano e Sezione di Roma 1; CNR-IGAG (Geologia Ambientale e Geoingegneria); ISPRA. Le mappe ufficiali della pericolosità vulcanica nazionale e i bollettini di sorveglianza si consultano sui portali istituzionali (vedi sezione “Fonti” in fondo alla pagina).
Le emissioni di CO₂ — il fenomeno principale di interesse pratico
L’anidride carbonica (CO₂) è un gas incolore, inodore, più pesante dell’aria. In concentrazioni elevate è pericolosa perché soffoca, sostituendo l’ossigeno respirabile. Negli spazi confinati o nelle depressioni del terreno (cantine, pozzi, scantinati, fossi, dossi naturali) la CO₂ può accumularsi a livelli letali per esseri umani e animali, anche se l’aria all’aperto immediatamente sopra è respirabile.
Aree note di emissione nel territorio dei Castelli Romani (riferimento storico-scientifico, non esaustivo): Cava dei Selci a Marino, Solforata di Pomezia, alcune aree minori vicino al Lago Albano e al Lago di Nemi. La presenza di emissioni in luoghi specifici è oggetto di studio continuo da parte di INGV e dell’ARPA Lazio.
Genzano di Roma non è in un’area di emanazione documentata di rilievo abitativo, ma il principio di prevenzione vale comunque sull’intero territorio dei Castelli per cantine, pozzi, scantinati, fossi profondi.
Segnali e situazioni tipiche
Riconoscere un’area di accumulo di CO₂
- Animali morti o malati (uccelli, piccoli mammiferi, insetti) in una stessa area depressa, senza causa apparente.
- Vegetazione anomala — piante secche o arrese in piccole “macchie” dentro vegetazione altrimenti rigogliosa.
- Sensazione di mancanza d’aria, capogiro, mal di testa improvviso entrando in cantine, scantinati, pozzi, fossi: è il segnale che il livello di ossigeno è basso.
- Bolle nell’acqua di sorgenti, pozze, piccole sorgenti: non è sempre indice di gas vulcanici, ma in zona vulcanica va segnalato all’autorità.
Dove la CO₂ tende ad accumularsi
- Cantine non ventilate.
- Scantinati e seminterrati.
- Pozzi.
- Fossi profondi e depressioni del terreno.
- Locali tecnici interrati, vespai, intercapedini.
L’aria all’aperto, ventilata, non è un problema: il pericolo è confinato.
🎒 Kit consigliato per questo rischio: il Kit “Vai” per un’eventuale evacuazione preventiva e il Kit “Casa 72 ore” per restare autonomi se la situazione lo richiede. Per il controllo periodico stampa la Checklist A4 da frigorifero.
Cosa fare PRIMA
- Conosci il tuo territorio: se vivi o lavori vicino a Cava dei Selci, Solforata di Pomezia o aree note, informati presso il Comune e l’ARPA Lazio.
- Areare cantine, scantinati e seminterrati prima di entrarci dopo periodi di chiusura prolungata. Non entrare in spazi sigillati senza aerare prima.
- Non entrare mai in pozzi senza autorizzazione e senza personale specializzato con ossimetro. Le morti in pozzo sono spesso da CO₂, non da affogamento.
- Mantieni ben ventilate le caldaie, gli scaldabagni a gas e gli ambienti dove si bruciano combustibili: la CO₂ di origine antropica si somma a qualsiasi residuo geologico.
- Segna nel piano familiare la presenza di scantinati o cantine e tieni il 112 sempre a portata.
- Se hai bambini piccoli o animali domestici: tieni sempre chiuse le cantine non aerate.
Cosa fare DURANTE — sospetto di accumulo di CO₂
Se entrando in uno spazio confinato senti mancanza d’aria, capogiro, nausea, mal di testa improvviso, oppure trovi un animale morto o una persona priva di sensi:
- Esci immediatamente all’aria aperta. Non tornare indietro a “controllare meglio”.
- Non soccorrere una persona priva di sensi entrando nello spazio confinato: diventeresti la seconda vittima. Una parte rilevante delle vittime nei pozzi e negli spazi confinati sono proprio soccorritori improvvisati, entrati senza protezione respiratoria.
- Chiama il 112 specificando “sospetto di gas in spazio confinato”: arriveranno i Vigili del Fuoco con autorespiratori.
- Mantieni l’area isolata e allontana le persone curiose. Nessuno deve entrare.
- Se sei in casa e senti odore strano: apri tutte le finestre, esci, chiama il 112. Potrebbe essere monossido di carbonio (CO) da caldaia, anch’esso pericoloso.
Cosa fare DURANTE — sospetto di scossa sismica
Le scosse di origine vulcano-tettonica del Vulcano Laziale sono in larghissima maggioranza di magnitudo bassa (M < 3.0). I comportamenti corretti sono quelli del rischio sismico:
- Durante la scossa: DROP-COVER-HOLD ON (a terra, sotto a un riparo solido, mantieni la posizione).
- Non correre fuori durante la scossa: la maggior parte degli infortuni avviene così.
- A scossa terminata, valuta la situazione e raggiungi un’area aperta lontana da edifici, alberi, linee elettriche.
Per i comportamenti completi vedi la pagina dedicata: Rischio Sismico — cosa fare.
Cosa fare DOPO
- Segnala al Comune e all’ARPA Lazio la presenza di anomalie ambientali persistenti (animali morti, vegetazione secca a macchia, bolle in sorgenti) per attivare il monitoraggio scientifico.
- Per il sistema sismico: consulta INGV (terremoti.ingv.it) per verificare se la scossa è stata effettivamente registrata e con quale magnitudo. Una scossa “sentita ma non registrata” è quasi sempre un evento di assestamento di un edificio, non un terremoto.
- Verifica eventuali danni strutturali alla casa (crepe nuove, infissi disallineati): se in dubbio, chiedi una valutazione tecnica prima di rientrare.
- Segna l’evento nel tuo diario familiare di emergenza: data, ora, sensazione, eventuali segnali precedenti. Il diario è utile in fase di analisi statistica e ricostruttiva del rischio del proprio quartiere.
- Non entrare in cantine, pozzi, scantinati o spazi confinati non aerati: la CO₂ è invisibile e inodore.
- Non tentare il soccorso entrando in uno spazio confinato dove qualcuno è privo di sensi senza autorespiratore: diventeresti la seconda vittima. Chiama subito il 112.
- Non sottovalutare una scossa di bassa magnitudo: se è davvero stata avvertita, vale la pena seguire la procedura DROP-COVER-HOLD ON.
- Non diffondere allarmismi su un’imminente “ripresa eruttiva del Vulcano Laziale” basandoti su singole notizie social: il riferimento è il monitoraggio INGV, che pubblica bollettini ufficiali.
- Non confondere la CO₂ (anidride carbonica naturale, dal sottosuolo) con il CO (monossido di carbonio antropico, da caldaie e bruciatori): hanno fonti diverse ma entrambi possono essere letali in spazi confinati. In dubbio, esci, ventila, chiama il 112.
Chi chiamare
| Situazione | Numero |
|---|---|
| Vita in pericolo (ferito grave, persona dispersa, incendio attivo, esplosione, evento in corso) | 112 Numero Unico Emergenze (NUE) |
| Pericolo concreto (albero pericolante, smottamento, allagamento di strade, tetto a rischio crollo) | 112 Smista a Vigili del Fuoco / Polizia Locale |
| Segnalazione non urgente (informazione, evento previsto, situazione da monitorare) | 803 555 Sala Operativa PC Lazio |
Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma non può essere attivato direttamente dai cittadini. In caso di emergenza chiama il 112: saranno le autorità competenti (Comune, Centro Funzionale Lazio, Prefettura) ad allertare e attivare le nostre squadre.
Fonti istituzionali e scientifiche
Approfondisci la materia: Il vulcanismo dei Colli Albani — storia eruttiva, i laghi di Albano e Nemi come crateri, le emissioni di gas e il monitoraggio dell’INGV.
- INGV — Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia — riferimento nazionale per la sismologia e la vulcanologia
- INGV — terremoti recenti — dati sismici in tempo reale, anche di bassa magnitudo
- CNR-IGAG — Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria
- ISPRA — IdroGEO — mappa nazionale di pericolosità geologica
- ARPA Lazio — qualità dell’aria e monitoraggio ambientale regionale
- Dipartimento di Protezione Civile — Rischio vulcanico — quadro nazionale dei vulcani italiani
Approfondimenti video
- Eruzione dell’Etna: un vulcanologo dell’INGV spiega il flusso lavico — un esperto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia commenta una colata in corso (Local Team).
Approfondimenti per le scuole
Sulle pagine dedicate ai docenti sono disponibili materiali specifici per fascia:
- 📜 Vulcanologia dei Castelli Romani — Secondaria I
- 📜 Caso studio: i Vulcani d’Italia — Primaria · Secondaria I · Secondaria II
- 📜 Caso studio: Campi Flegrei (vulcano monitorato in attività)
Per il quadro pedagogico complessivo dei rischi del territorio: Per i docenti — Educazione Civica e Protezione Civile e i Percorsi didattici pronti.
