La siccità non arriva con un boato: è un rischio lento, fatto di mesi con poca pioggia, falde che si abbassano e ordinanze che limitano l’uso dell’acqua. Anche i Castelli Romani la conoscono: la risorsa idrica del nostro territorio è preziosa e va protetta tutto l’anno, non solo quando manca.

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Se c'è un pericolo immediato per le persone — incendio, crollo, allagamento, persona ferita — chiama subito il 112, il numero unico di emergenza. Questa pagina serve a prepararsi prima: non sostituisce la chiamata di soccorso.

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Perché è rilevante sul nostro territorio

I Castelli Romani dipendono in larga parte dalla falda vulcanica dei Colli Albani, alimentata solo dalle piogge: anni di precipitazioni scarse e prelievi elevati ne abbassano il livello, come mostra anche il calo storico dei laghi di Albano e di Nemi, documentato dagli enti di ricerca. Le crisi idriche del 2017 e degli anni successivi hanno interessato anche il Lazio, con misure di contenimento dei consumi.

Con il cambiamento climatico le estati diventano più calde e le piogge più irregolari: gli scenari del CMCC indicano per il Mediterraneo un aumento della frequenza delle siccità. Per la spiegazione scientifica del fenomeno leggi la pagina materia Il rischio da deficit idrico.

Immagine satellitare Sentinel-2 del Lago di Bracciano (Lazio): il lago circolare a forma di cratere vulcanico appare scuro al centro. In alto a destra due riquadri a confronto del 31 maggio e del 13 agosto 2017 mostrano la riva chiaramente arretrata nell'estate della crisi idrica.
Lago di Bracciano (Lazio): confronto Copernicus Sentinel-2 tra maggio e agosto 2017. Le rive si ritirarono visibilmente durante la grave crisi idrica dell’estate 2017. Foto: European Space Agency (ESA) / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0 IGO.

Segnali e situazioni tipiche

  • Bollettini degli osservatori: l’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale classifica la severità idrica in quattro livelli (normale, bassa, media, alta).
  • Ordinanze comunali di limitazione dell’uso dell’acqua potabile, tipiche dei mesi estivi.
  • Riduzioni di pressione o sospensioni a fasce orarie decise dal gestore idrico.
  • Sul territorio: sorgenti e fontanili in secca, livelli dei laghi visibilmente bassi.

Cosa fare PRIMA

  • Ripara le perdite domestiche: un rubinetto che gocciola spreca migliaia di litri l’anno; lo sciacquone che perde, molti di più.
  • Installa riduttori di flusso (frangigetto) su rubinetti e doccia: costano pochi euro e riducono i consumi fino a metà.
  • Usa lavatrice e lavastoviglie a pieno carico; preferisci la doccia breve alla vasca.
  • Se hai orto o giardino: innaffia la sera, usa pacciamatura, valuta la raccolta dell’acqua piovana dove consentito dai regolamenti.
  • Segnala al gestore idrico le perdite in strada: in Italia le reti disperdono in media circa il 30% dell’acqua immessa.
  • Tieni la scorta minima d’acqua del kit di emergenza (utile anche per blackout e altri eventi).

Cosa fare DURANTE

  • Rispetta le ordinanze comunali: i divieti tipici riguardano irrigazione di giardini, lavaggio di auto e cortili, riempimento di piscine private. Non sono formalità: l’acqua risparmiata serve agli usi potabili.
  • Riduci ulteriormente i consumi: docce più brevi, riutilizzo dell’acqua di lavaggio delle verdure per le piante, chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti.
  • Se l’erogazione è sospesa a fasce orarie: riempi contenitori puliti per le necessità della giornata, tienili coperti e al fresco, e usa per bere solo acqua conservata correttamente.
  • Verifica le persone fragili del vicinato (anziani soli, persone con disabilità): che abbiano acqua a sufficienza, soprattutto se la crisi idrica coincide con un’ondata di calore.

Cosa fare DOPO

  • Mantieni le buone abitudini anche quando torna la pioggia: la falda si ricarica in anni, non in giorni, e la siccità è un rischio ricorrente.
  • Dopo una sospensione prolungata dell’erogazione, fai scorrere l’acqua qualche minuto prima di usarla per bere e segui le comunicazioni del gestore sulla potabilità.
  • Continua a segnalare le perdite della rete: è la misura strutturale più efficace.
Cosa NON fare durante una crisi idrica
  • Non ignorare le ordinanze di limitazione: oltre alle sanzioni, sottraggono acqua potabile a tutti.
  • Non usare acqua potabile per usi non essenziali (lavare l’auto, riempire piscine, irrigare prati).
  • Non bere acqua di pozzi, sorgenti o fontanili non controllati: la scarsità non la rende sicura.
  • Non accumulare scorte eccessive di acqua in bottiglia: crea carenze artificiali; bastano le scorte del kit.

Fonti e approfondimenti

Sul nostro sito

Fonti istituzionali

Chi chiamare

Numero da chiamare in base alla gravità della situazione
SituazioneNumero
Vita in pericolo (ferito grave, persona dispersa, incendio attivo, esplosione, evento in corso)112
Numero Unico Emergenze (NUE)
Pericolo concreto (albero pericolante, smottamento, allagamento di strade, tetto a rischio crollo)112
Smista a Vigili del Fuoco / Polizia Locale
Segnalazione non urgente (informazione, evento previsto, situazione da monitorare)803 555
Sala Operativa PC Lazio

Il Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma non può essere attivato direttamente dai cittadini. In caso di emergenza chiama il 112: saranno le autorità competenti (Comune, Centro Funzionale Lazio, Prefettura) ad allertare e attivare le nostre squadre.