Il patrono dei Volontari di Protezione Civile

San Pio da Pietrelcina è il patrono dei Volontari della Protezione Civile italiana. La sua festa liturgica, il 23 settembre, è il giorno in cui i Gruppi di volontariato di Protezione Civile di tutta Italia ricordano il proprio patrono.

Chi era San Pio da Pietrelcina

San Pio nasce come Francesco Forgione il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, in provincia di Benevento, da una famiglia di contadini.

A quindici anni entra nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e prende il nome di fra Pio. Viene ordinato sacerdote il 10 agosto 1910.

Trascorre gran parte della sua vita nel convento di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, dove arriva nel 1916 e dove rimane fino alla morte. È qui che, il 20 settembre 1918, riceve le stigmate, ferite analoghe a quelle di Cristo che lo accompagneranno per cinquant’anni.

La sua vita è segnata da due tratti che restano centrali nella memoria popolare:

  • la lunga sofferenza fisica dovuta alle stigmate e a malattie ricorrenti;
  • l’attenzione concreta verso chi soffre, che lo porta a fondare nel 1956 la Casa Sollievo della Sofferenza, un ospedale tuttora operativo a San Giovanni Rotondo, pensato per offrire cure di qualità anche a chi non può permetterselo.

Padre Pio muore il 23 settembre 1968 a San Giovanni Rotondo.

Ritratto fotografico a mezzo busto di Padre Pio da Pietrelcina anziano, con il saio marrone dei Frati Minori Cappuccini e la barba bianca, su sfondo azzurro chiaro
San Pio da Pietrelcina (1887-1968), frate cappuccino, patrono dei Volontari della Protezione Civile italiana.

La canonizzazione

Il processo che ha portato Padre Pio sugli altari è uno dei più seguiti del Novecento.

  • 1983 — La Diocesi di Manfredonia avvia il processo diocesano di canonizzazione.
  • 18 dicembre 1997 — Papa Giovanni Paolo II firma il decreto sulle virtù eroiche: Padre Pio diventa “Venerabile”.
  • 2 maggio 1999 — In Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II proclama Padre Pio Beato.
  • 16 giugno 2002 — Sempre in Piazza San Pietro, e ancora per mano di Giovanni Paolo II, viene proclamato Santo con il nome di San Pio da Pietrelcina.

La cerimonia di canonizzazione del 2002 è una delle più partecipate della storia recente, con stime che parlano di centinaia di migliaia di fedeli presenti a Roma e collegamenti in tutta Italia.

Perché è stato scelto come patrono dei Volontari di Protezione Civile

Il 21 febbraio 2004 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha emanato il decreto con cui San Pio da Pietrelcina è proclamato patrono celeste delle associazioni di volontariato che operano nell’ambito della Protezione Civile italiana.

La proclamazione non è stata una scelta dall’alto. La richiesta era stata presentata alla Conferenza Episcopale Italiana il 24 settembre 2002 dall’allora Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, sulla base di una petizione firmata da circa 160 associazioni di volontariato che rappresentavano nel loro insieme oltre novemila volontari di Protezione Civile. L’annuncio pubblico è stato dato il 29 marzo 2004 dal Segretario Generale della CEI Giuseppe Betori, in conferenza stampa.

La scelta non è simbolica per caso: si appoggia su tratti della vita di San Pio che parlano direttamente al volontariato di Protezione Civile.

Vicinanza concreta a chi soffre

La Casa Sollievo della Sofferenza non è un’opera di assistenza generica: nasce dall’idea che alle persone fragili si debba offrire cura competente, organizzata, di qualità. È lo stesso principio che guida la Protezione Civile: non basta la buona volontà, servono preparazione, mezzi, struttura.

Servizio silenzioso e quotidiano

Padre Pio non si è mai presentato come uomo di azioni straordinarie pubbliche: ha servito le persone una alla volta, nel confessionale e nella corsia d’ospedale. Il volontariato di Protezione Civile è fatto allo stesso modo: poche luci, molte ore, presenza ordinaria sul territorio prima e dopo l’emergenza.

Resistenza nella fatica

La sua vita è stata segnata da sofferenza fisica continua e da incomprensioni anche all’interno della Chiesa. Ha continuato a operare lo stesso. È un modello adatto a chi, in Protezione Civile, presta servizio in condizioni difficili — turni notturni, freddo, pioggia, lutti, criticità prolungate.

Radici popolari italiane

San Pio è una figura profondamente italiana e popolare, riconosciuta da generazioni in tutto il Paese. Per un volontariato come quello di Protezione Civile, fatto di persone comuni che si organizzano nella propria comunità, è una scelta che parla la stessa lingua del territorio.

La Preghiera del Volontario di Protezione Civile

I volontari di Protezione Civile recitano tradizionalmente questa preghiera, dedicata al loro patrono. È una preghiera collettiva, di tradizione orale, diffusa in molte versioni leggermente diverse fra Gruppi e Organizzazioni di volontariato.

Signore, fa’ che questa tuta non debba mai sporcarsi di sangue, ma che sia simbolo di armonia e infonda fiducia; che queste corde non debbano mai sorreggere un ferito, ma che servano da traino per diffondere l’amore e la solidarietà; che i nostri fari servano ad illuminare soltanto volti sereni; che la nostra barella trasporti solo allegria; che le nostre manichette restino sempre asciutte; che i nostri cani siano solo fedeli e giocosi compagni di vita; che dalle nostre radio si diffondano solo messaggi di pace e di speranza; che i nostri attrezzi siano strumenti per una vita migliore; che i nostri mezzi portino solo pace e serenità; e che la nostra pala rimanga, per tutti, solo il simbolo della fatica e della partecipazione.

Signore, quando tutto questo non sarà possibile, sostienici nella nostra attività di soccorso, che oltrepassa tutte le barriere ideologiche, razziali e sociali, e — se mai ci fosse la necessità, anche con tutti i nostri difetti e le manchevolezze umane — là, assistiti dal nostro Patrono Padre Pio, noi saremo pronti: per limitare i danni che l’uomo ha causato; per portare anche un semplice sorriso ed esprimere il significato della vera solidarietà.

Aiutaci ad aiutare chi si trova nella sofferenza, nelle tribolazioni, nelle calamità.

Amen.

La recita della preghiera è, anche qui, libera e personale: non è un atto richiesto al volontario, ma una tradizione condivisa che si trasmette nei Gruppi di chi desidera farne parte.

La festa del 23 settembre

Il 23 settembre — anniversario della morte di Padre Pio e sua memoria liturgica nella Chiesa cattolica — è il giorno in cui i Gruppi Comunali e le Organizzazioni di volontariato di Protezione Civile di tutta Italia ricordano il proprio patrono.

In molte realtà la giornata è occasione per:

  • una celebrazione religiosa facoltativa, aperta a chi desidera parteciparvi;
  • un momento istituzionale del Gruppo (incontro, esercitazione, presentazione dei nuovi volontari);
  • la memoria dei volontari scomparsi durante l’anno.

La partecipazione è sempre libera e personale: il volontariato di Protezione Civile è un servizio pubblico, aperto a persone di ogni convinzione religiosa, di ogni orientamento politico, di ogni provenienza. Il patrono è una figura di riferimento simbolica e culturale, non un requisito di adesione.

Per approfondire

Vedi anche

Fonti

Le informazioni su questa pagina sono tratte da:

  • documenti ufficiali del Vaticano sulla beatificazione (1999) e canonizzazione (2002) di Padre Pio;
  • comunicazioni del Dipartimento della Protezione Civile sul patronato dei Volontari;
  • biografia ufficiale del Santuario di San Giovanni Rotondo e dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

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