La matrice di stato del territorio non è solo una pagina di questo sito: è un formato aperto che qualunque Comune, Gruppo comunale o organizzazione di protezione civile può adottare. Questa pagina è la sua specifica: lo schema dei dati, le regole di compilazione, l’endpoint machine-readable e la licenza.

Una proposta aperta, non uno standard ufficiale. Questa specifica è un'iniziativa del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma, coerente con il concetto illustrato in Oltre il ciclo. Non è un formato del Dipartimento della Protezione Civile né della Regione Lazio.

L’idea in una frase

Per ogni rischio del territorio si dichiara in quale fase del ciclo di protezione civile ci si trova (prevenzione, previsione, gestione, superamento), con una descrizione della situazione, la data dell’ultima verifica e la fonte. Uno stato senza data e senza fonte non vale niente: la disciplina del bollettino di allerta, estesa all’intero quadro dei rischi.

Lo schema dei dati (v1.0)

La matrice vive in un file dati (stato_territorio.yaml). Ogni riga è un rischio, con questi campi:

CampoObbligatorioContenuto
idsìIdentificatore stabile della riga (minuscole e trattini, es. sismico).
rischiosìNome del rischio mostrato al cittadino (es. “Incendi boschivi (AIB)”).
fasesì*Una tra: prevenzione, previsione, gestione, superamento.
statosì*La situazione in una frase, onesta e verificabile.
verificatosì*Data dell’ultima verifica redazionale, formato AAAA-MM-GG.
fonte_labelsìEtichetta della fonte (es. “Rischio sismico”).
fonte_urlsìCollegamento alla pagina che spiega il rischio e cosa fare.
dinamiconoSe presente (allerta o incendi), fase e situazione derivano automaticamente dai dati live del sistema di allertamento; i campi con * diventano il valore di riserva.
stato_verdenoSolo per righe dinamico: allerta: la frase mostrata quando non c’è allerta.
iconanoIcona decorativa (nel nostro caso Bootstrap Icons).

Regole di compilazione:

  1. Ogni stato ha una data. Una riga non riverificata da troppo tempo è un’informazione scaduta: va ricontrollata e ridatata, non lasciata lì.
  2. Ogni stato ha una fonte. Il cittadino deve poter risalire alla pagina che spiega il rischio.
  3. L’onestà prima della rassicurazione. La situazione descrive ciò che è documentabile (“nessun segnale anomalo comunicato”), mai garanzie assolute.
  4. Le righe dinamiche non si compilano a mano. Dove esiste un dato live (livello di allerta, bollettino AIB), la matrice lo eredita: una sola fonte di verità.
  5. La fase gestione compare solo a evento in corso, e la fase superamento solo finché il ritorno alla normalità non è completo.

L’endpoint machine-readable

La matrice è pubblicata anche in formato JSON, ricostruita a ogni build del sito:

  • /stato-del-territorio/index.json — l’intera matrice con fase risolta (comprese le righe dinamiche), data di verifica, fonte e metadati (specifica, versione, licenza, generato).

Si affianca agli altri dati aperti del sito: il feed CAP delle allerte, l’endpoint dello stato di allerta e i dataset climatici.

Licenza e riuso

I dati della matrice sono pubblicati con licenza CC BY 4.0: puoi riusarli, anche a fini commerciali, citando la fonte (“Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Genzano di Roma”). Lo schema descritto in questa pagina è liberamente adottabile senza alcuna condizione.

Come adottarla nel tuo Comune

  1. Elenca i rischi del tuo territorio (il piano di protezione civile comunale li contiene già).
  2. Compila una riga per rischio secondo lo schema qui sopra, con data e fonte per ciascuna.
  3. Pubblica la tabella su una pagina del sito istituzionale e, se puoi, anche il JSON.
  4. Aggancia le righe dinamiche ai dati di allertamento che già usi (bollettini del Centro Funzionale, campagna AIB).
  5. Datati ogni verifica. È la regola che tiene in vita tutto il resto.

Per il quadro completo di come questo sito è costruito con strumenti aperti e replicabili, vedi Un modello replicabile. Per domande sull’adozione: contatti.

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