Vai al contenuto principale

Storia del rischio nei Castelli Romani — Genzano di Roma

Gli eventi non capitano “una volta ogni mai”. Il territorio dei Castelli Romani ha una storia geologica, sismica e idrogeologica precisa, documentata, ripetitiva. Conoscerla è il primo strumento di prevenzione.

Questa linea del tempo mette in fila le tappe che hanno formato il rischio del territorio di Genzano di Roma e l’evoluzione del sistema che oggi ci protegge — dalla nascita geologica del Vulcano Laziale fino al Giubileo 2025 e al recente adeguamento normativo dell’identità visiva nazionale.

Ogni voce è documentata da una fonte istituzionale verificabile: INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), ISPRA, Centro Funzionale Regionale Lazio, Dipartimento della Protezione Civile, Normattiva. Niente leggende: solo ciò che è accertato.

  1. 26 agosto 1806

    Terremoto dei Castelli Romani del 1806

    Castelli Romani, danni gravi a Genzano

    Il 26 agosto 1806, alle 7:35 (ora di Greenwich), un forte terremoto colpisce i Colli Albani. L'INGV (CPTI15) ne stima la magnitudo momento in 5,6. A Genzano il Database Macrosismico Italiano (DBMI15) registra l'intensità VIII MCS: il catalogo CFTI5Med parla di gravi danni, con morti e feriti. Gli effetti massimi toccano anche Rocca di Papa e Velletri. A Genzano è l'intensità più alta registrata nel DBMI15. Altri terremoti dei Colli Albani vi sono stati sentiti con intensità VII nel 1892 e nel 1927, VI nel 1829 e nel 1899.

    Cosa ci insegna: Vivere in zona sismica 2B non è un'astrazione amministrativa: dietro la classificazione c'è la storia sismica documentata dall'INGV, con danni gravi anche a Genzano.

    Fonte: INGV — Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI15 v4.0 e Database Macrosismico DBMI15 v4.0; INGV — CFTI5Med, Catalogo dei Forti Terremoti in Italia

  2. 1928–1932

    Abbassamento del Lago di Nemi — recupero delle Navi di Caligola

    Lago di Nemi

    Fra il 1928 e il 1932 il livello del Lago di Nemi viene abbassato di circa 22 metri, con idrovore avviate il 20 ottobre 1928, per recuperare le due navi monumentali di Caligola (I secolo d.C.) dal fondale. Durante i lavori la sponda e il fondale intorno al cantiere cedono più volte (1929 e agosto 1931): le pompe vanno spostate su un pontone galleggiante e il pompaggio viene sospeso per non danneggiare la seconda nave. Le fonti consultate non attribuiscono a quei lavori frane sui versanti sotto l'abitato di Nemi e di Genzano.

    Cosa ci insegna: Intervenire in fretta sul livello di un bacino chiuso in un cratere mette sotto sforzo sponde e terreno: l'equilibrio delle acque va capito prima di essere toccato.

    Fonte: Guido Ucelli, «Le navi di Nemi» (1940), nella sintesi dell'Encyclopaedia Romana (University of Chicago); Treccani, Enciclopedia dell'Arte Antica, «Nemi, Lago di»; Comune di Nemi, «Storia»

  3. 1989–1990

    Crisi sismica dei Colli Albani

    Colli Albani, Castelli Romani

    Fra il 1989 e il 1990 i Colli Albani sono interessati da uno sciame sismico di scosse generalmente di bassa magnitudo, ma percepite dalla popolazione. Le scosse più forti del catalogo INGV sono due, del 19 e del 23 ottobre 1989, entrambe di magnitudo Md 3.9. A Genzano erano già attivi dal 1981 i volontari che nel 1991 il Consiglio Comunale avrebbe riunito nel Gruppo Comunale di Protezione Civile.

    Cosa ci insegna: Le crisi sismiche non sono sempre eventi singoli: anche sciami prolungati di scosse piccole richiedono organizzazione, presidio degli edifici scolastici, comunicazione costante con i cittadini.

    Fonte: INGV — Bollettino sismico storico; ISIDe — Italian Seismological Instrumental and parametric Database

  4. 1992

    Legge Zamberletti — nasce il Servizio Nazionale della Protezione Civile

    Italia

    La Legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Legge Zamberletti) istituisce il Servizio nazionale della protezione civile, definendo per la prima volta in modo organico ruoli, competenze e il sistema di coordinamento fra Stato, Regioni, Comuni e volontariato organizzato.

    Cosa ci insegna: La protezione civile moderna è un sistema, non un singolo ente. Ogni Comune — Genzano compreso — ne è parte attiva, con il suo Gruppo Comunale di volontari.

    Fonte: Normattiva — Legge 24 febbraio 1992, n. 225

  5. 2003

    Genzano classificata in Zona sismica 2

    Genzano di Roma e Castelli Romani

    Con l'OPCM 20 marzo 2003 n. 3274 e il recepimento regionale, Genzano di Roma è classificata in zona sismica 2 (ag tra 0,15 e 0,25 g). Con la DGR n. 387 del 22 maggio 2009 la Regione Lazio divide la zona in due sottozone: Genzano è nella 2B (ag tra 0,15 e 0,20 g, sismicità media). La classificazione vincola le Norme Tecniche di Costruzione antisismiche per nuove edificazioni e ristrutturazioni.

    Cosa ci insegna: Vivere in zona 2B significa progettare e costruire tenendo conto del terremoto. Non è solo burocrazia: è prevenzione che salva vite e patrimonio.

    Fonte: Regione Lazio — DGR n. 387/2009 (classificazione sismica); OPCM 3274/2003

  6. novembre 2014

    Alluvione lampo a Genzano

    Frazione Landi e zona Olmo

    Nel novembre 2014 piogge intense scaricano in poche ore quantità d'acqua che la rete di drenaggio comunale non riesce a smaltire: criticità idrauliche nella Frazione Landi e nella zona Olmo, con allagamenti di scantinati, garage e tratti di viabilità. Intervento del Gruppo Comunale e delle squadre regionali per svuotamenti e ripristino.

    Cosa ci insegna: Le alluvioni lampo non avvengono solo nei grandi fiumi: una rete urbana sottodimensionata in un'ora di pioggia intensa è un rischio reale. Manutenzione di caditoie, tombini e fossi è prevenzione quotidiana.

    Fonte: Comune di Genzano di Roma — Cronaca delle attività di protezione civile; Regione Lazio Centro Funzionale

  7. 2018

    Il Codice della Protezione Civile

    Italia

    Il Decreto Legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 — Codice della Protezione Civile — riunisce e aggiorna la disciplina del settore: le 4 attività (previsione, prevenzione, soccorso, superamento), il ruolo dei Comuni, la centralità del volontariato organizzato.

    Cosa ci insegna: È la cornice entro cui opera oggi il Gruppo Comunale di Genzano: un riferimento unico per sapere chi fa cosa, prima, durante e dopo un'emergenza.

    Fonte: Normattiva — D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1

  8. 2020–2022

    Pandemia COVID-19 — supporto logistico e sanitario

    Genzano di Roma, Italia

    Durante la pandemia da SARS-CoV-2 il Gruppo Comunale partecipa al sistema nazionale di emergenza sanitaria: distribuzione di farmaci e DPI alle persone fragili, supporto logistico ai centri vaccinali, presidio dei punti tampone, comunicazione di pubblica utilità ai cittadini. È il primo evento di durata pluriennale gestito dalla PC moderna.

    Cosa ci insegna: Le emergenze sanitarie sono dentro al perimetro della Protezione Civile. La rete di volontariato organizzato regge anche eventi lunghi mesi o anni, se è formata e coordinata.

    Fonte: Dipartimento della Protezione Civile — Cronologia ufficiale emergenza COVID-19

  9. 2025

    Giubileo 2025 e nuova identità visiva della Protezione Civile

    Italia; flussi Genzano–Roma

    Due fronti nello stesso anno. Il Giubileo della Speranza apre a dicembre 2024 e attraversa il 2025: gestione del rischio antropico-logistico nei Castelli Romani per i flussi diretti a Roma, in particolare durante la GMG e gli eventi al Villaggio di Tor Vergata. Sul piano istituzionale, il DPCM 5 agosto 2025 adegua la nuova identità visiva del sistema nazionale di Protezione Civile (logo, livrea mezzi, divise, segnaletica). Il Gruppo Comunale di Genzano avvia il piano di adeguamento.

    Cosa ci insegna: Grandi eventi e cambiamenti istituzionali si gestiscono come si gestisce un'emergenza: con tempo, formazione, pianificazione. Anche un cambio di logo è un'operazione complessa quando coinvolge migliaia di organizzazioni in tutta Italia.

    Fonte: DPCM 5 agosto 2025 (identità visiva PC); Dipartimento della Protezione Civile — Piano operativo Giubileo 2025

  10. Tra 270.000 e 36.000 anni fa

    Nascono i laghi-cratere di Albano e Nemi — fase idromagmatica

    Lago Albano e Lago di Nemi, Vulcano Laziale

    Nell'ultima fase del Vulcano Laziale, detta idromagmatica, il magma incontra l'acqua di falda ed esplode. Le esplosioni scavano crateri ampi e poco rilevati (maar): nel settore occidentale si formano i centri di Albano e Giuntura e, quasi contemporaneamente, quelli di Ariccia e Nemi. I laghi di Albano e di Nemi occupano questi crateri. Prima, tra 350.000 e 270.000 anni fa, la fase delle Faete aveva costruito il cono dentro la caldera.

    Cosa ci insegna: Il paesaggio dei Castelli Romani — i laghi craterici, le colline di tufo, i suoli vulcanici — è il risultato di un'attività eruttiva potente, terminata circa 36.000 anni fa. Il vulcano oggi è classificato "quiescente": non spento, ma non in eruzione. Monitorarlo è parte del sistema nazionale.

    Fonte: Dipartimento della Protezione Civile, «Colli Albani — Storia eruttiva»; INGV, scheda «Colli Albani»

  11. Circa 2.500 anni fa

    L'Emissario antico del Lago di Nemi

    Lago di Nemi

    Circa 2.500 anni fa viene scavato un emissario sotterraneo, lungo 1.653 metri, che porta le acque del Lago di Nemi verso la Valle Ariccia e poi al mare. Lo realizzano due squadre partite dalle due estremità, sotto 80-100 metri di roccia, che si incontrano sbagliando di pochi metri. Chi lo scavò e in quale anno preciso resta oggetto di studio: alcuni studiosi lo collocano agli inizi del IV secolo a.C. Oggi l'imbocco è all'asciutto, perché il lago si trova almeno tre metri più in basso.

    Cosa ci insegna: Il controllo dei bacini lacustri è prevenzione, non magia: chi viveva qui 2.500 anni fa lo sapeva e costruiva opere mirate. La cultura del rischio idrogeologico è antica.

    Fonte: Parco Regionale dei Castelli Romani, «Lago di Nemi: un tunnel lungo 25 secoli»; Lamberto Ferri Ricchi, «Le navi di Nemi e l'emissario del lago»

  12. 29 ottobre 2018

    Tempesta di vento — schianto di alberature monumentali

    Le Olmate, Genzano di Roma

    Il 29 ottobre 2018 raffiche di vento eccezionali colpiscono il centro Italia. A Genzano si registra lo schianto di alberature monumentali (tigli e platani) lungo Le Olmate, il viale storico che collega il centro al Santuario. L'intervento di rimozione e messa in sicurezza dura circa 48 ore per ripristinare la viabilità strategica del corridoio comunale. Nota storica — il viale era originariamente alberato con olmi; la grafiosi (malattia fungina causata da *Ophiostoma novo-ulmi*) ha decimato il patrimonio nazionale di olmi nel Novecento, portando alla sostituzione con tigli e platani.

    Cosa ci insegna: Il vento estremo è ormai un rischio ricorrente. La gestione del verde urbano (potature, monitoraggio fitosanitario, piani di sostituzione) è prevenzione di protezione civile a tutti gli effetti.

    Fonte: Centro Funzionale Regionale Lazio — bollettini meteo ottobre 2018; Cronaca attività Gruppo Comunale

Tempi di ritorno dei rischi (sintesi)

Un tempo di ritorno si indica solo dove una fonte scientifica permette di calcolarlo. Negli altri casi la tabella elenca gli eventi documentati, perché da uno o da pochi eventi non si ricava una frequenza affidabile. Serve a calibrare la prevenzione, non a prevedere quando accadrà il prossimo evento.

Tempi di ritorno o eventi documentati per i rischi del territorio di Genzano e dei Castelli Romani
Tipo di rischioEvento di riferimentoTempo di ritorno o eventi documentatiSeverità storica massima
Sismico (forte)Terremoto del 26 agosto 1806 (Colli Albani, Mw 5,6 secondo il CPTI15)Non calcolato: pochi eventi forti per una stima onesta. Intensità a Genzano pari o superiore a VII nel DBMI15: 1806 (VIII), 1892 (VII), 1927 (VII). Intensità VI o 6-7 nel 1703, nel 1829 e nel 1899VIII MCS a Genzano nel 1806 (INGV, DBMI15 e CFTI5Med)
Sciame sismico (basse magnitudo prolungate)Crisi Colli Albani 1989–1990: oltre 3.000 scosse in circa un anno (Amato et al., 1994)Sciami ricorrenti, non quantificato (INGV)Md 3,9 (19 e 23 ottobre 1989, catalogo INGV)
Alluvione lampo urbanaNovembre 2014 — Landi / OlmoNon calcolabile: nella cronologia è documentato un solo eventoAllagamenti diffusi locali
Vento estremo29 ottobre 2018 — Le OlmateNon calcolabile: nella cronologia è documentato un solo eventoSchianto alberature monumentali
Frane e dissesto dei versantiAbbassamento del lago di Nemi 1928–1932: cedimenti di sponda e fondale nel cantiere (Ucelli, 1940)Non calcolabile. Pericolosità mappata da ISPRA (IdroGEO): circa il 4% del territorio comunale in classe P3 o P4 (frane)Cedimenti limitati al cantiere; le fonti non attribuiscono frane all'abitato
Eruzione vulcanicaUltima eruzione dei Colli Albani (circa 36.000 anni fa, INGV)Circa 31.000 anni in media nelle eruzioni degli ultimi 100.000 anni (Marra et al., 2016); non è una previsioneVulcano quiescente (non spento)
Emergenza sanitariaPandemia COVID-19 (2020–2022)ImprevedibileGestione pluriennale del sistema

I tempi di ritorno sono stime statistiche, non previsioni. Un evento può accadere in qualsiasi momento. Fonti: INGV, CPTI15 e DBMI15 v4.0 (intensità a Genzano di Roma e parametri dei terremoti), CFTI5Med (effetti del 1806) e catalogo dei terremoti; Amato et al. 1994 (Journal of Volcanology and Geothermal Research 61) e Marra et al. 2016 (Geophysical Research Letters 43) per i Colli Albani; Ucelli 1940 per il lago di Nemi; ISPRA, piattaforma IdroGEO (pericolosità da frana, comune di Genzano di Roma, consultata il 1° ottobre 2026).

Conosci un evento storico documentato del nostro territorio che dovrebbe essere qui? Scrivi a segreteria@protezionecivilegenzano.it indicando la fonte.

Cerca nel sito

Caricamento della ricerca…