Emergenza in strutture sanitarie
Guida operativa per RSA, lungodegenze, hospice, ospedali geriatrici, centri diurni
A chi serve questa guida: direzione sanitaria, capo-sala, personale infermieristico, OSS, fisioterapisti, animatori, volontari di Protezione Civile attivati a supporto, familiari distanti. Le strutture sanitarie residenziali sono uno dei contesti più complessi in calamità: alta densità di persone non autosufficienti, dipendenza da continuità terapeutica e tecnologica, vincoli normativi sanitari.
1. Lezioni apprese
Emergenze in RSA e strutture residenziali
L'esperienza di evacuazioni reali di strutture sanitarie residenziali (in Italia e altrove) indica alcuni punti ricorrenti, da adattare con la propria direzione sanitaria e con un'esercitazione a tavolino — non esiste un tempo o una percentuale standard validi per ogni struttura:
- L'evacuazione completa di una struttura con decine di ospiti non autosufficienti richiede tipicamente diverse ore: stimatela nel vostro piano in base a ospiti, personale, mezzi e strutture riceventi realmente disponibili.
- Trasferire un ospite senza cartella clinica al seguito espone a rischio clinico evitabile (terapie sconosciute al personale ricevente): per questo la cartella duplicata è nella checklist del punto 2.
- La separazione forzata di coniugi/conviventi anziani è un fattore di stress riconosciuto in letteratura geriatrica (lutto e separazione come inneschi di scompenso cardiovascolare acuto negli anziani fragili): è la ragione del protocollo "non separare la coppia" (Scheda 7), da applicare quando la situazione lo consente.
- Mancata continuità farmacologica (terapie cardiache, anticoagulanti, antiparkinsoniani) può causare scompensi acuti evitabili: da qui la scorta di terapie per 72h nella bag di trasferimento.
Pandemia Covid-19 (2020-2022) — RSA italiane
L'esperienza pandemica ha lasciato indicazioni condivise dagli operatori del settore, da validare con la propria direzione sanitaria per il singolo scenario:
- Le RSA sono state fra i contesti più colpiti in termini di mortalità durante le ondate epidemiche: la vostra struttura deve avere un piano di continuità assistenziale aggiornato, non un numero da queste righe.
- L'isolamento totale dei familiari ha causato accelerazione del declino cognitivo (delirium da deprivazione) in molti ospiti con demenza.
- Necessità di protocolli di "visita assistita" anche in scenari estremi.
- Importanza dei "contatti significativi" mantenuti via tablet/videochiamata.
2. Pre-emergenza — cosa avere PRIMA che succeda
- Piano di emergenza interno approvato e testato con esercitazioni almeno annuali (D.M. 2 settembre 2021), o più frequenti se lo prevede il piano.
- Cartelle cliniche duplicate in formato cartaceo + cloud. Quella cartacea va in una cartellina rigida appesa al letto.
- Bag di trasferimento per ogni ospite: terapie per 72h (durata indicativa, da fissare nel piano della struttura), ausili personali, oggetto di conforto, cartella clinica copia, scheda anagrafica.
- Protocollo "non separare la coppia" scritto e visibile. Identificare al ricovero quali ospiti sono coniugi/conviventi.
- Lista di strutture di accoglienza pre-accordate (RSA gemelle in altri territori, ospedali, alberghi sanitari).
- Numeri di reperibilità H24 di tutto il personale e dei familiari (lista aggiornata mensile).
- Generatore di emergenza con autonomia e manutenzione periodica definite nel piano della struttura e nelle norme applicabili (da verificare con il RSPP).
- Scorta farmaceutica di emergenza per tutti gli ospiti, con durata e gestione concordate con la direzione sanitaria (indicativamente 72h).
3. Triage geriatrico per priorità di evacuazione
Schema di priorità ispirato ai metodi di triage a colori (SALT), adattato alla popolazione geriatrica — bozza di lavoro da validare con direzione sanitaria e RSPP prima dell'uso (Scheda 8 del kit, dettagli completi lì). NON è triage medico per priorità di cura, è triage logistico per ordine di trasferimento, e l'ordine per colori è un criterio di programmazione, non un divieto valido in ogni scenario (una minaccia immediata impone di seguire il piano di emergenza interno, non l'ordine a tavolino):
| Categoria | Caratteristiche | Priorità trasferimento |
|---|---|---|
| 🟢 Verde | Auto-sufficiente, deambulante, lucido | Ultimi (possono attendere, supportano altri) |
| 🟡 Gialla | Parzialmente autosufficiente, deambula con ausilio, lucido o lievemente disorientato | Intermedi |
| 🟠 Arancione | Allettato non critico, demenza moderata, dipendente in ADL | Prioritari (mezzi attrezzati, accompagnatore) |
| 🔴 Rossa | Allettato critico, ventilatore, PEG, fine vita, demenza grave con BPSD | Massima priorità + équipe sanitaria + mezzo dedicato + cartella sanitaria a vista |
4. Checklist evacuazione singolo paziente
Per ogni ospite trasferito, verifica e segna sulla cartella di trasferimento:
- Cartella clinica completa (copia cartacea + USB se disponibile)
- Terapia farmacologica per almeno 72h, o per la durata fissata nel piano (in scatola etichettata col nome)
- Ausili personali (occhiali, apparecchio acustico, dentiera, deambulatore)
- Indumenti per minimo 3 giorni
- Oggetto di conforto / reminiscence (foto familiari, coperta personale)
- Documento d'identità + tessera sanitaria (originale)
- Scheda anagrafica con contatti familiari
- Indicatore visivo "non separare da..." se ha coniuge/convivente
- Diario delle ultime 24h (vital signs, terapia somministrata, evento sentinella)
- Etichetta visibile sull'ospite con nome, cognome, data di nascita
5. Comunicazione con i familiari distanti
Chi comunica
Una sola persona dedicata (capo-sala o referente comunicazione). Non lasciare che ogni operatore parli ai familiari: la comunicazione frammentata genera ansia e contraddizioni.
Cosa comunicare
- Stato fisico oggettivo: sta bene / ha avuto un piccolo malore / è stato ricoverato / situazione stabile.
- Localizzazione: dove è stato trasferito, indirizzo, telefono di riferimento.
- Aggiornamento prossimo: quando li richiamerete (es. "domani alle 18").
- Cosa possono fare: portare effetti personali, fare videochiamate in orario X, informazioni mediche da fornire.
Cosa NON comunicare
- Notizie incerte ("forse abbiamo trasferito suo padre"). Aspetta conferma.
- Diagnosi non confermate. Solo medico curante può comunicare diagnosi.
- Fine vita per telefono a familiare distante senza preparazione. Se grave, chiamali in struttura o invia volontario PC come supporto.
6. Gestione del decompenso acuto post-evento
Aspettati che entro 48-72h dall'emergenza, una percentuale degli ospiti svilupperà delirium o peggioramento di patologie pre-esistenti. Segnali da monitorare:
- Confusione mentale acuta in chi prima era lucido
- Agitazione psicomotoria notturna ("sundowning")
- Rifiuto prolungato di cibo/liquidi (indicativamente oltre 24h, o secondo il protocollo della struttura)
- Caduta della pressione, alterazione segni vitali
- Lesioni da decubito di nuova insorgenza
- Regressione funzionale (chi camminava ora non si alza)
Azioni: chiamare medico curante o 112 secondo gravità, mantenere idratazione, ridurre stimoli ambientali, evitare la sedazione di routine (sedativi e benzodiazepine possono peggiorare o prolungare il delirium; ogni decisione sui farmaci spetta al medico della struttura).
7. Comfort sensoriale per anziani con demenza grave / non comunicanti
Per chi ha demenza avanzata, BPSD (Behavioral and Psychological Symptoms of Dementia), o è non più verbale:
- Musica preferita (canzoni anni '50-'60, repertorio identificato in cartella) — una revisione Cochrane sulla musicoterapia nella demenza ne segnala benefici sull'umore, non sull'agitazione.
- Profumi familiari (lavanda, sapone abituale).
- Oggetti tattili di significato personale (rosario, foto di famiglia incorniciata, coperta).
- Tono di voce calmo e prevedibile.
- Riduzione stimoli: una persona alla volta vicino, luci basse, niente TV accesa di sottofondo.
Vedi scheda 18 del kit "Carta del comfort sensoriale" da compilare PRIMA dell'emergenza.
8. Ruolo dei volontari di Protezione Civile a supporto
I volontari PC non sostituiscono personale sanitario, ma offrono supporto logistico essenziale:
- Trasferimento materiali, montaggio strutture provvisorie.
- Accompagnamento di ospiti gialli, insieme al personale sanitario; gli ospiti arancioni e rossi restano sotto la responsabilità del personale sanitario.
- Comunicazione coi familiari (rispondere a telefono, dare informazioni concordate col personale).
- Supporto emotivo agli ospiti coscienti (ascolto, lettura, schede del kit).
- Approvvigionamento medicinali via farmacia ospedaliera.
- Documentazione fotografica per riconoscimento ospiti senza documenti.
Il volontario PC non somministra farmaci, non fa diagnosi, non comunica decessi. In caso di dubbio, chiede al personale sanitario di riferimento.