Leggere un indicatore dell'Agenda 2030
L'Agenda 2030 (risoluzione ONU A/RES/70/1, 25 settembre 2015) ha 17 obiettivi e 169 traguardi. Per ogni traguardo la Commissione statistica delle Nazioni Unite ha definito uno o più indicatori, cioè le misure con cui i Paesi dichiarano i propri progressi.
Un indicatore non è un dettaglio tecnico: decide che cosa si guarda e, di conseguenza, su che cosa si investe. In questa scheda leggi i testi ufficiali e ti chiedi che cosa misurano davvero.
I testi ufficiali
Il testo originale è in inglese; sotto trovi una traduzione di lavoro.
Gli indicatori
| Che cosa misura | Codici |
|---|---|
| Morti, dispersi e persone direttamente colpite dai disastri ogni 100.000 abitanti | 1.5.1 · 11.5.1 · 13.1.1 |
| Perdite economiche dirette dovute ai disastri in rapporto al PIL | 1.5.2 · 11.5.2 |
| Danni alle infrastrutture critiche e interruzioni dei servizi di base dovuti ai disastri | 11.5.3 |
| Paesi che adottano e attuano strategie nazionali di riduzione del rischio in linea con il Quadro di Sendai | 1.5.3 · 11.b.1 · 13.1.2 |
| Quota di amministrazioni locali che adottano e attuano strategie locali di riduzione del rischio, coerenti con quelle nazionali | 1.5.4 · 11.b.2 · 13.1.3 |
Perché «ogni 100.000 abitanti»
| Comune | Abitanti | Persone colpite da un'alluvione |
|---|---|---|
| Comune A | 20.000 | 30 |
| Comune B | 200.000 | 150 |
Dal globale al Comune
Compito di realtà: una proposta per il territorio
In gruppo, scegliete un rischio di Genzano o del vostro Comune e preparate una proposta di una pagina da presentare in classe o, dove esiste, al Consiglio comunale dei ragazzi.
| Il problema | |
|---|---|
| Il traguardo collegato | |
| L'azione proposta | |
| Chi la realizza | |
| Come si misura se funziona | |
| Le fonti usate |
- Fonti: testi dei traguardi e degli indicatori dal quadro globale degli indicatori SDG della Commissione statistica ONU (unstats.un.org), nella versione successiva alla revisione 2025. Le traduzioni sono di lavoro, non ufficiali. Il D.Lgs. 1/2018 si legge nel testo vigente su Normattiva.
- Valutazione del compito di realtà: si osservano la coerenza fra problema, traguardo e azione; la presenza di almeno una fonte istituzionale verificabile; un indicatore misurabile e realistico; la distinzione fra dati e opinioni. Non si valuta la «grandezza» della proposta: una buona azione piccola vale più di un progetto vago.
- Materiali di supporto: la pagina Protezione civile e Agenda 2030 (con i dati ISPRA di Genzano), il piano di emergenza, la matrice dello stato del territorio e la scheda Economia del rischio.
- CLIL: la sezione 1 si presta a un lavoro in inglese sul lessico del rischio (resilience, exposure, vulnerability, hazard).
1) Un disastro colpisce insieme reddito, vita urbana e capacità di adattamento: la riduzione del rischio è una condizione dello sviluppo, e un solo dato evita doppie rilevazioni con il Quadro di Sendai · 2) A: 30 ÷ 20.000 × 100.000 = 150; B: 150 ÷ 200.000 × 100.000 = 75; A è stato colpito il doppio in proporzione, anche se in valore assoluto ha avuto un quinto delle persone colpite · 3) vantaggio: confronta Paesi con economie di dimensioni diverse; non misurati: vite, salute mentale, legami di comunità, beni culturali perduti · 4) no: il rischio dipende da pericolosità, vulnerabilità ed esposizione; un anno fortunato non riduce nessuna delle tre, e l'indicatore segue gli eventi accaduti, non il rischio · 5) adottare è approvare un documento, attuare è applicarlo, aggiornarlo e provarlo con esercitazioni; un piano mai aggiornato non riduce il rischio · 6) art. 12, comma 2, lett. e): i Comuni provvedono alla predisposizione dei piani comunali di protezione civile; comma 4: il piano è approvato con deliberazione del Consiglio comunale.